Fine Vita, Cappato: “L’Olanda è il modello a cui l’Italia deve ispirarsi per legalizzare l'eutanasia”

Secondo il leader Associazione Coscioni gli olandesi sono stati capaci di governare una grande questione sociale invece di girare la testa dall'altra parte

Fine Vita, Cappato: “L’Olanda è il modello a cui l’Italia deve ispirarsi per legalizzare l'eutanasia”
TiscaliNews

"L'Olanda è per noi un modello al quale ispirarsi per legalizzare l'eutanasia". Lo ha detto Marco Cappato, leader Associazione Luca Coscioni, commentando l'intervento nel Congresso nazionale dell'Associazione che si è concluso a Bari del 'padre' della legge olandese sull'eutanasia, l'ex ministro Jakob Kohnstamm, attualmente presidente Commissioni regionali di controllo eutanasia nel suo Paese.

Cappato: “L’Olanda è il modello a cui ispirarsi”

“In Olanda sono stati capaci di governare una grande questione sociale invece di girare la testa dall'altra parte e affidarsi alla clandestinità, come in troppi Paesi accade. Come associazione che fa parte della Federazione Mondiale per l'eutanasia ci muoveremo insieme alle altre organizzazioni per aumentare gli spazi di libertà in tutto il mondo”, aggiunge Cappato.

Il modello olandese

Kohnstamm ha spiegato che in Olanda, primo Paese al mondo ad aver regolamentato la materia, suicidio assistito e eutanasia sono ancora presenti nel Codice penale, ma il medico di famiglia è perseguibile solo se non rispetta precisi criteri. Deve innanzitutto vagliare ogni soluzione possibile di cura. Nei casi di patologie incurabili che portano a sofferenze irreversibili e su richiesta del paziente, il medico di famiglia ha l’obbligo di consultarsi con un secondo medico, da lui indipendente il quale rappresenta una funzione di controllo Il caso poi viene poi sottoposto a un Comitato di Revisione, che analizza i casi notificati, verificando il rispetto di tutti i criteri di diligenza. Altrimenti, il medico viene perseguito legalmente.

I dati

Nel solo 2018 l'86% delle richieste notificate è stata accolta (153.000 decessi, il 4% del totale), l'80% dei quali ha fatto ricorso alla pratica in casa. "Sono stati capaci di governare una grande questione sociale - ha aggiunto Cappato - invece di girare la testa dall'altra parte e affidarsi alla clandestinità, come in troppi Paesi accade".