Tu chiamale, se vuoi, revisioni. In cambio di nulla, continuiamo a sostenere le milizie criminali in Libia

Emergono i primi dettagli sulle presunte modifiche del Memorandum fra l'Italia e il paese africano

Tu chiamale, se vuoi, revisioni.  In cambio di nulla, continuiamo a sostenere le milizie criminali in Libia

Che cosa dice la revisione del memorandum Italia Libia? Per quel che si sa, e speriamo che lo rendano pubblico per smentirci, dice che si chiede genericamente ad un Paese in guerra, il cui territorio è governato da milizie spesso criminali (le stesse che gestiscono contemporaneamente cosiddette guardie costiere, lagher per migranti e tratta di esseri umani) "maggiori tutele per migranti e richiedenti asilo e per le persone vulnerabili", senza nessuna indicazione ulteriore.
Il governo italiano si impegna però a consegnare al più presto altre motovedette, altri mezzi di terra e attrezzi vari per contrastare i movimenti di chi dalla guerra libica (e dalle altre guerre africane, come dalla fame, dalla violenza di genere, dalla violenza politica) vuole scappare.

Punta tutto, stando alle indiscrezioni, sulle grandi agenzie dell'Onu per "migliorare la situazione dei diritti umani" in quelli che la ministra Lamorgese continua a chiamare "campi di detenzione" e che sono - come dimostrano innumerevoli inchieste indipendenti e delle stesse agenzie Onu - campi di tortura e luoghi di compravednita di esseri umani.
Peccato che quelle stesse agenzie dell'Onu su cui la ministra punta hanno appena deciso di scappare - anche loro, come i profughi che continuiamo a far detenere illegalmente dai libici - da una situazione divenuta insostenibile.
Si appella a quel codice Minniti che prevede l'intervento armato sulle navi umanitarie, codice che anche Medici Senza Frontiere si è rifiutata di sottoscrivere. Addirittura lo ripropone in chiave europea, il codice scritto da quel ministro che ha aperto la strada, proprio con gli accordi con la Libia, alle peggiori nefandezze non solo materiali (tipo appunto armare degli aguzzini con milioni di euro di navi e armi e attrezzature) ma anche morali e politiche con la criminalizzazione del lavoro umanitario e di chi in mare salva vite umane, compresi pescatori e marinai dei mercantili.
La ministra Lamorgese annuncia anche che toglierà ( o abbasserà) le multe alle Ong. Quelle multe che sono state date sulla base dei decreti sicurezza che non Mediterranea Saving Human, ma Mattarella sostiene essere illegittime. Multe date a chi sceglie di rispettare le leggi e i trattati internazionali invece di decreti governativi giudicati incostituzionali da moltitudini di giuristi e che sono in contrasto con trattati internazionali che alle leggi (e ai decreti) dei singoli stati sono comunque sovraordinati.

L'Italia sceglie, dunque, di continuare un percorso di chiusura delle frontiere (delegata ad altri) che sta causando centinaia, migliaia di vittime innocenti. E lo sta facendo in modo vergognosamente consapevole.