Intervista a Lucia Panigalli, procedimento disciplinare per Vespa. "Polemica violenta e pretestuosa"

La Cpo del sindacato: "Non è la prima volta e non è il solo". Il giornalista: "Eppure l'avvocato della donna mi ha ringraziato"

Intervista a Lucia Panigalli, procedimento disciplinare per Vespa. 'Polemica violenta e pretestuosa'
TiscaliNews

Finisce sul tavolo dell'Ordine dei giornalisti l'intervista di Bruno Vespa alla vittima di violenza Lucia Panigalli, nella puntata di martedì scorso di Porta a Porta. A dirlo attraverso una nota è la commissione Pari Opportunità dell'Odg, spiegando che "Bruno Vespa, in seguito a un regolare esposto al Consiglio di disciplina inoltrato al consiglio territoriale del Lazio dall'Ordine nazionale in seguito alla segnalazione di una privata cittadina, sarà sottoposto al rituale procedimento disciplinare concluso il quale seguirà il pronunciamento". 

Vespa furioso

Un deferimento che il giornalista - che in Rai è contrattualizzato come conduttore - non mostra di aver apprezzato. "Mi sono dimesso il 23 gennaio 2016 dalla Federazione nazionale della stampa per il carattere violento, pretestuoso e settario delle sue polemiche nei miei confronti. Il mio giudizio si rafforza alla luce dell'incredibile dichiarazione di oggi", ha detto il giornalista su una nota diffusa attraverso le agenzie. "Credo sia la prima volta in assoluto - sottolinea ancora il conduttore di Porta a porta - che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall'avvocato della sua presunta vittima". Quindi un deferimento ingiustificato e grave, perché "le principali agenzie di stampa - spiega Vespa - avevano diffuso già ieri sera la dichiarazione dell'avvocato Giacomo Forlani difensore della signora Lucia Panigalli".

Contenuti e toni deplorevoli

Ma la Commissione pari opportuinità tira dritto. Nella nota insiste su "contenuti toni e linguaggio deplorevoli" utilizzati nella trasmissione, "durante la quale il conduttore Bruno Vespa ha reiterato un atteggiamento ambiguo, scorretto e irrispettoso nei confronti di una donna già vittima di violenza". Ed è per questo che "la commissione chiede una maggiore attenzione alla Rai nella verifica delle trasmissioni dal contenuto particolarmente sensibile come questo, anche alla luce dell'adesione dell'azienda al Manifesto di Venezia per una corretta informazione contro la violenza sulle donne". 

E non è tutto. Ricordano CpO Fnsi e Usigrai che "non è nuovo Vespa a questo tipo di interviste, che si trasformano in interrogatori alle donne invece che in occasioni per raccontare e approfondire un fenomeno strutturale come quello della violenza". Non si tratta di ''un caso isolato. Distorta, senza rispetto per la vittima ci è parsa - scrivono - anche la puntata de La vita in diretta del 12 settembre. Si parlava del femminicidio di Piacenza e le parole usate hanno mostrato una totale lontananza dai temi posti dal manifesto di Venezia: l'amore associato alla violenza, il racconto del solo punto di vista dell'omicida, fatto passare per "ossessionato", attraverso una lunghissima intervista alla sua consulente "di parte", alla vigilia della richiesta, da parte dei difensori, della perizia psichiatrica. Non è una pagina d'informazione degna del Servizio Pubblico".