Smettere di lavorare a 40 anni e dedicarsi (finalmente) alle cose belle della vita si può. Ecco come

Le persone che aderiscono al movimento "Fire" applicano una filosofia di vita basata su una semplice operazione matematica. Le testimonianze

Smettere di lavorare a 40 anni e dedicarsi (finalmente) alle cose belle della vita si può. Ecco come
di An. L.

Partiamo da un assunto: i nati negli anni '80, secondo le stime dell'Inps, andranno in pensione a un'età variabile tra i 72 e i 76 anni. Significa più o meno passare tutta la vita dietro la scrivania, fra le corsie di un supermercato o nelle linee di un'industria. E magari rischiare di morirci di vecchiaia, rendendo il tutto totalmente inaccettabile dal punto di vista della giustizia sociale. Destino già segnato? C'è chi non la pensa così e scrive la ricetta per smettere di lavorare addirittura a 40 anni. Un movimento dunque che si è creato intorno alla pubblicazione di un libro, Your Money Or Your Life, scritto nel 2002 da Vicki Robin, di cui parla il sito mashable.com, che dà una ricetta per mettersi al sicuro dalle avversità finanziarie della vita e arrivare a un livello accettabile di autonomia economica. 

Riappropriarsi della propria vita

Le persone che aderiscono al movimento Fire ("Financial Independence and Early Retirement", in italiano "Indipendenza finanziaria e prepensionamento") applicano una filosofia di vita basata su una semplice operazione matematica. Cioè: per potersi dedicare ai propri hobby e alle cose belle della vita quali passare più tempo con la famiglia, dedicarsi ai figli, all'attività sportiva, alle passeggiate lente nei boschi, insomma semplicemente avere del tempo libero da impiegare a piacimento, basta ottenere 25 volte il proprio patrimonio.

Come? attraverso investimenti finanziari o immobiliari che consentano di accrescere il proprio gruzzolo quel tanto che basta per ottenere una rendita sufficiente per lo scopo. Oltre questi introiti basilari (quantificati nel 4 per cento di remunerazione del capitale e del patrimonio) serve di sicuro abbassare il proprio tenore di vita, introducendo un nuovo stile più sostenibile e nuovi valori, fino al livello permesso dalla rendita. Avere un patrimonio-capitale, poniamo di almeno 300 mila euro, ben investito, può dare la giusta rendita. Che corrisponde a un introito di 12mila euro all'anno (12X25).

Il New York Times descrive gli aderenti al movimento come maschi, bianchi e con posizioni professionali alte e ben remunerate. Una categoria, forse, fortemente colpita dagli effetti collaterali dello stra-lavoro, caratterizzato da ritmi lavorativi eccessivi. Che spesso, tirando le somme, finiscono per non dare più soddisfazioni.  

Le testimonianze citate sono tante. A cominciare da Mr Rip, italiano e 42enne, che è in una fase di riduzione graduale dei ritmi per arrivare a una vita più libera e soddisfacente. Manager di una società con introiti di tutto rispetto, oggi si interroga sul senso di quella vita e racconta la transizione su un blog: "Ciao lettori, sì, lo so, sono in ritardo e volete sapere come sta andando il mio nuovo esperimento di lavoro. Per favore siate pazienti. La vita è stata drammaticamente intensa in ottobre: nuovo lavoro, famiglia, bambini che si ammalano a giorni alterni, viaggi per lavoro, incontrano i lettori dal vivo, probabilmente (finalmente) cambiamo appartamento", ha scritto dopo l'articolo pubblicato su mashable.com.

"Sono sempre stato una persona frugale, per nulla interessato a beni materiali, con molte passioni che necessitano di tempo e libertà. Non ho mai desiderato vestiti o scarpe di marca, mangiare fuori spesso", spiega Mr Rip, "Vivo senza macchina da 11 anni e spero di poter continuare a farlo ancora a lungo". E spiega: "Sono sempre stato una persona frugale, per nulla interessato a beni materiali, con molte passioni che necessitano di tempo e libertà. Non ho mai desiderato vestiti o scarpe di marca, mangiare fuori spesso - aggiunge -. Vivo senza macchina da 11 anni e spero di poter continuare a farlo ancora a lungo".

Vivere con 500 euro al mese si può

La riflessione, giunti sino qui, potrebbe essere che però una simile ambizione possano averla solo i ricchi, che di sicuro partono avvantaggiati. Ma a leggere la testimonianza di Danilo Cucuzzo, della provincia di Frosinone, sembra che un altro mondo sia possibile anche per un operaio. Quarantuno anni, figlio a sua volta di un operaio e di una casalinga, senza figli (che forse aiuta allo scopo), dice di essersi licenziato dal suo lavoro e di aver messo a frutto alcune conoscenze finanziarie di base. Oggi vive con 500 euro al mese. E qui si potrebbe aprire un discorso sulla società dei consumi e dei bisogni effimeri della nostra vita.