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Primo Maggio di lavoro e di lotta. E palazzo Chigi tenta la carta del governo al lavoro per i lavoratori

Ieri sera l’incontro con i sindacati. Stamani (ore 11) il Consiglio dei ministri dedicato al lavoro. Meloni: “E’ una scelta simbolica, per tendere una mano ai lavoratori”. La triplice: “Vuole offuscare i comizi e il concerto del Primo maggio”. Taglio delle tasse, benefit, il nuovo reddito di cittadinanza

Claudia Fusanidi Claudia  Fusani    
Primo Maggio di lavoro e di lotta. E palazzo Chigi tenta la carta del governo al lavoro per i...

Il sempre attualissimo professor Marshall McLuhan, defunto nel 1980 quando l’uso del personal computer stava rivoluzionando il mondo, era giunto alla conclusione che - è meglio citare - “il mezzo di comunicazione può avere, nel lungo periodo, più importanza del contenuto che trasmette, perché è un'estensione di significato e, quindi, determina il modo in cui il mondo e la società vengono affrontati”. Ribaltava,  McLuhan, il rapporto tra forma e sostanza mettendo entrambe almeno sullo stesso piano.

Ecco che convocare un Consiglio dei ministri il Primo maggio, festa dei lavoratori riconosciuta in tutto il mondo democratico, che avrà in agenda misure che riguardano il lavoro (stamani ore 11); convocare i sindacati a palazzo Chigi la sera prima che per l’appunto è domenica e farlo alle 19 (sotto il diluvio e pazienza); mettere in contrapposizione chi lavora “intorno” al Consiglio dei ministri (dunque non solo ministri ma personale di palazzo Chigi, capi di gabinetto, segreterie e anche giornalisti) con chi lavora per il Concertone del Primo Maggio tradizionalmente organizzato da Cgil, Cisl e Uil; ecco fare tutto questo come ha fatto nelle ultime ore Giorgia Meloni vuol dire certamente mettere tutta la faccenda su un piano anche simbolico. Ma il rischio è che la forma possa risultare provocatoria rispetto al contenuto. E allora, diventa tutto molto rischioso. Un po’ come successe a Cutro, insomma, quando la presentazione del decreto che doveva dare il via alla stagione della caccia agli scafisti su tutto l’orbe terraqueo ha dato il via alla stagione del più alto numero di sbarchi degli ultimi quattordici anni.

Vigilia infuocata 

Con questo sentiment, non dei migliori, ieri sera alle 19 Maurizio Landini segretario della Cgil, Bombardieri segretario della Uil e Sbarra (Cisl) hanno varcato il portone di palazzo Chigi per il faccia a faccia con Giorgia Meloni. Due ore con la premier, i sottosegretari Mantovano e Fazzolari, i ministri  Giorgetti (Economia) e Calderone (Mef) per prendere visione delle bozze dei provvedimenti che saranno approvati questa mattina: aumento del taglio del cuneo fiscale, cioè minori tasse e più soldi in busta paga per i lavoratori medio-bassi; revisione del reddito di cittadinanza e norme per una maggiore sicurezza nel mondo del lavoro. Misure di cui si parla da mesi, certamente molto attese ma che avranno un iter di approvazione molto lungo e quindi è chiaro che è puramente simbolica la scelta di fare il Cdm stamani.  Incontro con luci e ombre, come vedremo. E condizionato senza dubio dalle tensioni della vigilia.  In alcune interviste Landini ha definito l’iniziativa della premier  “una mancanza di rispetto per i lavoratori altro che segno di riguardo”. Palazzo Chigi ha fatto uscire una nota poco dopo le 14 che ha incendiato ancora di più. Meloni ha bollato come “incomprensibili” le parole del segretario della Cigl.  “Io credo invece che sia un bel segnale per chi come noi è un privilegiato, onorare con il nostro impegno, in questo giorno di festa, i lavoratori e le risposte che attendono”. Bisognerebbe guardare le paghe, ma insomma, diciamo che fin qui ci può anche stare. Il re resta nudo nelle righe successive:  “Se Landini pensa davvero che sia diseducativo lavorare il Primo Maggio, allora il concerto la triplice dovrebbe organizzarlo in un altro giorno”. Ecco che il sospetto prende sostanza. E a pensare male, come insegnava Andreotti, a volte si trova la verità. La premier ha voluto imporre questo Primo maggio lavorativo per imporre, domani, una narrazione collettiva in cui non si parlerà “solo” dei vari e numerosi messaggi politici che saranno espressi dal palco del Concerto. Nelle intenzioni c’è quella di far aprire domani i giornali e la rassegne con l’elenco delle misure decise e non con le critiche che molto probabilmente arriveranno stasera dalle migliaia assiepate nel pratone di piazza San Giovanni per il concertone.    

Due ore di faccia a faccia

L’incontro è iniziato alle 19.30 ed è proseguito fino alle

21 e 30. Poi è stata la volta delle cinque sigle autonome. Le luci di palazzo Chigi si sono spente alle 23. Ed era domenica e pioveva. Meloni ha subito affrontato i tre segretari. “Non è una mancanza di rispetto un Cdm il primo maggio per tagliare il costo del lavoro - ha esordito la premie - È un segnale e mi sarei aspettata un bravi. Era un modo per dire 'ci siamo e ci siamo tutti', una mano tesa, un tentativo di dialogare e di lavorare insieme, perché sul taglio del cuneo fiscale credo che siamo d’accordo”.

Meloni ha assicurato che “la priorità del governo è alleggerire la pressione fiscale sul costo del lavoro” e spiegato che la riduzione del cuneo fiscale arriverà “al 6% del taglio sotto i 35mila euro e al 7% sotto i 25mila euro, fino alla fine dell’anno”.

Nel provvedimento il governo procederà anche alla “riforma del Reddito di cittadinanza, per distinguere chi è in grado di lavorare da chi non lo è” e ha puntualizzato che “ci sono anche norme significative in tema di sicurezza sul lavoro, anche questo - ha detto - è un bel modo di celebrare il primo maggio”.

Poi la premier ha ripetuto un concetto già espresso più volte in questi primi sei mesi di governo. “L'incontro di oggi non sarà una tantum né esaustivo rispetto al nostro dialogo, anche perché l'iter del provvedimento che approveremo domani sarà abbastanza lungo e serve un dialogo serio, costruttivo, sia sul lavoro sia su tutte le materie che affronteremo: Pnrr, RepowerEU, correzioni su come spendere le risorse, politica salariale e conseguente lotta all’inflazione, riforme, che affronteremo nelle prossime settimane”. Tutto giusto e perfetto. Solo che poi, almeno finora, i sindacati vengono convocati a giochi fatti, decisioni già prese e in genere a poche ore dall’approvazione. Dunque semplici comunicazioni e non certo confronti di merito.

I toni comunque durante il faccia a faccia sono stati certamente diversi rispetto a quelli tenuti in giornata.  E questo ha ottenuto l’effetto di rendere meno compatto il fronte sindacale fino a quel momento offeso e granitico contro la premier. Alla fine infatti Sbarra ha sospeso il giudizio “in attesa di vedere le misure scritte”, Bombardieri non parla più di bocciatura totale delle misure. Cosa che invece fa Landini che apprezza ovviamente il taglio della tassazione per i lavoratori sotto i 35mila euro annui ma restano tutte le ragioni per una mobilitazione contro il

pacchetto complessivo dell'esecutivo.  Restano, anche dopo l’incontro, le tensioni sulla questione del cdm il Primo Maggio. “Se fanno cose buone ci potete anche convocare a Natale, Pasqua e Ferragosto” è il sarcasmo di Sbarra.  Il sospetto condiviso da tutti e tre i leader sindacali è che si voglia invece “offuscare il messaggio che arriverà dai vari comizi organizzati nel Paese. E dal concerto”. Per Bombardieri “la sensazione è che il governo viva nel metaverso”, ecco perchè il leader della Uil ieri è entrato a palazzo Chigi “con la vita reale”: Manuela, 36 anni, lavoratrice precaria da sette anni.  Landini quando esce solidarizza con i cronisti, quasi tutti precari. “Solo un saluto, voglio esprimervi la mia solidarietà visto che state lavorando di domenica sotto la pioggia”. Soddisfatto, e non potrebbe essere diversamente,  il segretario dell'UGL, Paolo Capone. “Queste misure rappresentano un passo in avanti e un rafforzamento delle politiche del lavoro”.

Il dettaglio delle misure

Ora qualche dettaglio sulle misure in base alla bozze circolate ieri. Del cuneo si è già detto: il taglio salirà fino al 7%. Secondo Banca d’Italia significa un aumento di circa 20 euro mensili in busta paga. Sul fronte del reddito di cittadinanza: l’assegno di inclusione, che partirà il primo gennaio 2024, il Governo stanzia 5,4 miliardi di euro per l'anno prossimo e 5,6 mld per il 2025 e il 2026. Per la prosecuzione del reddito di cittadinanza è autorizzata nel 2023 la spesa di 384 milioni di euro.

Ci sono gli incentivi per i datori di lavoro che assumono i beneficiari dell'assegno di inclusione: 85,3 milioni di euro nel 2024, 200,4 milioni di euro nel 2025 e 251,3 milioni di euro nel 2026.

Il taglio del cuneo fiscale e contributivo salirà per cinque

mesi, dal 1 luglio al 30 novembre 2023, di altri quattro punti. Nella bozza all’articolo 34 si legge che per i periodi dal primo luglio al 30 novembre 2023 “senza ulteriori effetti sul rateo di tredicesima, la misura dell'esonero stabilita dal primo periodo in due punti percentuali è elevata a sei punti percentuali, fermi restando l'ulteriore incremento di un punto percentuale dell'esonero disciplinato dal medesimo primo periodo e quanto previsto dal secondo periodo del presente comma”.

La soglia per i fringe benefit sale per il 2023 a 3mila euro per chi ha figli a carico. Per la misura si prevede al momento una spesa di 142,2 milioni di euro (2023) e di 12,4 milioni per il 2024.

Claudia Fusanidi Claudia  Fusani    
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