Billy Porter: “Sono finalmente me stesso e come artista non smetterò mai di dire la verità”

Alla scoperta dell’attore e cantante Queer che ieri sera agli Oscar ha conquistato tutti con le sue mise sul red carpet e sul palco

Billy Porter:  “Sono finalmente me stesso e come artista non smetterò mai di dire la verità”

Se avete guardato la serie tv “Pose”, saprete bene che in quella storia che si sviluppa negli anni ’80 a New York con molti attori transgender, ad emergere è proprio lui, Billy Porter, attore, cantante e performer americano che non ha mai fatto mistero sulla sua sessualità. Con la serie creata da Steven Canals e Ryan Murphy ha conquistato tutti e tanti premi, diventando così un simbolo di lotta nella comunità LGBTQI. Il suo incredibile talento lo ha portato anche a cantare e ballare (ha pubblicato quattro album musicali solisti dal suo debutto nel 1997), ma soprattutto stupire. Lo ha fatto anche ieri sera alla 92esima Notte degli Oscar, prima sul red carpet e poi sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles. Come ? 

Con i suoi look, ovviamente, a cominciare dalla gonna genderless con top a scaglie oro come un’armatura creati da Giles Deacon, abbinati a scarpe di Jimmy Choo e poi con un lungo mantello sempre dorato e tacchi altissimi per prender parte alla straordinaria esibizione canora di Janelle Monáe, salutata con una standing ovation di tutto il pubblico presente. Da tempo, in tutte le cerimonie più importanti - dal Met Gala agli stessi Oscar lo scorso anno (dove indossò uno smoking gender fluid di Christian Siriano abbinandolo ad una gonna lunga a palloncino), senza dimenticare i Grammy Awards (dove quest’anno si è presentato con un cappello a forma di lampadario che si apriva e chiudeva con un telecomando) ama stupire il suo pubblico, ma soprattutto sé stesso.

Porter è uno degli attori teatrali di maggior successo dei giorni nostri: la sua carriera a Broadway ha preso lo slancio dal 1991 con Miss Saigon. Ha continuato a recitare nel ruolo di Teen Angel nella produzione di Grease a Broadway nel 1994, seguendo ruoli in Smokey Joe’s Café (1995-97) e La piccola bottega degli orrori (2004) per poi partecipare a Kinky Boots nel 2013. Ha lavorato tantissimo a Broadway esibendosi a New York e Pittsburgh (off-off Broadway), per poi prendere parte ne Il Mercante di Venezia (1995), Jesus Christ Superstar (1998), Dreamgirls (2001), Angels In America (2010) e molto altro ancora.

Ma con la serie TV creata da Steven Canals e Ryan Murphy, ha conquistato tutti interpretando l’irresistibile MC delle ballroom frequentate dalla comunità queer newyorkese degli anni Ottanta. Oggi vive tra Los Angeles e New York dove vive con il marito imprenditore Adam Smith.

“Ci sono voluti molti anni perché io riuscissi a vomitare tutta la sporcizia che mi era stata insegnata sul mio conto, prima che io potessi camminare su questa Terra come uno che abbia davvero il diritto di essere qui: io ne ho diritto, voi ne avete diritto, tutti ne abbiamo diritto”, dichiarò dopo il Grammy. “Sono contento di aver vissuto abbastanza – ha aggiunto - per vivere il giorno in cui posso stare di fronte al mondo come me stesso, la mia vera, autentica identità”.

"Mi avevano detto che non avrei mai lavorato, che non avrei mai avuto successo, ma io non ci ho creduto". "Come artisti – ha tenuto a precisare - siamo quelle persone che possono contribuire a cambiare la struttura molecolare dei cuori e delle menti delle persone che vivono su questo pianeta. Per favore, non smettiamo di farlo, non smettiamo mai di dire la verità". La standing ovation, in questo caso, per il suo coraggio e per questa verità, è assolutamente necessaria.