Achille Lauro stupisce all'Ariston, ma è etero, gay o fluido? “Questo lo lascio al caso”

Parla il cantante veronese ma romano d’adozione che al 70esimo Festival di Sanremo ha colpito con i suoi look legati a personaggi cult della storia, della musica e della religione

Achille Lauro (crediti Luca D'Amelio)
Achille Lauro (crediti Luca D'Amelio)

Achille Lauro: c’è chi lo apprezza e chi no, ma di sicuro non lascia indifferenti. I suoi ultimi look poi, mostrati all’ultimo Festival di Sanremo, hanno fatto poi parlare di lui di più che la sua canzone “Me ne frego”. “Il palco del Festival è talmente importante che mi pareva giusto usarlo”, ha dichiarato il cantante originario di Verona, ma romano d’adozione in una recente intervista al Corriere della Sera. “Volevo portare una canzone che fosse anche un’opera teatrale, un live in quattro minuti. Non volevo solo farla ascoltare, ma farla vedere”. Nelle quattro serate in cui si è esibito, Lauro de Marinis - questo il suo vero nome - si è calato infatti nei panni di San Francesco, di David Bowie, della marchesa Casati Stampa e della Regina Elisabetta I. Quattro creazioni realizzate appositamente per lui da Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, partendo da un’idea che il cantante aveva avuto con Nicoló Cerioni e il manager Angelo Calculli.

Da San Francesco a Elisabetta I

“Per San Francesco – spiega - ci siamo ispirati all’affresco di Giotto in cui il santo si libera del mantello, un personaggio settecentesco, non un business man, un genio, cresciuto come me nella periferia di Roma, a Val Melaina”. Per la marchesa Casati Stampa che ispirò poeti come d’Annunzio, aggiunge, “volevo usare il corpo come una tavolozza, darlo all’arte, diventare un quadro sul palco di Sanremo”, mentre David Bowie in versione Ziggy Stardust “esprime il rifiuto degli stereotipi sessuali” e di Elisabetta I, uno dei suoi look preferiti, dice che è stata “una grande regina, che morì per il popolo, per un’idea”.

Racconta, poi, della sua infanzia (“non mi è mancato nulla”), ricorda suo padre (“Mio padre si chiama Nicola De Marinis, è stato professore universitario e avvocato, ha scritto quattro libri, per meriti insigni è diventato consigliere della Corte di Cassazione”) e sua madre (“Mia mamma ha dedicato la vita agli altri. Casa nostra era sempre piena di ragazzi presi in affido. Sono sempre stato abituato a condividere”) e poi la loro separazione.

Quanto alle voci sul suo passato, “su di me circola una leggenda nera, inventata da gente che ha interpretato alla lettera il mio primo libro, Sono io Amleto, che in realtà è una biografia romanzata”, specifica. La droga? “Non posso dire che queste cose non le ho mai viste; al contrario, le conosco, e cerco di aiutare le persone a non distruggere la loro vita. Vengono a intervistarmi e poi scrivono “Lauro spaccia”, al presente, “Lauro ruba”, al presente. Sono cresciuto in un ambiente difficile, in mezzo a persone problematiche. Ma Sanremo è il frutto di quindici anni di impegno. Se avessi buttato il tempo in queste sciocchezze non sarei qui”. Stando alle sue parole, il momento “più figo del festival” è stata l’esibizione di Morgan quando ha improvvisato il testo “La tua brutta figura di ieri sera...”, un collega con cui Lauro aveva duettato l’anno prima.

Etero, gay o fluido

“Non è stato facile: non avevamo provato, ci siamo scambiati gli interventi, ognuno ha cantato un pezzo dell’altro, la canzone si è composta come una jam-session... Morgan è un grande artista, ha grande cultura musicale”. Durante la sua di performace, invece, quella dell’ultima sera, c’è stato il bacio con Boss Doms. “Lei è etero, gay, fluido?”. La sua risposta è perfetta: “Questo lo lascio al caso”. “Canto per dire ai ragazzi di non sprecare il loro tempo: prima capisci quello che vuoi fare, prima arrivi al successo. E il successo non è la fama; è la riuscita del proprio percorso”, ricorda Lauro. Sì, proprio lui che con i soldi del successo, ha ricomprato “i gioielli di nonna Flavia” riscattandoli dal monte dei pegni”. Un gesto che sicuramente vale più di mille parole (e di quattro abiti) e chi è Achille Lauro per davvero.