Mahmood: “Mi sento sempre Bugs Bunny, uno che si ritrova nelle situazioni più assurde e impossibili, ma rimane sempre se stesso”

È appena uscito “Dorado”, il nuovo singolo del cantante milanese simbolo della diversità e dell’Italia multiculturale. “La solidità delle radici e degli affetti sono la chiave della semplicità”

Mahmood: “Mi sento sempre Bugs Bunny, uno che si ritrova nelle situazioni più assurde e impossibili, ma rimane sempre se stesso”

Sin da bambino Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, ha sempre voluto cantare: a casa sua, a Gratosoglio, periferia di Milano (da lui e da molti altri soprannominata “Gratoshollywood”), chiuso nella sua stanza oppure fuori, al parco tra i palazzoni fino a riuscire a salire sui palcoscenici più importanti d’Italia e internazionali. Nel 2019 ha vinto il Festival di Sanremo con il brano “Soldi”, una canzone autobiografica che racconta tante famiglie come la sua – padre egiziano e madre sarda – un pezzo in cui si parla di quello che i soldi fanno in seno alle famiglie. “Racconto quello che ho vissuto, quello che vivono tanti ragazzi quando i genitori si dividono e tu rimani con uno dei due”, disse su queste pagine, spiegando di aver scelto di essere rimasto con la madre Anna Frau, originaria di Orosei, “la persona a cui devo dire grazie, perché ha sempre creduto in me, mi ha sempre aiutato e appoggiato anche quando nessuno mi dava retta”.

Mahmood e il "no" al coming out

Quel brano – contenuto in “Gioventù bruciata”, il suo primo album per mesi in vetta alle classifiche – lo ha cantato praticamente ovunque, anche all'Eurovision Song Contest (che spetta di diritto al vincitore di Sanremo) dove disse la sua sul coming out, scatenando polemiche tra le associazioni LGBTQ+. “Penso che ognuno debba dichiararsi quando meglio crede”, rispose a chi gli chiedeva della sua presunta omosessualità. “Dichiarare 'sono gay' non porta da nessuna parte, se non a far parlare di sé. Se continuiamo con questi distinguo, l’omosessualità non sarà mai percepita come una cosa normale, quale è”. Nonostante questo che è un suo pensiero oltre che una sua scelta - e come tale va rispettato - Mahmood è divenuto un’icona della diversità latu senso, il simbolo indiscusso e meritato di un’Italia multiculturale.

"Dorado", il suo nuovo singolo: “Io come Bugs Bunny”

Dopo i singoli Rapide (già disco di platino), Eternantena e Moonlight Popolare (feat Massimo Pericolo), in questi giorni è uscito il suo nuovo singolo, “Dorado”, in cui balla a petto nudo tra piramidi, sfingi e cimeli egizi. Con lui ci sono Sfera Ebbasta e Feid, artista colombiano che sta scalando le classifiche internazionali con la hit Porfa, di cui ha recentemente pubblicato un remix in collaborazione con J Balvin, Maluma, Nicky Jam, Justin Quiles e Sech. A firmare la produzione è ancora una volta Dardust, che ha firmato molti dei successi di Mahmood. Per l’artwork di “Dorado” Mahmood ha voluto al suo fianco Bugs Bunny, nato 80 anni fa, per lui più che un simbolo. “Questo ultimo anno – ha dichiarato - l’ho vissuto come Bugs Bunny, uno che si ritrova nelle situazioni più assurde e impossibili, ma rimane sempre se stesso, sempre nudo, sempre con la sua immancabile carota”.

Dorado è un viaggio onirico – ha aggiunto - è un racconto che parte dall’ultimo anno che ho vissuto, un anno patinato completamente diverso da tutto quello che è stata la mia vita precedente. Mi sono trovato in cene assurde con gli artisti più grandi che hanno in comune una cosa: sono quelli più semplici, ti trattano come se fossi loro amico da una vita. E questo mi ha fatto riflettere. È sempre importante ricordarsi le proprie origini, le proprie radici, come canto in Dorado: nelle tasche avevo nada, ero cool non ero Prada. Anche se ora capita che per certi eventi mi diano vestiti importanti, è il modo in cui te lo metti quel vestito che conta. Io mi sento sempre Bugs Bunny”.

La polemica con Fedez

L’immedesimazione con il coniglio più famoso e immortale è totale, protagonista con lui sulla copertina e nel video girato al Museo Egizio di Torino, attaccato – bonariamente – dal collega Fedez che ha citato il cantante per il suo recente video, scrivendo poco dopo su Twitter: "Video musicale (bellissimo tra l'altro) di Mamhood girato all'interno del museo Egizio: OK. Chiara Ferragni agli Uffizi: SCANDALO", con riferimenti alla polemica nata dopo che la blogger più famosa del mondo, nonché sua moglie, ha postato una foto al Museo degli Uffizi di Firenze dietro la Venere di Botticelli. Polemiche a parte, già finite, il video di "Dorado" - girato tra Miami, Verbania e il museo torinese – conquista ed emoziona ed è anche questo, come gli altri, è già stato visto da milioni di persone. 

“La solidità delle radici e degli affetti sono la chiave della semplicità”

Grazie a “Soldi” (il brano), e ai soldi (quelli veri), la vita di Mahmood è cambiata, ma lui no. Prima del successo, si è sempre sentito dire di appartenere ad una “gioventù bruciata”, che poi, come ricordato, è il titolo del suo primo album, ma lui non ha mai creduto che fosse così. “Magari siamo un po’ svogliati – disse - ma i nostri sogni cerchiamo comunque di realizzarli”. Mahmood è per fortuna rimasto quel coniglio grigio e bianco “che finisce in certe situazioni più per caso che per volontà”. “La chiave della semplicità - ha precisato - sono la solidità delle radici e degli affetti, la famiglia”. Ciò che conta davvero sta tutto lì.