Le reazioni del popolo LGBT (e non solo) alla ‘morte’ del DDL Zan

Da Cathy La Torre a Chiara Ferragni, da Tiziano Ferro a Michela Marzano uniti contro l’omofobia dei senatori mostrata ieri in aula. Oggi e domani tutti in piazza

DDl Zan (Foto Ansa)
DDl Zan (Foto Ansa)

“Ci sono riusciti. Hanno ucciso il Ddl Zan e con esso ogni speranza di diventare un paese normale, civile, che tutela le minoranze dai violenti e non, come da oggi continuerà ad essere, i violenti dalle sanzioni”. Inizia con queste parole il commento – uno dei primi ad arrivare su Instagram - di Cathy La Torre, avvocato da sempre vicina al mondo LGBTQI+.  “Il Senato ha votato a maggioranza in favore della “tagliola”, cioè di quella procedura che esiste solo in Senato e che consente di evitare la discussione di una legge. Lo hanno fatto. Hanno votato per impedire, dopo anni di discussioni, la discussione finale. L’ultimo passo, quello che avrebbe portato a termine un cammino di civiltà che aveva superato tutti gli ostacoli, tutti, tranne questo, che ha funzionato, perché le destre, pur in minoranza, hanno potuto contare sulle assenze di Italia Viva, in primis di Matteo Renzi, oggi – pare – in Arabia Saudita”. “Ha funzionato – continua l’avvocato - grazie al voto segreto che ha permesso a dei vigliacchi e ipocriti di uccidere a pochi centimetri dall’arrivo la migliore legge che l’Italia potesse avere per tutelare le vittime di omofobia. Hanno vinto loro e fuori dall’aula, nel resto del Paese, hanno vinto i violenti, i picchiatori, gli odiatori, tutti coloro che temevano di dover pagare un prezzo più alto per i propri crimini. Hanno vinto loro, ha perso la civiltà. Oggi sarà sulla data del mio calendario il giorno dell’infamia”.

Da Ferro a Ferragni

Quello di La Torre è solo uno dei tantissimi commenti che ci sono stati sui social, ma sicuramente il più preciso e dettagliato su quanto accaduto. “È venuto a mancare il Ddl Zan al diritto degli italiani, non c’è altro da aggiungere”, ha commentato la scrittrice e filosofa Michela Marzano. “Vorrei tanto, però, che i senatori che hanno affossato la legge pensino anche solo per pochi secondi a tutte quelle persone omosessuali e trans che non sono protette, e che chiunque può insultare, perseguitare, molestare e picchiare impunemente, solo in ragione di ciò che sono. È tristissimo ed è inaccettabile”. “Non pensavo che uno scroscio di applausi potesse essere così doloroso”, il commento di Tiziano Ferro a cui si è aggiunto quello della influencer e imprenditrice Chiara Ferragni: “Siamo governati da pagliacci senza palle”. È stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà, le responsabilità sono chiare”, il commento di Alessandro Zan. “Quegli applausi feroci dei senatori di destra sono complici delle discriminazioni che accadono ancora frequentemente nel nostro Paese. Noi vogliamo un Paese migliore, non dell’odio ma dei diritti. Ricominciamo a lottare per i diritti di tutti”.

Centrodestra scaltro

Il centrosinistra, dopo le vittorie diffuse alle elezioni comunali, ha subito così un primo ridimensionamento e il centrodestra, nei giochi di potere e di palazzo, si è dimostrato ancora una volta più scaltro. “I applaudivano non perché avessero  sconfitto la pandemia”, scrive un utente su Instagram, ma perché hanno appena affossato il ddl Zan. L’ignoranza regna sovrana in questo paese, l’importante è continuare a combattere questa ignoranza e non lasciare che le cose continuino in questo modo”. Dopo la lettura dell’esito del voto sulla “tagliola”, quindi, i cittadini hanno iniziato a organizzare manifestazioni di dissenso. La prima città a insorgere è stata quella di Napoli: nel pomeriggio di ieri – 27 ottobre – in piazza Dante si è riunito un manipolo di persone. “La peggior destra in Europa è nel nostro parlamento – ha urlato Antonello Sannino, segretario del Comitato Arcigay Napoli Antinoo – dove si è esultato come allo stadio per non aver fatto approvare una legge contro i crimini d’odio”. Quello è stato solo un preludio, quasi estemporaneo, delle proteste previste nella giornata di oggi, da Roma a Milano. Nella Capitale, in via San Giovanni in Laterano, è stato dato appuntamento alle ore 18 per un sit-in di protesta. Vi parteciperà anche la senatrice del Pd, Monica Cirinnà che ha dato i natali alla prima legge italiana sulle unioni civili tra coppie dello stesso sesso. “Ora sappiamo chi è per i diritti, senza esitazioni e senza timidezze, e chi mette la vita delle persone nel tritacarne dei pregiudizi e degli interessi di bottega”, ha scritto su Twitter.

Anche a Milano proteste

Un’ora dopo sarà invece Milano a manifestare per lo stop imposto al ddl Zan: “Alle 19, in Arco della Pace, invitiamo tutta la città a scendere in piazza con noi per dire vergogna a chi ha giocato sulla nostra pelle usando il pretesto della paura», hanno annunciato Arcigay Milano e i Sentinelli. «Vergogna!» è lo slogan scelto per il presidio. Non mancheranno proteste anche nei centri più piccoli, come a Varese a Cuneo. “L’Italia resta un Paese senza legge contro l’omotransfobia”, ha scritto Diego Passoni di Radio Deejay. “Ora si resiste, si ricomincia, si farà educazione sessuale e affettiva fuori da ogni scuola e da ogni bocciofila, diventeremo il vostro fantasma del futuro, non vi daremo pace a costo di vomitare arcobaleni come gli unicorni del meme”. #VomiteremoArcobaleni.