[Lo scontro] Boeri lancia l’allarme sulle pensioni. Salvini lo attacca con il solito mantra

Per il presidente dell’Inps la riforma ipotizzata dal governo porterebbe ad un incremento del debito che graverebbe sulle generazioni future. La replica del leader delle Lega: dimettiti e candidati alle prossime elezioni

[Lo scontro] Boeri lancia l’allarme sulle pensioni. Salvini lo attacca con il solito mantra
Matteo Salvini e Tito Boeri
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, lancia l’allarme sulla riforma della Legge Fornero. Nel corso di una audizione alla Commissione Lavoro della Camera ha spiegato che introdurre nel sistema previdenziale la quota 100 con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi insieme allo stop all'indicizzazione alla speranza di vita per i requisiti contributivi nella pensione anticipata, porterebbe a un "incremento del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future nell'ordine di 100 miliardi". "Non possiamo esimerci dal lanciare un campanello d'allarme" ha aggiunto.

Risparmi limitati da pensioni d'oro

“Il risparmio che potrebbe arrivare dal disegno di legge sulle pensioni d'oro - ha detto inoltre il presidente dell'Inps - sarebbe inferiore a 150 milioni e riguarderebbe una platea di circa 30.000 persone”. Poca roba dunque rispetto ai costi della riforma della Fornero.

L'attacco di Salvini: dimettiti e candidati 

La replica di Salvini non si è fatta attendere. “Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni. Più alcuni professoroni mi chiedono di non toccare la legge Fornero, più mi convinco che il diritto alla pensione per centinaia di migliaia di italiani (che significa diritto al lavoro per centinaia di migliaia di giovani) sia uno dei meriti più grandi di questo governo" ha affermato il leader della Lega.

Risposta analoga di Di Maio a Bankitalia 

Una risposta in linea dunque con quella data da Di Maio a Bankitalia che ugualmente criticava la riforma delle legge sulle pensioni. “Se vuole un governo che non tocca la Fornero, la prossima volta si presenti alle elezioni con questo programma” ha dichiarato il capo politico del M5s respingendo le osservazioni di Via Nazionale.

Le critiche di Cassese 

Dichiarazioni, quelle dei due vicepremier, che confermano la validità della criticata indirizzata loro da Sabino Cassese, uno dei grandi vecchi saggi italiani. Il noto giurista 83enne ha ammonito i due giovani leader sul pericolo “di pensare che una democrazia funziona bene se a pronunciarsi è solo il popolo tramite elezioni”. “Questa  - ha proseguito - è una versione romanzata della democrazia che, invece, ha al suo interno poteri e contropoteri, non tutti con una investitura popolare diretta” .”Questo pluralismo – ha aggiunto - serve a uno scopo fondamentale, quello di impedire la tirannide delle maggioranze”. “Anche perché – ha fatto notare – alle ultime elezioni i due vicepresidenti hanno avuto complessivamente circa 16 milioni di voti, che rappresentano poco più di un terzo degli italiani con diritto di voto”.  

La probabile risposta dei due vicepremier 

Messaggio che ovviamente non sarà piaciuto né a Di Maio né a Salvini. La loro risposta ancora non è arrivata ma non è difficile intuire quale potrebbe essere: “Caro Cassese, dato che critichi il nostro governo, candidati”. Ormai sono come un disco rotto.