Adozioni internazionali, il calo non si ferma. Nello scorso anno solo 969 procedure: i Paesi e le cause

Nonostante un calo generalizzato riscontrabile in quasi tutti i Paesi di provenienza dei minori, alcuni paesi hanno invertito positivamente la tendenza. I numeri Paese per Paese

Adozioni internazionali, il calo non si ferma. Nello scorso anno solo 969 procedure: i Paesi e le cause
TiscaliNews

Adozioni internazionali in calo: a rivelarlo sono le anticipazioni della Commissione adozioni internazionali sul report statistico elaborato in collaborazione con l'Istituto degli Innocenti. Nel corso del 2019, si legge in un comunicato, sono state concluse 969 procedure di adozione. Un declino del 14% rispetto all’anno precedente che concludeva con 1130 adozioni e una diminuzione del 3,4 rispetto al 2017.

Nonostante un calo generalizzato riscontrabile in quasi tutti i paesi di provenienza dei minori, alcuni paesi hanno invertito positivamente la tendenza come, per esempio, la Colombia che passa dalle 128 adozioni del 2018 alle 161 del 2019 e il Perù che conclude con 44 adozioni nel 2019 rispetto alle 24 del 2018. Si notano inoltre contenuti incrementi nei dati, per esempio, di Filippine o Ucraina.

I numeri Paese per Paese

Infine, si segnala che i decrementi che maggiormente hanno pesato sul numero complessivo di minori arrivati in Italia attraverso l’istituto dell’adozione internazionale si sono verificati in Cina, con 46 adozioni del 2019 rispetto alle 84 del 2018; nella Federazione Russa che è passata dalle 152 adozioni del 2018 alle 126 del 2019; in Bielorussia con 72 adozioni rispetto a 91 nel 2018; ed in Vietnam che ha 37 adozioni rispetto alle 54 del 2018.

Quanto agli enti autorizzati, quello che ha concluso il maggior numero di adozioni si riconferma Cifa: 97 le procedure concluse nel 2019. Nello stesso anno la Commissione ha svolto nove incontri bilaterali con le autorità dei Paesi di provenienza dei minori con l’auspicio della possibile apertura di alcuni paesi all’adozione internazionale. 

Le cause: genitori lasciati soli

"Ogni volta che leggo del calo delle adozioni, mi sembra la cronaca di un disastro annunciato. Si continua a fissare il dito ignorando la luna", mi ha scritto pochi giorni fa un papà adottivo, Fabio Selini. "Non è popolare affermarlo, ma oggi in Italia adottare con l'adozione internazionale fa paura. Qualcuno provi a rendersene conto e a capire i motivi di questi timori. Qualcuno cerchi di parlare con la gente e comprendere che siamo vicinissimi a un punto di non ritorno". Le cause della crisi dell’adozione internazionale per lui "non sempre (spesso quasi mai)" "i soldi, la procreazione assistita o la politica. Si provi ad ascoltare gli aspiranti genitori adottivi, per capire quanto sono soli, preoccupati, disillusi, privati delle poche certezze che fino a qualche tempo fa (minimamente) le sostenevano. Qualcuno provi ad ascoltare chi un figlio l'ha già accolto e ammette abbassando gli occhi che, dovesse iniziare l'iter oggi forse non se la sentirebbe. Troppe incognite, troppi scandali, troppa distanza istituzionale. Troppo tutto". Pensiamoci.