Tutti i numeri (giusti) sui migranti. Rimettiamo ordine nella errata percezione della realtà

Troppa confusione genera errate convinzioni. Alcuni dati aiutano a capire meglio il fenomeno migratorio di chi arriva e di chi va via dall'Italia

Tutti i numeri (giusti) sui migranti. Rimettiamo ordine nella errata percezione della realtà

Forse non tutti sanno che la più grande migrazione della storia moderna non proviene dall’Africa o da qualche esotico Paese: è la nostra. Dal 1861 (anno della fondazione del Regno d’Italia) ad oggi sono scappati dal Belpaese oltre 25 milioni di italiani. Ancora oggi, il numero di italiani che vanno all’estero è impressionante e condiziona fortemente lo stato dell’arte dell’economia nostrana.

Dal 2008 (anno dell’avvio della crisi economica globale) ad oggi gli italiani in fuga sono raddoppiati, arrivando a raggiungere la considerevole cifra di oltre 120mila persone all’annoQuasi il 70% degli emigrati negli ultimi anni non parte, come accadeva un tempo, dalle regioni povere del centro-sud, ma da quelle del ricco centro-nord. E la percentuale dei laureati in fuga è salita fino a toccare la quota del 31,7%, a cui si aggiunge un altro 34,3% di diplomati.

Il costo degli italiani emigrati

Questo, in soldoni, significa una enorme perdita per il nostro Paese. Portare una persona fino alla laurea costa allo Stato circa 150mila euro. Circa 90 mila costa far diplomare un ragazzo.

A queste uscite si devono sommare le mancate entrate, che arrivano - secondo Francesco Gagliardi, ricercatore dell’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del Consiglio Nazionale delle Ricerche - a circa 121 mila euro pro capite nette (tolte cioè le spese sociali) per una vita lavorativa. Questo significa che solo nell’ultimo decennio, il costo della migrazione di italiani all’estero è di circa 10  miliardi di euro: più del doppio di quota 100 (4,7 miliardi) e molto più del reddito di cittadinanza (7,1 miliardi).

Il saldo positivo degli stranieri in Italia

E l’immigrazione degli stranieri in Italia? La spesa pubblica dedicata a questo capitolo della vita sociale costa allo Stato circa 17,5 miliardi di euro. Ma gli immigrati presenti generano entrate per lo Stato per circa 19,2 miliardi di euro. Un saldo positivo dunque di circa 2 miliardi di euro. A cui vanno sommati i circa 6 miliardi di euro che gli stranieri inviano ai loro Paesi (si aiutano a casa loro, oltre ad aiutarci a casa nostra).

Ma, dicono in molti, vengono nel nostro Paese per delinquere. Gli stranieri delinquono di più, certamente, perché da sempre delinque di più chi ha meno. Ma che genere di delinquenza? Gli stranieri sono imputati principalmente per furto, prostituzione, violazione delle norme sugli stupefacenti. Poi c’è un pesante 20% di immigrati il cui unico reato è quello di immigrazione clandestina. Agli italiani invece rimane il primato per delinquenza organizzata, violenza carnale, rapine, omicidi e stupri

I numeri falsi delle migrazioni

Ma proprio qui devono venire? Non vengono qui. Il 90% delle migrazioni africane sono interne al continente. Stati Uniti e Federazione russa ospitano complessivamente un quarto del totale dei migranti internazionali. Oltre ai paesi d’oltre oceano, come il Canada e l’Australia, e quelli arabi (Arabia Saudita ed Emirati Arabi), nei primi 11 paesi sono presenti anche nazioni europee, come la Germania, il Regno Unito e la Francia. Solo all’ultimo posto l’Italia.

C’è poi chi dice che si sta svuotando l’Africa. Altra sensazione sbagliata: le comunità straniere in crescita sono asiatiche (Cina, India, Bangladesh, Pakistan, Sri Lanka). Ci troveremo in minoranza? Tranquilli, anche questa è una fandonia: nell’Unione Europea, su oltre 510 milioni di residenti nel 2015, solo il 7% è costituito da immigrati (35 milioni).

E le famose navi delle Ong complici degli scafisti? Solo il 9% di chi arriva via mare viene portato dalle navi della società civile. Il restante 91 percento arriva in modo autonomo. E poi c’è il dato che manca. Quante persone partono dall’inferno libico via mare? Questo non lo sa nessuno. Ma a giudicare dalla quantità di relitti che si incrociano nel Mediterraneo centrale quelli che partono ma non riescono ad arrivare e finiscono in fondo al mare sono decisamente troppi.