Donna in cucina e sottomessa: il test sessista nel libro per stranieri che indigna. La casa editrice: "Era ironia, ci scusiamo"

La denuncia è dell'associazione Scosse: "Siamo ben oltre gli stereotipi di genere tante volte segnalati nei libri scolastici"

Donna in cucina e sottomessa: il test sessista nel libro per stranieri che indigna. La casa editrice: 'Era ironia, ci scusiamo'
TiscaliNews

Alla domanda "Angelica litiga spesso con il marito. Al posto suo Sonia....", seguono delle possibilità di risposta: "passare più tempo in cucina", "vestirsi più sexy", "rispondere sempre di sì", "essere più sottomessa". Non basta: altre possibili soluzioni alla disarticolazione coniugale sono "preparargli il caffè la mattina" e "lasciarlo più libero". Non è tratto dalle pagine de "Il racconto dell'ancella", celebre libro del 1985 di Margaret Atwood, rappresentazione distopica di una società profondamente patriarcale, ma da quelle di un testo scolastico di italiano per stranieri. La denuncia arriva dall'associazione Scosse, nata da una start up dell'università Tor Vergata di Roma che si occupa di promozione sociale. 

La pagina del manuale è stata postata nel profilo Facebook dell'assciazione. "Mentre si chiede di censurare un libro di testo perché racconta di una bambina che vende rose a un semaforo e invita all’incontro e all’apertura, ci segnalano questo esercizio. Siamo ben oltre gli stereotipi di genere tante volte segnalati nei libri scolastici".

"Grammatica della lingua italiana per stranieri" è edito da Alma Edizioni, scrive Scosse invitando chiunque a manifestare il proprio dissenso contro "la rappresentazione delle donne e delle relazioni" che dà unl'immagine, "la più cupa delle società patriarcali, in cui le donne sono colpevolizzate e chiamate a sottomettersi e mettere da parte volontà e desideri per soddisfare i bisogni maschili". E in questo caso è ancora peggio, scrive l'associazione, perché dietro un testo come questo ci sarebbe "il tentativo di avvicinare culture altre rinchiudendole in una gabbia stereotipata e retrograda". 

La casa editrice si scusa: brutto scivolone

La casa editrice Alma, ha tempestivamente risposto ammettendo l'errore e scusandosi per il grave errore. "Gentili insegnanti, Ci scusiamo. Quello che avete messo in evidenza è un chiaro e brutto scivolone che non può essere giustificato. Il testo dell'esercizio avrebbe voluto, nelle intenzioni, giocare ironicamente con uno stereotipo di genere, ma ovviamente su questi temi c'è poco da giocare e vi assicuriamo che sostituiremo appena possibile la frase in questione e controlleremo che in questo e altri testi analoghi non siano presenti ulteriori passaggi discriminatori", assicura l'associazione.

"Alma Edizioni - prosegue la nota - è perfettamente consapevole del ruolo che hanno i contenuti presentati nei propri libri perché spesso rappresentano il primo impatto con la cultura italiana per gli stranieri che li utilizzano. Da sempre ci siamo adoperati per non presentare una cultura piatta, fredda e spersonalizzata e abbiamo tentato il più possibile di problematizzare e contestualizzare dati di cultura che, volenti o nolenti, fanno parte del nostro essere italiani. In questo caso, però, abbiamo sbagliato. Ce ne scusiamo e ci auguriamo che la discussione che ne è scaturita sia per lo meno proficua per ricordare a noi e a tutti l'importanza che rivestono certi temi".