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[La polemica] La Boldrini decapitata e l’odio social che travolge pure la Meloni

Sono in tanti a minacciare il voto alla Lega o a Casapound, solo perché la Meloni si è permessa di condannare quell’orribile fotomontaggio della Boldrini con la testa sgozzata da un nigeriano. Sul femminicidio pochi accenni, e molto poco convinti. E’ questa l’Italia finita sull’orlo di una crisi di nervi? Senza speranze. Un grande stadio, tutti in guerra, tutti ultrà. Come insegna Carlo Picasso, rimproverando la Meloni: «Giorgia mi sembri un calciatore. Rivali sul campo, solidali nella vita. Quando uno è nemico, lo è sempre. Perdi colpi»

[La polemica] La Boldrini decapitata e l’odio social che travolge pure la Meloni

«Piena solidarietà alla Presidente della Camera Laura Boldrini per l’immagine terribile apparsa su facebook. Il clima di odio che fa aumentare la violenza di cui le donne sono vittime ogni giorno è davvero inaccettabile». Povera Giorgia Meloni, non l’avesse mai fatto di scrivere questo post sulla sua pagina fb, riempito in un batter d’occhio da 596 commenti, quasi tutti a dir poco critici, e molto spesso addirittura violenti, specchio di un clima che non lascia nemmeno più territori neutri alle sue spalle. Flavia Perina, ex direttrice del Secolo d’Italia, già deputata di Alleanza Nazionale, commenta sconsolata, pure lei su facebook, la piazza virtuale che più della televisione ormai raccoglie gli umori del dibattito elettorale: «Cari amici di destra, magari adesso vi sarà più facile capire per quale motivo a un certo punto la destra operò uno strappo irrevocabile e definitivo rispetto al razzismo e si liberò dei ricatti dell’estremismo, anche a prezzo  di rimetterci dei voti, e se ancora non avete capito come funzioni andate a leggere le contestazioni a Giorgia Meloni, colpevole di aver solidarizzato con Laura Boldrini per la foto in cui la Boldrini appare decapitata (da un nigeriano, ndr). Quella linea avrebbe dovuto essere preservata a ogni costo, mentre invece si è scelto di giocare col fuoco e adesso il fuoco diventa piuttosto fuori controllo».

In realtà, più ancora delle fiamme che divampano, è la cenere che cova sotto a spaventare, questa area diffusa e incandescente che chiede la distruzione dell’avversario, non la sua sconfitta: «Voglia di seguire l’esempio di Macerata verrà a tanti», scrive Silvia Vaga, come se la follia quasi lombrosiana di Luca Traini (esaltata dalla pagina su facebook che lo vuole Presidente agli strepiti ancor più irrazionali che campeggiano sempre nei social: «E’ l’inizio della nostra vendetta») potesse davvero arruolare degli emuli. Sotto al post di Giorgia Meloni, non è tanto il dibattito che si scatena tra i pochissimi che sono d’accordo con lei e i tantissimi contrari a colpire, quanto piuttosto questa sensazione di una barriera invalicabile in cui sarebbe proprio lo scontro di razze a dividerci, non quello di civiltà, di religioni, o di altro conflitto politico che sia. Molti accusano la Boldrini di aver sempre difeso i neri e gli africani. Per questo non merità nessuna pietà. Si comincia soft, con Gigi Iacomino: «Che peccato che la presidentessa non si esprima quando sono le italiane a essere vittime dei suoi beniamini. Per lei nonriesco a provare nessun sentimento, se non quello dell’indifferenza».

Poi si comincia a salire: «Indifferenza è già buona. Io non mi esprimo, ma non provo indifferenza». Paolo Ferri: «Questa ha smerdato un popolo, il nostro! Per quello che mi riguarda nessun pentimento!». Licia Venditti: «Nessuna solidarietà. L’immagine non l’ho vista e non mi frega neanche vederla... la signora in questione dovrebbe farsi un esame di coscienza». Bastian, prima scrive: «Ma sto post di Giorgia non l’ho capito». E dopo spiega: «Vorrei ricordarti che la Boldrini è komunista... dentro di loro al nigeriano avrebbero dato una medaglia, altro che povera ragazza, a loro preoccupa che l’africano sia stato messo in cattiva luce». Da qui, comincia l’escalation. Rossella Bernardini: «Basta! Le fallimentari e scellerate politiche sull’immigrazione della sinistra portano solo tragiche conseguenze». Carlo Pasquali: «Solidarietà un ca..o, come la sua per gli italiani». Elda Zanandrea: «Per la più odiata dagli italiani bisogna preparare il rogo in piazza». Simone F. Vassalli: «Magari se l’è anche un po’ cercato questo odio la presidenta?». Ancora: «E’ un’inetta, inutile presidenta che farebbe meglio a ritirarsi dalla politica. Non la difenda, Meloni». Emilio Pirlo: «Meloni, non cavalchi lo spot femminista. Non si faccia contagiare dal vento ipocrita del neofemminismo, perché a quel punto tradirebbe il popolo di destra e non ci rimarrebbe che votare compatti per Casapound».
Sono in tanti a minacciare il voto alla Lega o a Casapound, solo perché la Meloni si è permessa di condannare quell’orribile fotomontaggio della Boldrini con la testa sgozzata da un nigeriano. Sul femminicidio pochi accenni, e molto poco convinti. Daniele Procaccini: «E’ triste come ormai anche la destra cavalchi la storia della violenza sulle donne. 1) Se attacchi la Boldrini non attacchi le donne. 2) Una foto non è violenza... Vedo che a marzo l’unica scelta che ho è Lega o Casapound». Giuseppe Pelosi alla Meloni: «Ha assunto i social manager di Liberi e Uguali?». Rosa Delduca: «Io l’ho sempre detto che la Meloni è falsa». Luca Giandomenico: «A Giò vedi d’annattene va!». Paolo Moretti: «Meloni, lei è un’ipocrita dovrebbe vergognarsi». Nicky Nikita: «Questa non è violenza sulle donne. E’ una risposta, seppur di basso livello, alle idee politiche scellerate della Boldrini». Naturalmente, ci sono anche quelli che coraggiosamente si schierano con la Meloni. Ma non sono tanti. Felice Porco: «Assolutamente da condividere, per nessun motivo neppure per scherzo si creano quelle immagini...». Apollo Marini: «Brava onorevole Giorgia Meloni».

Ma sono solo delle gocce controcorrente. Vanda Valli: «Ma per favore! La Boldrini si tolga di mezzo». Antonio Gizzi: «Non contare sulla mia solidarietà a quella donna». Santo Marano: «Come dice il proverbio chi è causa del suo male pianga se stesso». Stefano Pazzani: «Io l’ho vista (quell’immagine) e ti assicuro che è una bella foto, se la confronto con la stupidità e la cattiveria della Boldrini». Franco Mellica: «Nessuna solidarietà a questa bastarda». Alessandro Lepri: «Non condivido la solidarietà alla Boldrini. Male voluto non è mai troppo. E’ una disgrazia per l’Italia che la Boldrini sia ancora viva». Alessandra Balzarani: «Solidarietà? Ma crepasse domani mattina». Pietro Didonno: «Per noi italiani Laura Boldrini può morire sul serio. Spero che soffra tanto prima di morire».

Ma è questa l’Italia della Seconda Repubblica, il Paese che abbiamo voluto? E’ questa l’Italia finita sull’orlo di una crisi di nervi? Senza speranze. Un grande stadio, tutti in guerra, tutti ultrà. Come insegna Carlo Picasso, rimproverando la Meloni: «Giorgia mi sembri un calciatore. Rivali sul campo, solidali nella vita. Quando uno è nemico, lo è sempre. Perdi colpi».      

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno, giornalista e scrittore   
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