[La storia] Francesca Pardini, la pilota di F3 che insegna alle donne saudite a guidare

Vive ad Abu Dhabi dove fa l'istruttrice di Formula 3 nel circuito di Yas. E racconta la sua nuova missione: "Insegnare a guidare a donne che fino a ieri non potevano farlo"

[La storia] Francesca Pardini, la pilota di F3 che insegna alle donne saudite a guidare
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TiscaliNews

Quando sfreccia sulle piste di Yas, l'isola artificiale di Abu Dhabi, su bolidi roboanti nessuno immagina che al volante ci sia una donna. Eppure Francesca Pardini, collaudatrice di prototipi automobilistici e istruttrice, quando rientra ai box con il suo bolide e si toglie il casco lasciando scendere sulle spalle la sua lunga chioma corvina, mostra tutta la naturalezza che le è propria. Chi vuol provare l'ebbrezza di guidare una macchina di Formula 3 su queste terre desertiche, è possibile che debba prendere lezioni da lei. Si sente a suo agio in un ambiente prevalentemente maschile, qual è quello delle corse, nel quale vive da sempre. Francesca è infatti figlia d'arte: suo padre Guido negli anni '80 era stato campione di Formula 3 ed è stato lui a iniziarla al mondo dei motori.

Un'istruttrice d'eccezione

Oggi Pardini, alla sua passione per le piste automobilistiche, aggiunge anche una "missione": quella di insegnare alle donne arabe a guidare la macchina, cosa che fino a 14 mesi fa non era loro consentita. L'Arabia Saudita era infatti l'unico Paese al mondo dove le donne non potevano mettersi al volante e dove, nonostante questa apertura voluta dal principe ereditario, continuano a vivere segregate e con diritti molto limitati. Sebbene alcune riforme negli ultimi anni ne habbiano migliorato le condizioni di vita, Amnesty International denuncia ancora "molte violazioni e la mancanza di una adeguata protezione contro soprusi e violenze sessuali". 

Donne saudite al volante

Le prime dieci donne saudite hanno potuto prendere lezione da lei, scrive il Corriere della sera. "Questo incarico mi sta dando una grande soddisfazione sul piano umano perché sento di contribuire a un fatto epocale. Prima le ragazze saudite pilotavano di nascosto e sempre in compagnia di un uomo, rischiando gravi conseguenze. Oppure non erano minimamente conscie di come si tenga la strada o si effettui un sorpasso. Nessuno lo aveva mai insegnato loro".

A lei si affidano completamente e spesso si confidano. "Mi trasmettono la gioia per i cambiamenti sociali in atto", spiega al Corsera, aggiungendo che però le privazioni sono ancora tante. "E noi donne occidentali non ci rendiamo conto di cosa significhi non poter fare anche le cose più elementari senza il consenso degli uomini della famiglia". 

Forse è prematuro sperare di vedere, a breve, qualche donna saudita al volante in una gara automobilistica, ma è chiaro che il cammino è cominciato. Anche con il contributo importante di questa donna, coprotagonista di un cambiamento epocale che sta cambiando il volto di una delle società più conservatrici e oscurantiste al Mondo.