La scissione nella Chiesa Metodista americana per "colpa" dei gay

Dopo anni di dibattiti sull'omosessualità, la parte più conservatrice si staccherà da quella progressista. Il verdetto a maggio

La scissione nella Chiesa Metodista americana per 'colpa' dei gay

Scismi religiosi, dispute teologiche, questioni politiche, sai che novità. Tutto questo e molto altro ancora è sempre stato frequente nella storia delle religioni. Nei secoli, poi, le denominazioni cristiane sono state tra le più soggette a questi fenomeni, ma negli ultimi anni, soprattutto negli Stati Uniti, la cosa ha raggiunto livelli mai visti prima e si è andati ben oltre e il problema, soprattutto all’interno della Chiesa Unità Metodista (sette milioni di fedeli negli USA, più di dodici nel mondo) dove ci si sta ponendo il quesito su come rapportarsi con le persone omosessuali.

La Chiesa Metodista e i gay

Qualcosa, dunque, che non ha nulla a che vedere con il pensiero di Gesù né con eventuali disquisizioni riguardo la sostanza delle materie di Fede. Sin dalla sua fondazione, avvenuta in Inghilterra nel 1972, la Chiesa Metodista Unita (UMC) aveva stabilito che «la pratica dell’omosessualità» era «incompatibile con l’insegnamento cristiano», ma le singole chiese che la compongono avevano seguito negli anni pratiche diverse e contrastanti tra loro. In alcune chiese i membri del clero si erano dichiarati omosessuali dal pulpito o avevano celebrato matrimoni tra persone dello stesso sesso; in altre invece i pastori continuavano a predicare che l’omosessualità è un peccato.

Libro di Disciplina

Da qui la necessità di una discussione per scegliere delle linee guida condivise e un cambiamento marginale a cominciare proprio dal loro Libro di Disciplina in cui oggi c’è scritto che «ogni persona omosessuale è sacra come ogni altra». Hanno così deciso di affrontare la controversia che scuote i propri membri andando verso una separazione consensuale tra chi continuerà a mantenere la vecchia denominazione e chi invece dovrà staccarsi da essa per mantenere se non inasprire la tradizionale esclusione dei gay dal sacerdozio e dai sacramenti, che costituirà una nuova chiesa, il cui nome dovrà essere definito in una riunione il prossimo maggio. Nonostante lo scorso febbraio la maggioranza dei delegati che parteciparono alla Conferenza generale della chiesa di St. Louis, in Missouri, avesse votato per la linea più tradizionalista, è probabile che la maggior parte delle parrocchie e dei fedeli americani non si uniranno alla chiesa più conservatrice.

Il sondaggio

Stando a un sondaggio del 2014 del Pew Research Center, sei metodisti americani su dieci pensano che l’omosessualità debba essere accettata e quasi la metà è a favore dei matrimoni omosessuali, mentre la linea tradizionalista è preferita dai membri africani e asiatici della Chiesa Metodista Unita. Chi lo vorrà fare dovrà ottenere la maggioranza dei voti all’interno della locale «conferenza» e decidere quindi per il distacco, portandosi via anche i beni materiali. Ciò potrebbe aprire una lunga stagione di battaglie in tribunale, come avvenuto nel 2003 con la chiesa episcopale americana quando aprì ai gay dichiarati la strada per diventare preti e vescovi. Strano, ma vero, ci vien da pensare, anche perché la chiesa Metodista è comunque sempre stata molto aperta su varie tematiche sociali, a cominciare proprio dalla riforma del carcere e dall’abolizione della schiavitù.

Lo scisma

Sulla promozione, invece, dei gay dichiarati a preti e vescovi si sono combattute dure battaglie sin da quando, nel 1977, il reverendo Paul Abels, della chiesa del Greenwich Village a New York, già noto per la sue posizioni progressiste, decise di fare coming out e venne quindi estromesso dal servizio nel 1984. Negli ultimi anni casi del genere sono stati ancora più frequenti, come nel caso del vescovo donna lesbica Karen Oliveto, e nella prassi le posizioni della chiesa metodista si sono gradualmente ammorbidite, fino alla decisione dello scisma tra conservatori e progressisti. Ad una presa di posizione definitiva mancano quattro mesi: staremo a vedere cosa accadrà in merito.