“La legge Zan serve adesso”: la comunità LGBTQ+ italiana risponde a Giorgia Meloni

Da Vladimir Luxuria a Franco Grillini e Luisa Rizzitelli tutti uniti in un video per spiegare all’onorevole di Fratelli d’Italia quanto sia importante e necessaria una legge contro l’omo-bi-transfobia, misoginia e abilismo. Domani il voto del testo definitivo alla Camera

Luxuria
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"Ma siete sicuri che gli omosessuali di questa nazione non avrebbero voluto vedervi a lavoro per difendere le loro attività piuttosto che su questa roba qui?". Con queste parole, rivolgendosi al Governo, il 26 ottobre scorso, l’onorevole Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, aveva attaccato alla Camera il progetto di legge contro omo-bi-transfobia, misoginia e abilismo. A distanza di pochissimo tempo è arrivato un “sì” secco, espresso in un video da alcuni rappresentanti molto noti della comunità LGBTQI+ italiana.

Ferro e Luxuria 

“Sì siamo sicuri - ribatte Tiziano Ferro - perché tutta la discriminazione, i calci, i pugni, le spinte che ho subito da ragazzino non devono succedere ancora e non devono rimanere impunite”. Alla popstar di Latina si sono uniti diversi esponenti del movimento gay, lesbico e trans, come ad esempio Vladimir Luxuria che le ricorda che, spesso, “si invoca alla parola sicurezza”. “Vorremmo essere sicuri anche noi, aggiunge, di poter andare in giro mostrando quello che siamo e il nostro affetto senza che nessuno usi violenza con le mani e con le parole, quindi aggravante commisurata”. “Abbiamo già aspettato abbastanza – dice Jonathan Bazzi, autore di “Febbre” con cui è stato finalista all’ultimo Premio Strega – “la situazione attuale non sospende i diritti civili, le necessità si affiancano”. “Questa legge è necessaria – precisa Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay - e deve essere approvata anche in Italia. Il suo (riferendosi alla Meloni, ndr) inutile ostruzionismo fa perdere del tempo al Paese”.

"Vivere in un Paese democratico" 

“Voglio vivere in un Paese moderno e democratico dove i nostri diritti vengono tutelati e non definiti roba” dice la dirigente sportiva e calciatrice Carolina Morace che in questi giorni è nelle librerie con “Fuori dagli schemi” (Piemme). Alle loro parole si son poi aggiunte quelle del conduttore radiofonico Diego Passoni (“siamo in super ritardo), dell’attore di Skam Pietro Turano (“questa roba qua ci fa sentire più difesi…e più tutelata anche te”) del collega Paolo Camilli, di Cathy La Torre, Luca Paladini, del duo Erika e Martina, Paolo Armelli e Simone Alliva (dopo 25 anni è arrivato il momento di difendere il futuro”), autore del libro cult nel mondo LGBTQ+ “Caccia all’Omo: viaggio nel Paese dell’omofobia” pubblicato da Fandango.

"Libertà di essere se stessi" 

“La tutela e il rispetto, la libertà di essere sé stessi è fondamentale per riuscire a vivere tutta la propria vita”, precisa Francesca Vecchioni. “Non ci si può occupare del mio lavoro se non ci si occupa dei diritti fondamentali”, ribadisce infine Luisa Rizzitelli, tra le 100 donne più influenti al mondo secondo Forbes. “La legge ci serve per non essere cittadini di serie B”, conclude la presidente e fondatrice dell’associazione Assist che si batte per la tutela dei diritti delle donne nello sport.

Se qualcosa si farà in tal senso sarà domani, quando ci sarà il voto del testo definitivo alla Camera dei Deputati. È arrivato – ebbene sì – il momento che la legge diventi una realtà. Ora, più che mai.