[La storia] L'importante lavoro degli avvocati di strada che lavorano gratis per clienti senza più diritti

Sono un esercito di più di mille legali presenti in molte città italiane. "Aiutiamo chi è troppo povero anche per il sussidio di povertà"

[La storia] L'importante lavoro degli avvocati di strada che lavorano gratis per clienti senza più diritti

“Non avevo un documento, nonostante io sia cittadino italiano; non un soldo, non un medico…. Ebbene, adesso ho i documenti compreso il mio diritto di voto. Ma stamattina, alla consegna della tessera del reddito di cittadinanza, dico la verità, il primo pensiero è andato a voi, all’incredibile lavoro che continuate a fare”. Il senso dell'esistenza di questo "esercito", sta tutto in queste poche righe scritte da un senzatetto di Modena. I destinatari sono i militanti di "Avvocato di strada" che aiutano chi è tagliato fuori dal range dei diritti di cittadinanza perché non ha una dimora fissa, si mette le scarpe al contrario e non sa cosa sia una carta d'identità. 

Un esercito di legali volontari che dal Nord al Sud dell'Italia segue migliaia di casi sparsi in tutto il territorio con 54 sedi e più di mille tra avvocati e praticanti. Un esercito di angeli con la toga che non frequentano i salotti bene ma indossano le scarpe da tennis e raggiungono gli esclusi, i poveri tra i poveri e gli immigrati per dare loro assistenza legale. Tutto gratis, ovviamente perché più di una stretta di mano i loro assistiti non possono dare. 

Gli esordi a Bologna

Nata nel 2000 a Bologna dall'idea di Antonio Mumolo, avvocato di 56 anni, l'associazione "Avvocato di strada" è diventata un punto di riferimento per molti. Ben 3945 le cause prese in carico lo scorso anno, scrive il Corriere della sera, da questo esercito di legali che lavora pro bono, semplicemente per dare una mano a chi ne ha bisogno in tutti i campi del diritto, dal civile al penale all'amministrativo. E in questi ultimi mesi sono proprio le pratiche per l'accesso al reddito di cittadinanza che hanno richiesto il maggiore impegno.

Persone che non hanno una residenza o un documento di identità valido, perché magari hanno perso tutto e sono caduti nell'oblio oltre il confine della vita "civile". Disoccupati, senza più l'appartamento, la macchina e sé stessi. Sono loro i clienti tipici di questo stuolo di legali d'assalto che si veste di spirito solidaristico e prova a dare risposte a chi non  ne ha e spesso neanche ne cerca. Un caso è quello di Antonio, "troppo povero anche per ricevere il sussidio di povertà" scrive il Corriere della sera. L'assistenza legale interviene per la re-iscrizione all'anagrafe e successivamente per fargli avere una residenza stabiile, precondizione per ottenere quelunque sussidio pubblico. 

Famiglie che non riescono più a pagare il mutuo

Altri casi parlano di famiglie di stranieri con figli minori che perdono il lavoro o vedono contrarsi lo stipendio non riuscendo più a pagare il mutuo per la casa. In queste circostanze è facile passare da "condizioni di vita dignitose, alla strada". E la collaborazione con i comuni e con le altre associazioni di volontari che lavorano sul territorio diventano preziose. Il lavoro congiunto con azioni incrociate aiuta a risolvere situazioni spesso di povertà estrema.

Troppo poveri anche per il sussidio

"Abbiamo avuto un boom di richieste per il cosiddetto 'diritto alla residenza' - spiega la coordinatrice dell'ufficio di Modena, l'avvocata Francesca Pecorari - diciannove persone (18 uomini e 1 donna) hanno chiesto il nostro aiuto. Tutta gente che era ospite di qualcuno o dormiva in strada e ora aveva bisogno di una residenza per poter accedere, a pieno diritto, al reddito di cittadinanza". Stando a quanto riferisce la Gazzetta di Modena, in città "Avvocato di strada" ha dato assistenza a 60 persone, 54 uomini e 6 donne. Di questi 40 erano extraeuropei, 14 italiani e 6 comunitari.

Per capire meglio la sostanza dell'assistenza prestata, nella città emiliana sono state seguite nell'ultimo semestre 11 pratiche per la protezione internazionale e 14 per il permesso di soggiorno. ma l'assistenza va anche oltre: "Per i richiedenti asilo forniamo una preparazione speciale in vista dell’audizione davanti alla commissione. Simuliamo l’incontro per mostrargli cosa si troverà di fronte e gli spieghiamo come comportarsi e come rivolgersi", dice ancora la legale.