A Bogotà eletta per la prima volta una sindaca: paladina della lotta alla corruzione, è lesbica dichiarata

"Essere donna, lesbica e di origini modeste non è un difetto", ha detto l'eletta Claudia Lopez. In Colombia si è trattato delle elezioni con più candidati della storia

A Bogotà eletta per la prima volta una sindaca: paladina della lotta alla corruzione, è lesbica dichiarata
TiscaliNews

E' il simbolo della lotta alla corruzione in Colombia: Claudia Lopez Hernandez è stata eletta sindaca di Bogotà. Il fatto non è secondario perché si tratta, sottolinea la stampa locale, della prima donna e della prima candidata apertamente lesbica a conquistare il municipio della capitale e di una grande città latinoamericana. Laureata in Scienze Politiche alla Northwestern University di Chicago, Lopez ha corso con la Alianza Verde, sconfiggendo il candidato della destra Carlos Fernando Galan. Da molti anni è fidanzata con Angélica Lozano Correa, ex sentarice dello stesso partito. 

Un fatto non secondario in una Colombia gestita tradizionalmente da élite liberali e conservatrici composte da uomini. "Essere una donna non è un difetto, essere una donna di carattere non è un difetto – così aveva dichiarato la scorsa settimana in un’intervista ad Afp -. Essere lesbica non è un difetto, essere una ragazza di una famiglia modesta non è un difetto o un problema". 

Un risultato storico nella Colombia machista

Questa tornata elettorale è stata quella con il "maggior numero di candidati della storia della Colombia": ben 116.428, di cui il 37% donne, per la carica di primo cittadino di 111 Comuni in una col rinnovo dei relativi Consigli municipali, nonché di governatore dei 32 dipartimenti del Paese e di componenti delle assemblee dipartimentali. A rilevarlo è stato il presidente Iván Duque Márquez. Ma - e questo è un dato molto importante - sono state anche le elezioni col più alto numero di persone Lgbt a essersi candidate: 74. 

Claudia Lopez con la compagna Angélica Lozano

Dalla chiusura delle candidature del 27 luglio quest’organismo indipendente ha riferito di sette candidati assassinati, 88 minacciati, 12 presi di mira da attacchi terroristici e uno rapito. Secondo la Misión de Observación Electoral (Moe) dalla chiusura delle candidature nel 27% dei Comuni interessati si sono verificate violenze. Mentre sono sette i candidati assassinati, 88 quelli minacciati, 12 presi di mira da attacchi terroristici e uno rapito.

E' la seconda volta dopo il trattato di pace del governo con le Farc, che i candidati delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia si sono presentate alle elezioni. Ma la pacificazione non è del tutto conclusa, visto che negli ulòtimi due anni sono almeno 168 le persone uccise. Tra loro molti ex guerriglieri e loro familiari.