[La storia] E' l'unica ad aver scalato 9 volte l'Everest, ma non è social: senza sponsor, costretta a fare la lavapiatti

Ha 45 anni, due figlie e un ex marito violento: per sopravvivere (e scalare le montagne) fa la lavapiatti perché non trova uno sponsor

[La storia] E' l'unica ad aver scalato 9 volte l'Everest, ma non è social: senza sponsor, costretta a fare la lavapiatti

La sua è una storia di passione e fatica, nello sport estremo di cui è specialista ma anche nella vita. Lhakpa Sherpa ha 45 anni, due figlie, un figlio e una passione che l'ha portata a essere la donna che ha scalato più volte l'Everest. Per nove volte - record assoluto femminile - è salita e scesa dalla vetta più alta e più ambita del pianeta. Non è roba da poco. Sono poche le persone che possono dire di aver fatto altrettanto. Sarà che lei su quelle montagne ci è nata e fin da quando aveva 14 anni ha camminato in lungo e in largo per quelle lande insieme a fratelli, sorelle e cugini. Sta già preparando la prossima spedizione, programmata per il 2020, alla guida di un gruppo di escursionisti occidentali. 

Eppure dedicarsi a quella che per Lhakpa è più che altro un'esigenza interiore, necessità forse ancestrale, non è cosa semplice. Come scrive il Guardian, la donna non ha uno sponsor che la finanzi, come avviene per buona parte degli scalatori. Lei deve fare la lavapiatti in un ristorante del Connecticut, dove vive, per pagare le bollette e la scuola per le figlie e il figlio che con lei vivono negli Stati Uniti. 

I successi e le sofferenze

Dietro lei tanti successi, ma anche una vita di sofferenza, per le violenze subite dall'ex marito, George Dijmarescu, scalatore rumeno, conosciuto sulle montagne e che proprio sull'Everset le ha usato violenza per la prima volta, dal quale ha divorziato alcuni anni fa. Ora, a prendersi cura delle figlie e del figlio è rimasta sola. E' per questo chelavora tra cucine e tavolini, con tutta la dignità di una madre che pensa prima di tutto a crescere la prole. 

Lhakpa ha un talento di caratura mondiale, atleta preziosa nella storia degli sport estremi. Lunghi capelli neri e corpo possente, la donna appartiene al popolo degli Sherpa, un'etnia che vive ai piedi della catena dell'Himalaya, nel versante nepalese dell'Everest. Proprio il popolo nel quale gli scalatori estremi di tutto il mondo assumono portatori e guide, fisici adattati alle asperità di montagne difficili e spesso mortali. Il nome "sherpa", usato comunemente per indicare queste figure indispensabili per le scalate, deriva proprio dal nome dell'etnia a cui appartengono. 

Lhakpa Sherpa sull'Everest

Lhakpa che non ama i social

Secondo il Guardian, Lhakpa, nonostante sia la più grande atleta di tutti i tempi, non trova uno sponsor a causa della sua scarsa dimestichezza con i social. Gli sponsor vestono e pagano l'equipaggiamento degli scalatori che pubblicizzano le loro avventure sui social network, creando engagement e dando visibilità al marchio. Lei sfugge a queste logiche. "A me interessa solo scalare. Sono molto forte in montagna", dice Sherpa al quotidiano inglese. . L'Everest è stato più volte definito un cimitero: sono decine gli scalatori e le scalatrici che sul tetto del mondo hanno perso la vita. Il pericolo più grosso sono le valanghe. "Vado, ma so che tornerò a casa, devo tornare a casa", assicura. Perché lì, ad aspettarla, ci sono le figlie e il figlio. 

Esempio per tutte le donne

La prossima impresa non sarà l'ultima: dopo l'Everest è in programma un'altra cima affascinante e spietata, il K2, un'impresa da pazzi. "Tutti gli atleti estremi sono pazzi", dice la scalatrice. E spiega qualcosa di molto im portante: "Voglio mostrare al mondo che posso farlo. Voglio mostrare alle donne che mi assomigliano che anche loro possono farlo". E questo potrebbe portarci subito all'interno delle polemiche ultime sui diversi termini d'ingaggio, ovviamente al ribasso, riservati alle atlete rispetto ai colleghi uomini. Gli Stati Uniti stanno discutendo di questi temi proprio negli ultimi mesi: dopo che le calciatrici della nazionale di calcio, vincitrici dei Mondiali, hanno rivelato di avere a malapena i soldi per comprarsi le scarpette da gioco. I calciatori uomini, manco a dirlo, nonostante i risultati mediocri, vantano cachet di ben altro livello. 

Lhakpa Sherpa prepara l'equipaggiamento per la montagna