"Potresti dare fastidio agli ospiti", cameriera scartata al lavoro in un ristorante perché nera

Il fatto è stato denunciato su facebook dal marito italiano di una giovane senegalese. Gli amici si sono stretti attorno alla famiglia

'Potresti dare fastidio agli ospiti', cameriera scartata al lavoro in un ristorante perché nera

“Complimenti vorrei sapere il ristorante per non passarci neanche di striscio”, è stato il commento più gentile. Mangiato male o vino pessimo? Un pelo nel brodino allo zafferano o fra gli spaghetti alla bottarga? Niente di tutto ciò: fra le posate e i bicchieri di un ristorante è stata isolato il batterio di una malattia chiamata ignoranza. L’infezione è stata segnalata su facebook dal marito di Khady Ndior, la signora senegalese respinta dalla reclutatrice del personale di un ristorante di Fonni (Nu) perché “il colore della tua pelle potrebbe non piacere ai clienti”.  

La denuncia social

“Inizio precisando che fino ad oggi non ho pubblicato mai niente perchè preferisco ancora parlare in faccia alla gente”, ha esordito Mariano Mura nel messaggio postato sul social, “ma la mia rabbia la devono conoscere tutti: sono coniugato con una meravigliosa ragazza di colore che è appena stata oggetto di una gravissima discriminazione razziale. Contattata da una amica per un lavoro da cameriera in un matrimonio si è presentata insieme ad altre 49 ragazze dal colore neutro ... Come dire la classica mosca bianca. La professionalità della donna selezionatrice, molta attenta ai particolari, ha fatto in modo che percepisse la pericolosità del diverso ritenendo che la cosa avrebbe potuto turbare la sensibilità degli invitati. Cara Signora capisco che la cosa possa sconvolgere il sereno svolgimento di una tale giornata ma avrei voluto che fossero gli stessi festeggiati ad esprimersi in merito perchè lei si è arrogata un diritto che non gli appartiene. Sono pienamente cosciente che non è la sola a vedere il mondo in bianco e nero ma ciò non la giustifica anzi se provasse a guardarsi in faccia, cosa che le consiglio, si sentirebbe fuori luogo, inadeguata al ruolo di mamma, inadeguata a tutto ciò che fa. Lei, perchè non lo avesse ancora capito, rappresenta qualcosa di maleodorante, di maledettamente vecchio ed inutile. Lei e quelli come lei sono esseri inutili per tutta la società che ogni giorno è impegnata a combattere le molteplici discriminazioni senza colore. Lei nella sua immensa ignoranza ha leso la dignità di una persona che neanche conosceva ... la stessa che non ha mai perso la fiducia nei suoi simili a prescindere dal colore della pelle”.

Scatta la solidarietà

In definitiva, ancora una volta è andata in scena quella commedia dell’assurdo che da qualche tempo sta ammorbando le piazze (e non solo) del nostro Paese. Gli amici si sono stretti attorno alla famiglia Mura. “Mi dispiace tanto Mariano, purtroppo si sta diffondendo a macchia d'olio discriminare le persone, non solo il colore della pelle, ma, sei troppo grasso/a, troppo esile, troppo bassa/o, non sei esteticamente bella, insomma, c'è né per tutti”, ha commentato sul social Rosalba Sanna. “Mi vergogno di vivere in una società composta da elementi così poveri, con un livello intellettivo e culturale pari a zero. Chissà se un giorno - prima o poi - si renderanno conto di aver passato una vita da persone ottuse, inutili e incredibilmente imbecilli, probabilmente questa gente va anche in chiesa a pregare la domenica”, ha scritto Mario Medde. “Il mondo è bellissimo perché ricco di infiniti colori e sfumature, la cosiddetta signora vorrebbe omologarlo e chiuderlo nel suo grigiore: no grazie”, ha concluso Monte Bardia. Galluresi, logudoresi, barbaricini e baroniesi, ogliastrini, campidanesi, sulcitani, catalani, “La Sardegna è quasi un continente”, scrisse Marcello Serra, tutti questi piccoli popoli hanno sempre avuto qualcosa in comune: il piacere dell’ospitalità (spesso incoraggiata con piatto di maccarones de busa e innaffiato con più bicchieri di nieddera”).