Piero Angela: “L’omosessualità non è contro natura, le coppie LGBTQI+ oggi finalmente libere dopo una terribile repressione”

Ospite della trasmissione “Che tempo che fa”, il divulgatore scientifico ha parla dell’amore nelle coppie Lgbtqi+ facendo riflettere i più su una problematica centrale da risolvere il prima possibile

Piero Angela: “L’omosessualità non è contro natura, le coppie LGBTQI+ oggi finalmente libere dopo una terribile repressione”

Nella prima puntata farò una premessa e dirò che parleremo prevalentemente della coppia uomo-donna, ma sappiamo che oggi, finalmente, le coppie omosessuali hanno potuto trovare una liberazione da una terribile repressione che è durata lungo tutta la storia”. 

Fanno riflettere le parole pronunciate da Piero Angela, ospite del programma tv Che tempo che fa, in onda su Rai 3 condotto da Fabio Fazio. Il divulgatore, 93 anni il prossimo dicembre, è intervenuto riferendosi alla nuova serie del programma Superquark+ da lui condotto, che andrà in onda su RaiPlay nei prossimi giorni e che sarà dedicato alle coppie e alla vita amorosa. Angela ha spiegato che “è una cosa importante da capire”, perché, spesso, “l’omosessualità viene vista come un rapporto fisico, contro natura, ma in realtà le coppie omosessuali fanno esattamente lo stesso percorso di quelle eterosessuali: c’è attrazione, c’è l’innamoramento, c’è la gelosia, una vita di coppia, i figli. Hanno sentimenti, amori e passioni. Bisogna capirlo bene”.

Angela e l'omosessualità

L’omosessualità, dunque, non è contro natura, e speriamo davvero che queste sue parole siano recepite da quante più persone possibili, soprattutto da chi ha sempre pensato il contrario. Una società come la nostra viene infatti arricchita (e non il contrario) dal contributo delle diversità e il disprezzo e l’esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé rappresentano una forma di violenza che genera regressione e che può spingere verso fanatismi inaccettabili, cose per cui ci si batte solo da poco meno di un ventennio. Pensate, infatti, che l’International Day against Homophobia, Bièhobia and Transphobia (Idahot) è stata istituita solo dal 2004 ed è solo da quell’anno che avere una relazione con una persona dello stesso stesso è stata ufficialmente considerata una “variante naturale del comportamento umano”, stando alla definizione dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La stessa ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali da soli 30 anni, un periodo di tempo che non è né lungo né breve per dire che sia stata una cosa lontanissima.Se a questo, poi, si aggiungono i non certo confortanti dati raccolti dalla recente ricerca “Hate Crimes No More Italy” - condotta dal Centro Risorse LGBTI tramite un questionario anonimo online diffuso sui social - sono state raccolte più di 500 dichiarazioni di crimini d’odio tra ingiurie, insulti, minacce, molestia sessuale, violenza fisica e inseguimenti, c’è poco da stare tranquilli. L’1%, tra l’altro, ha dichiarato di aver subito un tentato omicidio, il 3% ha subito il rifiuto di accesso a servizi sanitari o altri servizi pubblici e il 3% un rifiuto all’assunzione o un licenziamento per non parlare, poi, di quell’1,8 % ha ricevuto un rifiuto di protezione da parte delle forze dell’ordine.

“Bisogna capirlo bene” appunto, dice Angela, e nel ricordarcelo, fa riflettere ancora di più. Se, infatti, nel 2021 c’è ancora bisogno di sottolineare tutto questo, si comprende a sua volta che molto è stato fatto, ma che tanto è ancora da fare. Non a caso, nella stessa puntata in cui c’è stato l’intervento di Piero Angela, c’era anche il segretario del Pd Enrico Letta che è tornato sul tema dell’omotransfobia spiegando anche lui che “abbiamo il dovere di portare avanti e di far approvare il disegno di legge Zan”. “Presto chiederò – ha aggiunto il segretario - un’esplorazione con le altre forze politiche per capire se ci sono le condizioni che possano portare ad una approvazione rapida del testo”. La risposta dell’onorevole Alessandro Zan - il deputato Pd autore della proposta di legge – è arrivata via Twitter, ricordando che “sono giorni decisivi per approvare una legge contro i crimini d’odio. Ce la metteremo tutta, è un dovere di civiltà verso il Paese”.