“Fuori!!!” il coraggio di lottare per la felicità

In un libro la storia dei 50 anni del primo mensile di rivoluzione sessuale del Paese

“Fuori!!!” il coraggio di lottare per la felicità

Davvero bello e necessario il lavoro svolto da Carlo Antonelli con il duo Francesco Urbano Ragazzi. Per diverso tempo hanno visitato e consultato il ricco archivio torinese di “Fuori!” – il primo mensile di rivoluzione sessuale del Paese – con le sue riviste underground degli anni Sessanta e Settanta del movimento omosessuale italiano e non solo, piene di storie diverse di chi, allora più che mai, decise di battersi in ogni modo possibile per rivendicare i propri diritti ad amare e ad essere sé stessi. Hanno conosciuto così nei dettagli una storia di militanza italiana che ha fatto sì che oggi si sia arrivati ad una condizione apparentemente pacificata, capendo ancora di più cosa volesse dire uscire fuori in quel momento.

Dalla rivista al libro

Il risultato è un libro pubblicato da Nero edizioni, Fuori!!!, che a distanza di cinquant’anni riporta alla luce quella storia che è una storia di coraggio, di politica, di sesso e di rivoluzione portata avanti – come spiegano gli autori – “da un gruppo di donne e di uomini che 50 anni fa, a partire da Torino e poi in tutta Italia, hanno coraggiosamente intrapreso una lotta per la liberazione, scontrandosi con la violenza, l’ottusità e il conformismo dell’intera società italiana”. Aggiungendo due punti esclamativi al titolo originale, FUORI!!! riporta il FUORI! ai giorni nostri, ponendo così il lettore di fronte a un passaggio epocale di cui spesso si sottovaluta la portata. Il libro propone la ristampa fedele dei primi tredici numeri, dal numero zero, distribuito quasi come una fanzine punk nei luoghi di incontro clandestino dell'epoca, fino al “Fuori! Donna”, il tredicesimo numero e il primo a essere realizzato da sole donne. Ad arricchire il volume c’è poi una lunga intervista con il fondatore del Angelo Pezzana e un'introduzione critica firmata dai curatori del progetto. 

Un libro, “un monumento” alla rivista

“Questo libro, spiegano Francesco Urbano Ragazzi, è un monumento al FUORI! o una plateale dichiarazione d’amore”. “Nel 2012 – aggiungono - avevamo in parte celebrato questo amore esponendo tutti i numeri della rivista in una mostra che si intitolava Io Tu Lui Lei e che per la prima volta rifletteva sull’eredità artistica dei movimenti LGBTQ+ in Italia. L’incontro con Carlo Antonelli ha aggiunto amore ad amore, ma anche il desiderio di ripartire dalle basi e di diffondere una conoscenza”. Quella del Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano non è infatti solo una sigla di cui appropriarsi, ricordano, “ma è un pezzo di storia di cui tutti dovremmo essere prima coscienti e poi orgogliosi”. FUORI! ci racconta di un gruppo di cittadini che ormai 50 anni fa si sono uniti e hanno cominciato a lottare “per il diritto alla felicità”, un diritto di cui oggi, grazie a loro, “certamente godiamo in maniera più diffusa, ma che resta ancora tutto da esercitare”! 

Le origini di quella che è stata un’importante stagione della lotta per i diritti civili

Fuori! era davvero un giornale rivoluzionario, non solo politicamente, perché è stato il primo mensile di rivoluzione sessuale del Paese. Grazie a questo libro sono stati ristampati i primi tredici numeri della rivista omonima andando così a rievocare e mettere in risalto un’importante stagione della lotta per i diritti civili, incentivatasi nel periodo 1971-1974. La storia del Fuori! è una storia di libertà non dei corpi ma del linguaggio. “Se è vero che in ogni secolo tutti hanno trovato il modo di fare l’amore con chi gli pareva – precisano gli autori - non è altrettanto vero che quell’amore tutti l’hanno potuto esprimere o definire a piacimento”. Se Fuori! ieri significava trovare i propri simili in un mondo che ti voleva solo, diverso e infelice, oggi potrebbe voler dire uscire dalla bolla dei simili per contribuire alla nascita di una comunità non solo più fluidificata ma anche più mobile”.

L’archivio di “Fuori!” e il museo dedicato alla storia dell’omosessualità

Nelle ultime settimane, poi, Angelo Pezzana e Maurizio Gelatti – presidente e copresidente della Fondazione Sandro Penna/Fuori! – hanno deciso di proporre l’apertura a Torino – “la Capitale dei diritti” – di un museo dedicato alla storia dell’omosessualità “per colmare una lacuna, per combattere discriminazioni e pregiudizi, per favorire la conoscenza e far conoscere battaglie di civiltà spesso dimenticate o non note alle nuove generazioni”. In tal senso, e in attesa di consensi, hanno deciso di mettere a disposizione proprio quei preziosi archivi della rivista. Staremo a vedere se si farà.