La tecnologia in aiuto degli anziani ospiti delle case di riposo: la sfida che l'Italia deve accettare

Siamo il Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone. L'esperto: "Il senso di solitudine è più frequente tra chi è ricoverato in strutture residenziali. Servono più strumenti digitali per pazienti, personale sanitario e famiglie"

La tecnologia in aiuto degli anziani ospiti delle case di riposo: la sfida che l'Italia deve accettare
TiscaliNews

La popolazione italiana sta velocemente invecchiando e le case di riposo diventano sempre più necessità per far fronte alla cerscente richiesta di cure. In Italia attualmente sono 190mila le persone ricoverate negli ospizi e strutture socio sanitarie. I dati dicono che oltre 3 su 4 sono donne e 4 su 5 sono persone non autosufficienti. 

"L’Isolamento sociale è condizione oggettiva di carenza di relazioni con altre persone mentre la solitudine è la discrepanza (indesiderata) tra le relazioni sociali che si hanno e quelle che si vorrebbero avere". E prima che si facciano facili analisi è bene precisare che "secondo diversi studi e ricerche il senso di solitudine è più frequente tra chi è ricoverato in strutture residenziali rispetto a chi risiede a domicilio”, spiega detto il Giovanni Lamura, direttore del Centro Studi e ricerche economico sociali per l’invecchiamento della Irca Irccs, intervenendo al convegno "MySOLI: tecnologie di contrasto alla solitudine. Pratiche e riflessioni sugli anziani in case di riposo e rsa", ripreso da Redattore sociale

Il dato interessante è che l'Italia è il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, per numero di anziani rispetto al totale della popolazione. "Questo ci dice che nel nostro paese c’è un calo della natalità ma anche che la speranza di vita è più lunga. Dobbiamo dunque interrogarci su come far fronte all’assistenza di una popolazione che invecchia", ha sottolineato il professore ponendo mano a un problema reale che investirà sempre di più il bilancio dello Stato. 

La tecnologia in aiuto degli anziani

Anche perché fino a ora per almeno l'80 per cento dei casi a occuparsi degli anziani sono soprattutto parenti prossimi, coniugi, figlie o figli, altri familiari e in altri casi amici o vicini di casa. "Questo supporto informale e familiare va aiutato e soluzioni digitali come mySOLI possono essere importanti - spiega Lamura -. Non devono sostituire gli incontri di persona ma devono servire da integrazione per aiutare il rapporto continuativo tra ospite e famiglie. Questo è possibile solo se si fa riferimento a informazioni affidabili in un ambiente protetto anche in termini di privacy".

Insomma la tecnologia può essere un aiuto per gli anziani costretti a vivere dentro strutture nelle quali, spesso, non hanno deciso di trasferirsi. Servono però "adeguati investimenti nella formazione digitale sia del personale di cura, sia dei familiari degli anziani in struttura; un’integrazione strutturale delle tecnologie digitali nei servizi offerti agli anziani ed alle loro famiglie, e quindi nella pianificazione delle risorse (umane, organizzative, finanziarie) da impiegare", dice Lamura.