Migrazioni: crollano gli sbarchi nel Mediterraneo, ma restano invariate le richieste di asilo

Il rapporto Ismu. Se nel 2015 l'Italia ha ricevuto circa 54 richieste di asilo ogni 100 sbarchi, la proporzione è cresciuta fino a raggiungere la soglia di 674 richieste ogni 100 sbarchi nei primi 6 mesi del 2019

Migrazioni: crollano gli sbarchi nel Mediterraneo, ma restano invariate le richieste di asilo
TiscaliNews

Gli sbarchi di migranti che giungono in Italia attraverso la rotta Mediterraneo sono diminuiti. Nel 2019 si è verificato un sensibile rallentamento degli approdi: il 28 novembre del nel 2019 erano sbarcati 10.707 persone, il 53,47 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2018 e a -90,85% rispetto allo stesso periodo del 2017. A tale riduzione di sbarchi non è seguita una proporzionale contrazione delle richieste di asilo: da agosto 2018 infatti le richieste di asilo superano gli sbarchi. E' uno dei principali dati del XXV Rapporto sulle migrazioni 2019, elaborato da Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) e presentato a Milano. 

Le richieste d'asilo restano superiori al numero di sbarchi

Se nel 2015 l'Italia ha ricevuto circa 54 richieste di asilo ogni 100 sbarchi, la proporzione è cresciuta fino a raggiungere la soglia di 674 richieste ogni 100 sbarchi nei primi 6 mesi del 2019. Per queste la percentuale dei dinieghi è passata dal 30% delle decisioni di prima istanza del 2013 all'80% nei primi sette mesi del 2019. La proporzione dei dinieghi, crescente negli anni, ha fatto registrare un ulteriore rialzo a seguito dell'abolizione della protezione umanitaria. Tale abolizione - secondo Ismu - avrà un significativo impatto sulla presenza irregolare, di cui però non è quantificabile con sicurezza l'orizzonte temporale, grazie alla non retroattività della norma che presumibilmente darà luogo a sentenze positive in fase di appello. 

Il distacco tra sbarchi e domande d'asilo per Ismu si spiega in parte con la possibilità di uno scostamento temporale tra lo sbarco e la presentazione della domanda di asilo, ma anche con altri canali come gli ingressi via terra, in particolare attraverso la "Rotta Balcanica". Altro canale di (re)ingresso è quello dei trasferimenti in Italia da altri paesi ai sensi del regolamento di Dublino. Nel 2018 l'Italia ha ricevuto quasi 42mila richieste di trasferimento (+57,4% rispetto all'anno precedente), ma il numero effettivo dei rientri nel nostro Paese nel 2018 è stato di poco più di 6mila (+11,9% rispetto al 2017).

Un ulteriore canale deriva dagli ingressi a seguito delle procedure di resettlement di rifugiati da Libano e Sudan: nel 2018 gran parte di questi ingressi sono stati a favore di cittadini siriani (58,5%) ed eritrei (26,7%). Dalla maggioranza dei sondaggi è emerso che oggi i cittadini italiani sono per la maggior parte favorevoli alla chiusura dei porti. All'inizio del 2018, invece, il 49% degli italiani riteneva che l'accoglienza era da privilegiare rispetto al respingimento, mentre solo il 44% era a favore dei porti chiusi.