Le accuse contro le Ong erano un diversivo. Ecco chi sono i complici dei trafficanti di esseri umani

Secondo un’inchiesta dell’Avvenire, l’Italia e l’Europa si affidano per “contenere”, come dice Giuseppe Conte, i migranti in Libia a un vero e proprio criminale

La visita di Bija, nel maggio 2017, al Cara di Mineo
La visita di Bija, nel maggio 2017, al Cara di Mineo (Foto Avvenire)

Complici dei trafficanti, complici degli scafisti, complici di chi vende esseri umani, li fa schiavi, violenta le donne, tortura, sevizia, uccide. Queste le accuse che in troppi, grazie a una propaganda martellante che da almeno tre anni ha invaso la rete e persino i media di false notizie, rivolgono alle navi della società civile che nel Mediterraneo centrale operano salvataggi. E invece oggi si conferma - qualcuno lo sapeva già e lo diceva da tempo - che a essere complici sono stati i governi italiani, attraverso un uso spregiudicato dei servizi segreti.

L’inchiesta dell’Avvenire

Lo ha svelato il quotidiano dei vescovi, l’Avvenire, con una inchiesta a puntate dell’ottimo collega Nello Scavo che ci racconta di come a partire dal 2017 il nostro Paese ha invitato, ospitato, foraggiato con soldi armi e motovedette nientemeno che Bija Abd al-Rahman al-Milad, questo il suo nome per intero, è riconoscibile dalla sua mano destra menomata da una esplosione di granata, è un criminale. Le accuse contro di lui sono molteplici: spesso ha dato ordine ai suoi uomini di sparare contro le navi umanitarie, ma anche contro pescherecci italiani o libici che avevano “invaso” il mare da lui controllato.

Il trafficante di migranti ospite in Italia

"Ha potuto farlo perché « Le sue forze – dicono i documenti depositati alla corte penale in Olanda – erano state destinatarie di una delle navi che l’Italia ha fornito alla Lybian Coast Guard". Mentre alcuni dei suoi "avrebbero beneficiato del Programma Ue di addestramento" rientrante nelle operazioni Eunavfor Med e Sophia. Opera nella zona di Zawyah, dove la sua cosiddetta guardia costiera è sostenuta dai mezzi e dal danaro elargiti da Roma e da Bruxelles, e dove opera - anche - come sorvegliante di pozzi petroliferi. Secondo l’inchiesta di Avvenire, questo personaggio è stato invitato in Italia nel 2017 per visitare i centri di “accoglienza” italiani, e stando alle foto, ha incontrato certamente alti ufficiali della Guardia Costiera italiana e esponenti dei servizi segreti nelle sue visite al Cara di Mineo e addirittura al Comando generale delle Capitanerie di porto.

Il gioco di Bija

Ma come funziona il gioco di Bija? Semplice: nei suoi centri di detenzione (veri e propri lager dove sono numerose le documentazioni di drammatiche violenze nei confronti dei detenuti e delle detenute) i migranti e i loro familiari vengono ricattati fino a che non riescono a pagare il riscatto. Poi vengono messi su un gommone o un barcone e spediti verso l’Italia. Quindi vengono la gran parte delle volte ricatturati e rispediti nei centri di detenzione.

Bija.Abd al-Rahman al-Milad (Foto Avvenire)

Il ruolo delle navi della società civile

Solo quando intervengono le navi della società civile - quelle stesse accusate di complicità con gli scafisti - questo devastante cerchio si interrompe. Nei salvataggi a cui ho partecipato, quasi nessuno dei naufraghi raccolti era al suo primo tentativo di fuga dall’inferno libico, e molti di loro erano stati ripetutamente venduti come schiavi. È a questo tipo di personaggi che l’Italia e l’Europa si affidano per “contenere”, come dice il primo ministro Giuseppe Conte, i migranti in Libia. È questo tipo di persone che la ministra dell’Interno Lamorgese ringrazia quando sostiene che “Gli accordi con la Libia li teniamo, stiamo operando bene con la Guardia costiera, che fa un gran lavoro”.

La vergognosa campagna contro le Ong

È con questi criminali che l’Italia, da Minniti in poi, ha trattato. Offrendo fiumi di denaro (stiamo parlando di centinaia di milioni di euro), addestramento e mezzi militari per nascondere sotto un tappeto di crimini e di infamie un fenomeno - quello della naturale propensione degli esseri umani a spostarsi - che andrebbe gestito con del semplice buonsenso piuttosto che con dei metodi che ricordano troppo da vicino quelli usati dai nazisti. Forse, la vergognosa campagna contro le navi della società civile - i tassisti del mare - serviva semplicemente a distrarre tutti noi dal reale operato delle autorità italiane e europee.