Cirinnà: "Primo anno senza Pride, tristezza. Sulla legge contro omotransfobia non voglio tradimenti”

La ‘madre’ delle unioni civili, la senatrice del Partito Democratico nonché la probabile candidata sindaca della Capitale protagonista alla Festa dell’Unità di Modena. “Chiamerò uno ad uno i miei compagni del PD e non permetterò che due ragazzi che si amano rischino la vita se si danno un bacio per strada”

Cirinnà: 'Primo anno senza Pride, tristezza. Sulla legge contro omotransfobia non voglio tradimenti”

“Questo è un anno triste, perché tra le altre cose è anche il primo anno senza Pride. Che cosa sono i Pride? Sono le uniche immense manifestazioni di piazza che portano in piazza i giovani, i minorenni e i ragazzini”. 
Ha iniziato così il suo discorso ieri sera, alla Festa dell’Unità di Modena, Monica Cirinnà, madre delle unioni civili, senatrice del Partito Democratico nonché probabile candidata sindaca della Capitale. Con lei suo palco c’erano anche Laura Boldrini, Lorenzo Donnoli, Angelo Schillaci e il relatore del DDL Alessandro Zan.

I giovani e il Pride

“Per quale motivo solo nei Pride troviamo migliaia di giovani che non vanno alle manifestazioni politiche? - ha continuato la senatrice, ribadendo l’urgenza di una legge contro l’omotransfobia e la misoginia. Immediata la sua risposta in merito: “perché lavorare sui diritti e sulla vita delle persone è qualcosa che fa sentire ognuno responsabile”. 

Se il diritto che acquisisce Lorenzo (Donnoli, la sardina aggredita mesi fa perché omosessuale e autistico, ndr) migliora la sua vita, ha migliorato tutta la comunità. Ecco perché l’impegno del dipartimento dei diritti del Pd deve essere un impegno che io voglio predicare”.

La legge in questione è - per usare le parole dell’ex presidente della Camera Boldrini - “una legge necessaria per il paese che attendiamo da troppi anni, perché ogni persona deve essere libera di amare chi desidera senza per questo diventare oggetto di odio, discriminazioni e violenza“. “C’è una parte della politica che utilizza questa legge per continuare a fare omofobia, razzismo, a discriminare“, ha sottolineato Alessandro Zan, deputato Pd nonché relatore della legge contro l’omotransfobia e la misoginia che da ottobre tornerà alla Camera dei Deputati. “Ecco perché il Pd, che è in pole position nel sostegno a questa legge, deve farlo con convinzione, non solo dentro le istituzioni, ma anche fuori”. “Discriminare una persona per il proprio orientamento sessuale o di entità di genere - ha aggiunto - non è solo una lesione dei diritti umani, ma un qualcosa che vìola il principio di uguaglianza, perché se quelle persone sono oggetto di discriminazione, lo Stato si deve occupare di proteggerle e di tutelarle. Diversamente, il principio di uguaglianza non viene rispettato. Questo è il tema centrale di questa legge, una legge di civiltà che vale per tutti“.

Sulla legge sull'omotransfobia non voglio tradimenti

Cirinnà ha poi lanciato un messaggio diretto ai propri compagni di partito. “Io che sono un’amante della Costituzione, vi voglio dire una cosa non semplice da dire. Si sta in Parlamento per rispettare la Costituzione, senza vincolo di mandato, però non si può invocare la propria libertà per limitare quella di qualcun altro. Ho la soluzione: telefonerò al mio segretario Nicola Zingaretti e chiamerò uno per uno i deputati del Pd per dir loro che tra poco si vota la legge contro l’omotransfobia e la misoginia, che ci saranno i voti segreti e le pregiudiziali di costituzionalità, ma la posizione del partito sarà questa! Non voglio tradimenti sulla pelle delle persone, il Pd non li può coprire, perché sono dei tradimenti. Il nostro popolo, i nostri iscritti non si aspettano che per la sesta volta fallisca questa legge. Vi rendete conto? È la sesta volta: un po’ di dignità, di schiena dritta. Li chiamerò uno per uno, accetterò le loro risposte, ma gli dirò anche di non poter andare contro la linea del partito. Il mio Pd non permetterà che due ragazzi che si amano rischino la vita se si danno un bacio per strada”.