Renato Zero: “Sì alle unioni gay, sono d’accordo con il Papa”

A pochi giorni dalle parole del pontefice arriva la reazione del cantante romano che con “Zerosettanta” ripercorre la sua vita artistica e musicale in tre dischi e 40 nuove canzoni. “Il mondo – spiega - si modifica continuamente e le esigenze dell’umanità si differenziano, viva la tolleranza”

Renato Zero
Renato Zero

Non si può non essere d'accordo con l’apertura del Papa alle unioni delle coppie gay. Non voglio che accada più per nessuno, come è successo a me, che ti vengano fatte le risonanze magnetiche per capire che cosa hai nelle mutande”.

Anche Renato Zero dà ragione a Papa Bergoglio e non poteva essere altrimenti essendo lui un artista a tutto tondo che da sempre, con la sua musica e la sua arte, è il simbolo della libertà di espressione. “C’è bisogno di grande rispetto verso queste persone e verso noi stessi – ha dichiarato durante la presentazione del secondo capitolo di “Zerosettanta”- dobbiamo essere in grado di comprendere che il mondo si modifica continuamente e le esigenze dell’umanità si differenziano. Non possiamo dare per scontato nulla e anzi dobbiamo essere sempre comprensivi e tolleranti con tutti”.

"Zerosettanta"

“Zerosettanta” è un progetto speciale da lui creato per il 70esimo compleanno, una maniera originale per ripercorrere la sua vita artistica e musicale in tre dischi e 40 nuove canzoni scritte per l’occasione. Il “Volume due”, uscito oggi, segue al “Volume uno”, uscito il 30 settembre - giorno del suo compleanno - e precede il “Volume tre” che uscirà a fine novembre. Un’opera di ampio respiro, un vero e proprio sunto della sua musica che lo ha portato a 50 milioni di album venduti in carriera. “Anche questa parentesi del Covid – ha fatto notare – ha accelerato il processo realizzativo. Sono tre album che mi rappresentano nelle mie varie sfaccettature, un lavoro che ha la caratteristica di rimettere al centro la bella musica italiana”. Il periodo è difficile per tutti e lui – rivolgendosi ai suoi colleghi – ha dato un consiglio per cercare di superare queste difficoltà: “bisognerebbe autotassarci ed elargire una percentuale sugli incassi a copertura di certe sofferenze. Bisogna sostenere i lavoratori dello spettacolo che sono stati tra i più colpiti in questi mesi”. Lui, personalmente, aiuterà il suo staff destinando una parte dei ricavi delle vendite degli album, e non è certo una cosa da poco.

"Abbiamo bisogno anche di cultura"

"Chi dice che la cultura non dà da mangiare, è uno stronzo e forse neanche un buon italiano”, ha aggiunto poi senza peli sulla lingua. “Ci vuole il piatto di pasta – questo è sicuro - ma abbiamo bisogno anche di poesia, di musica, di pittura e di arte che sono il cibo dell'anima”. La politica? “Per me dovrebbe avere la capacità di calarsi nella vita degli italiani per rendersi conto dello stato delle cose. Trovo scandaloso che il governo non sia stato in grado di prepararsi con efficacia verso i lavoratori, alcuni dei quali aspettano da mesi la cassa integrazione. È gravissimo e offensivo. Se noi non paghiamo le tasse ci vengono a prendere a casa”. Le sue canzoni, vecchie e nuove, possono essere un aiuto per pensare ad altro e rilassarci, ma soprattutto l’amore che – come ha detto lui – “è già implicito nella scelta di fare questo mestiere”. “È la molla indispensabile per sentirsi vivi, ma è anche difendersi e difendere le nostre radici”, un concetto da lui espresso nel brano ‘Come non amarti’, il proponimento emotivo di chi è disposto ad amare fino all’ultimo respiro.