"Spezzagli le mani, non deve più fare il chirurgo". Padre assolda un delinquente per picchiare il figlio gay

A far scattare la violenza una foto finita su un settimanale di gossip in cui la vittima appariva al mare insieme a un noto attore

'Spezzagli le mani, non deve più fare il chirurgo'. Padre assolda un delinquente per picchiare il figlio gay
TiscaliNews

Non sopportava di avere un figlio omossessuale. Per punire il proprio erede un padre ha deciso assoldare un delinquente. Secondo le intenzioni dell’uomo la vittima, un noto chirurgo torinese, avrebbe dovuto essere massacrato di colpi. La vicenda è finita in tribunale ed è terminata con un patteggiamento di due anni da parte del genitore.

La foto al mare

A raccontare la vicenda è stato lo stesso protagonista, un professionista 40enne, medico chirurgo, che al quotidiano La Stampa ha descritto gli ultimi terrificanti tre anni di vita. Alla fine del 2016 il professionista va a casa dei genitori per presentare il suo compagno e annunciare alla famiglia la propria omosessualità. La cosa sembra essere accettato da tutti. Ma poi una foto cambia tutto. A scatenare la rabbia del genitore una immagine apparsa in un giornale di gossp in cui il medico appariva insieme a un noto attore al mare in Francia E così l’uomo per punire il figlio a suon di botte ha deciso di assoldare un picchiatore.

Il malvivente

Ma era stato lo stesso bandito, un romeno, nell'aprile 2017, a capire, dopo un paio di settimane di pedinamenti, che quella che doveva essere la sua vittima non era un poco di buono ("un delinquente") come lo aveva descritto suo padre e non meritava quella punizione ("devi spezzargli le mani"). Così i due avevano organizzato una messinscena in cui simulavano il pestaggio e facendosi fotografare. Avute le immagini, il padre aveva  pagato la ricompensa promessa al picchiatore: 2.500 euro.

La denuncia

All’inizio il chirurgo non voleva denunciare il genitore ma poi i continui atti vandalici contro le auto, la paura di essere aggredito da altri delinquenti e i messaggi che il padre pubblicava su Facebool in cui scriveva di "vendetta che va consumata a freddo" hanno portato la vicenda davanti a un giudice.

La condanna

E dopo 2 anni è arrivata la sentenza: un patteggiamento di due anni per atti persecutori e lesioni aggravate. Ma l’uomo non dovrà risarcire le sue vittime. Insieme al figlio, infatti, gli sono state contestate una serie di angherie nei confronti dell'ex moglie, che si era poi separata da lui dopo 42 anni di matrimonio. Il figlio aveva trovato il coraggio di denunciarlo soltanto nel maggio 2018, stanco delle persecuzioni che lui il suo compagno e sua madre avevano dovuto subire quotidianamente.