Il tumore è difficile da combattere, la speranza è andare all’estero ma servono 500mila euro. Scatta la gara di solidarietà

Pierpolo Piras, sardo trapiantato in Puglia, potrebbe sottoporsi alla terapia Car-T , ma occorre ricoverarsi a Parigi o Tel Aviv. “Dobbiamo fare in fretta per salvarlo”, dice la moglie. Per questo è stata lanciata una raccolta fondi a cui molti stanno aderendo. Ecco come contribuire

Pierpaolo Piras ha bisogno di andare all'estero per sottoporsi a una cura innovativa
Pierpaolo Piras ha bisogno di andare all'estero per sottoporsi a una cura innovativa
TiscaliNews

Il suo tumore è di quelli difficili da combattere, ma esiste una speranza. Solo che costa tanto e bisogna spostarsi fuori dall’Italia. La storia di Pierpaolo Piras, 42 anni, di Cagliari ma residente da anni in provincia di Foggia, potrebbe essere riassunta in queste parole. La sua è una storia che colpisce ed ha già scatenato una gara di solidarietà tra gli italiani.

Il tumore del sangue da cui è affetto è chemioresistente. La speranza passa per una cura speciale, la Car-T, da effettuare però in Francia o Israele. Il che pone un problema di non poco conto: i costi sono altissimi perché si parla di circa 500mila euro. Per questo motivo la famiglia di Pierpaolo ha lanciato una raccolta fondi sociale, che ha superato finora i 95mila euro grazie alle donazioni di tante persone sensibili.

"Fare in fretta per salvarlo"

Ma ancora non bastano. "Abbiamo bisogno di aiuto, dobbiamo fare in fretta per salvarlo", è l'appello dei familiari.

Lo scorso febbraio Pierpaolo ha scoperto di essere affetto da una forma di linfoma non-Hodgkin. Un tumore finora resistente a tutte le cure svolte in questi mesi: "Si chiama Dlbcl (linfoma diffuso a grandi cellule B), è inoperabile e gli sta impedendo di poter portare avanti la sua normale vita e la sua professione", spiega la moglie Daniela. "Ha affrontato più cicli chemioterapici secondo le indicazioni dei protocolli medici nazionali. È stato trattato anche con una terapia sperimentale attraverso il farmaco 'Polatuzumab' arrivato direttamente dagli Stati Uniti, ma purtroppo nessuna cura fino ad oggi ha sortito l'effetto che speravamo - raccontano familiari e amici su GoFundMe - Pierpaolo è un paziente refrattario, vuol dire che il suo male è stato resistente a tutti i trattamenti fino ad ora eseguiti".

L'autotrapianto

In questi giorni Pierpaolo affronta l'autotrapianto di cellule staminali, nella speranza che possa sottoporsi quanto prima alla Cart -T, ancora non disponibile per tutti in Italia. Questa terapia consiste in un complesso procedimento: alcune cellule del sistema immunitario vengono prelevate dal paziente, geneticamente modificate in laboratorio per poter riconoscere le cellule tumorali e poi re-infuse nello stesso paziente. "Pierpaolo è stato indicato come un paziente non ottimale, dal Sistema Sanitario Italiano, per l'uso delle Cart-T - si legge nell'appello della famiglia - L'unica prospettiva al momento è andare all'estero: l'Ospedale Saint Louis di Parigi e lo Sheba Medical Center di Tel Aviv hanno già dato il loro parere favorevole alla cura".

Chi volesse dare una mano concreta a Pierpaolo può farlo andando sul link

 

https://www.gofundme.com/f/aiutiamopierpaolo

 

https://www.gofundme.com/f/1sixwkpp80

 

Oppure si può utilizzare il conto corrente bancario dedicato, intestato a Emma Daniela Pallotta e aperto presso la filiale Intesa San Paolo di San Severo (FG)

IBAN : IT86 W030 6978 6341 0000 0008 676 

BIC: BCITITMM

Il conto corrente dedicato è stato aperto ESCLUSIVAMENTE per questo scopo dalla moglie Daniela al fine di garantire la massima trasparenza sull’utilizzo dei fondi. Ogni donazione attraverso bonifico bancario dovrà recare la causale: “donazione volontaria per cure mediche Piras Pierpaolo“.