Angelino Alfano 3000 giorni al governo: è il ministro più longevo della Repubblica

Il distacco dal partito di Berlusconi ha dato la stura al ‘meglio’ della sua carriera, ma anche al suo ultimo (in politica) canto del cigno

Angelino Alfano
Angelino Alfano
di PSO

Piaccia o non piaccia, Angelino Alfano, è uno dei pochi politici che deve la sua carriera a un cursus honorum, alla sua capacità di interpretare i cambiamenti e al coraggio di aver saputo reclamare la sua autonomia politica: il suo clamoroso addio a Silvio Berlusconi potrebbe essere letto anche in quest’ottica. Il Mattino ha fatto un’analisi molto accurata della sua carriera, mettendo in vetrina i 1836 giorni passati al governo dal politico siciliano, un record che lo ha “fatto diventare il ministro più longevo della storia della Repubblica ”.

Si può dire, non suoni solo come un’accusa in mondo di dilettanti della politica, che lui sia stato un ministro di professione che ha avuto l’onore e l’onere di dirigere ministeri di primo piano. Nell'ultima legislatura ha impreziosito il suo curriculum con un incarico al Viminale (governo Letta, di cui è stato anche vicepresidente) e conclusa agli Esteri con Gentiloni. La sua carriera ‘nazionale’ era cominciata nel 2001, quando è stato eletto deputato al Parlamento nella circoscrizione Sicilia occidentale, nella lista di Forza Italia.

Inoltre è stato componente della Commissione Bilancio dal 20 giugno 2001 al 27 aprile 2006, presso la quale è relatore di numerosi provvedimenti; della Commissione per le questioni regionali dall’11 luglio 2001 al 27 aprile 2006; della Commissione parlamentare di inchiesta sull’affare Telekom-Serbia dal 1° luglio 2002 all’8 settembre 2004. Membro del Comitato per la Legislazione dal 17 luglio 2001, segretario dal 26 aprile 2002 al 25 agosto 2005 e Vice Presidente da agosto 2005 ad aprile 2006. Nel 2002 è Dirigente Nazionale del Dipartimento Politiche del Mezzogiorno di FI. È relatore della Legge finanziaria e di bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio 2003-2005.

E ancora, nel febbraio del 2005 viene nominato coordinatore regionale di Forza Italia per la Regione Sicilia, incarico dal quale si dimette il 7 maggio 2008, a seguito della nomina a Ministro della Giustizia nel Governo Berlusconi IV. Nel 2006 è rieletto deputato al Parlamento Italiano, circoscrizione Sicilia occidentale, nella lista di Forza Italia. Dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008 è componente della Commissione bilancio, tesoro e programmazione. Nella XVI Legislatura è rieletto deputato al Parlamento Italiano nella lista del Popolo della Libertà. Il 7 maggio 2008 viene nominato Ministro della Giustizia. È il più giovane Guardasigilli nella storia della Repubblica. Già nel quarto governo Berlusconi, il politico agrigentino aveva avuto un ministero importante come quello della Giustizia che aveva tenuto per ben 1175 giorni.

Tremila giorni di governo in totale che lo hanno reso, per distacco, il ministro più longevo della seconda Repubblica. E ci sarebbe ancora tanto da scrivere. Oggi è simpatico a pochi. Lui ci sorride su. “All’inizio mi chiedevano: ‘Ma davvero è così simpatico come appare in tv’? E io rispondevo: ‘No’. Ora mi chiedono: ‘Ma davvero è così antipatico come appare in tv’? E io rispondo: ‘No’. Esageravano allora come esagerano adesso. È un vizio tutto italiano, con radici nel passato, quello di passare come niente fosse dall’apologia alla demonizzazione di un personaggio pubblico. Con il paradosso, per Renzi, che in mezzo ci sono ottimi risultati di governo i cui effetti continuano a registrarsi”.

“Anche lei scese a terra, salutando Berlusconi: qual è il suo bilancio dei dieci anni trascorsi con il Cavaliere?” Gli ha chiesto il Corriere della Sera: “Non cancellerei neanche un giorno di quella storia e mi ha fatto piacere ricevere la sua telefonata. L’epilogo fu la conseguenza di una visione diversa sulla rotta. Noi siamo rimasti sulla rotta che lui aveva tracciato. Noi abbiamo portato al sicuro ‘Nave Italia’”. ‘Non cancellerebbe niente nemmeno dei mille giorni di traversata con Renzi? “Articolo 18, Jobs act, intercettazioni, responsabilità civile dei magistrati, Imu sulla prima casa… Vado avanti? E sul piano politico, vogliamo mettere la rottura con la Cgil — dolorosa per il Pd — proprio sulle riforme del lavoro? È un bilancio molto positivo. Il programma dei moderati lo abbiamo fatto insieme a lui”.

Il distacco dal partito di Berlusconi ha dato la stura al ‘meglio’ della sua carriera, ma anche del suo ultimo, in politica, canto del cigno: “Eletto Segretario Politico del Popolo della Libertà il 1° luglio 2011, lascia l’incarico di ministro della Giustizia, il 27 luglio 2011, per dedicarsi al partito. Alle elezioni politiche del 2013 è capolista del Popolo della Libertà alla Camera dei Deputati nelle circoscrizioni: Sicilia 1, Lazio 1, Piemonte 1 e Piemonte 2. Il 27 febbraio 2013 è rieletto Deputato al Parlamento Italiano per il Popolo della Libertà e, dal 28 aprile 2013, è Ministro dell’Interno e Vice Presidente del Consiglio dei Ministri nel Governo Letta fino al 21 febbraio 2014. Dal 22 febbraio 2014 è ministro dell’Interno nel Governo Renzi”. Ora che la sua carriera politica volge al termine, si immagina che tornerà alla sua professione di avvocato.