“Ballo Ballo”, un inno di gioia, alla Carrà e alla libertà in tutte le sue forme

Il musical-medley dell’esordiente Nacho Álvarez è un omaggio particolare all’idolo indiscusso del mondo LGBT che tutti potranno vedere su Amazon Prime Video dal 25 gennaio prossimo

Raffaella Carrà è stata per il mondo latino quel che gli Abba sono stati per il nord Europa. Solo che gli Abba erano quattro, lei una sola”. Il regista uruguaiano Nacho Álvarez, classe 1986, non ha dubbi sulla pop star italiana “che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso" - come l’ha definita di recente il The Guardian - e dopo aver passato anni a guardarla in tv e ad ascoltare le sue canzoni, ha deciso di omaggiarla mettendone molte nel suo film d’esordio, Ballo Ballo, un inno alla gioia e alla spensieratezza, oggi più che mai necessaria, accompagnato dai più grandi successi dell’eterna ragazza dal caschetto biondo e con l’ombelico di fuori, idolo indiscusso del mondo LGBTQI+ (e non solo) con cui da sempre condivide ideali e battaglie per il riconoscimento dei diritti.

Carrà: “La musica racconta un periodo di grande cambiamento”

"Mi è piaciuto moltissimo come Nacho ha lavorato sulle musiche, inserite nel film in un modo davvero sorprendente”, ha dichiarato lei a cui si devono canzoni che hanno fatto ballare chiunque, da Tanti Auguri a Tuca Tuca fino A far l’amore comincia tu, brano iconico al ritmo Jep Gambardella/Toni Servillo e compagni si scatenavano nel film premio Oscar La grande bellezza di Paolo Sorrentino. “Gli attori sono tutti bravissimi, la storia è divertente e riesce a raccontare con leggerezza un periodo storico di grande cambiamento”. “Sentire, poi, le mie canzoni cantate da un’altra persona – ha aggiunto - mi ha dato una strana, ma allo stesso tempo piacevole sensazione. Le musiche sono davvero straordinarie e si percepisce anche una forza incredibile attraverso l’intero film che ti attraversa e riesce ad arrivarti dritta al cuore”.

La storia

Ballo Ballo  è una coproduzione tra Italia (Indigo con Rai Cinema, gli stessi di Sorrentino) e Spagna che avremmo voluto tanto vedere al Festival di Torino con regista e interpreti, ma il Covid non ce l’ha permesso, lasciando oggi spazio a un’anteprima esclusiva su Amazon Prime Video il 25 gennaio prossimo. È una commedia musicale ambientata a Madrid alla fine degli anni Settanta quando in televisione regnava la censura franchista e la massima aspirazione per le ragazze era trovare un marito che le sposasse. Dopo le brevi e iniziali immagini di Roma e dell’Aeroporto di Fiumicino (allestito in un palazzo dell’Eur), troviamo Maria (Ingrid Garcìa-Jonsson) - una ragazza piena di vita e voglia di libertà con la grande passione del ballo - che dopo aver abbandonato il suo promesso sposo davanti all’altare di una chiesa romana, vuole tornarsene a Madrid. Lì va a vivere con la sua amica Amparo (Veronica Echegui) e con un colpo di fortuna riesce a entrare nel corpo di ballo del programma di maggior successo del momento, “Las noches de Rosa”, innamorandosi di Pablo (Fernando Guellero), figlio del temibile censore televisivo Celedonio (Pedro Casablanc) di cui sta seguendo le orme nell’emittente televisiva.

“Ballo Ballo”: viva la diversità e il coraggio di essere sé stessi

Tra canti, balli, musiche e coreografie in technocolor, Ballo Ballo ribadisce con quel giusto mix tra leggerezza e profondità il diritto ad essere diversi e a vivere liberamente, il coraggio che ognuno di noi deve avere ad essere sé stesso. È un film – come dicevamo - con scene impreziosite dai maggiori successi della Carrà che compare anche in un piccolo cameo, canzoni che per la versione italiana non sono state tradotte, ma interpretate da Renata Fusco e Domitilla D' Amico. Gli studi televisivi dove si trasmette il programma dell’amatissima star Rosa rispecchiano in pieno il clima di quegli anni, ricchi di entusiasmo, di colori e di un pizzico di audacia severamente repressa dalla censura che controllava persino i centimetri delle gonne delle ballerine (otto), le scollature e i movimenti di danza considerati inappropriati. La commedia Álvarez racconta con leggerezza quel periodo storico di grandi cambiamenti, durante il quale non erano tollerate frasi come Com’è bello far l’amore da Trieste in giù o balletti sensuali (quello del Tuca Tuca ad esempio) o canzoni come Luca che parlava di omosessualità quando ancora non era accettata dalla maggior parte della società e che veniva presa solo come un motivetto da cantare senza un significato. Nel film, quasi come allora, canzoni come Caliente Caliente, Fiesta o Rumore diventano così i momenti musicali e coreografici che segnano la vita della protagonista che è una donna libera che dà scandalo e che anticipa i tempi di libertà sessuale e dei costumi, un simbolo in carne e ossa di quella rivoluzione e del clima di gioia e passione contro il passato inquisitore fatto di convenzioni e moralismo. “Con Ballo Ballo – ha concluso il regista - vorrei rendere omaggio, con uno sguardo latinoamericano, a quella straordinaria donna che gli italiani sono così fortunati ad avere, ma soprattutto alla gioia di vivere che quest’anno abbiamo perso, ma che è tempo di ritrovare”.