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Uk: le startup di AI guidate da donne hanno meno fondi a disposizione

Secondo l’Alan Turing Institute, dal 2010 il 77% del capitale investito nel settore dell’intelligenza artificiale è stato destinato alle aziende fondate da uomini; alle imprese femminili è andato solo lo 0,7% — di Alexandra Suraj

di La Svolta   
Uk: le startup di AI guidate da donne hanno meno fondi a disposizione

Quando si tratta di investimenti, le startup di intelligenza artificiale fondate da donne nel Regno Unito vengono lasciate indietro. È quanto emerso nel report Rebalancing Innovation: Women, AI and Venture Capital in the UK dell’Alan Turing Institute che ha analizzato gli investimenti di venture capital (capitale di rischio) per l’intero settore dell’intelligenza artificiale, rilevando un profondo divario di genere nel sotto-settore del software AI: solo lo 0,7% (equivalente a 10,5 miliardi di sterline) del capitale di rischio totale investito dal 2010 a oggi è stato riservato alle startup guidate da donne, che costituiscono il 4% delle startup totali nel mondo dell'AI, contro il 78% fondato da team totalmente maschili che, invece, hanno raccolto quasi il 77% del capitale totale investito.

«Siamo preoccupati che le startup guidate da donne vengano lasciate indietro, ed è particolarmente preoccupante in settori di grandi dimensioni con investimenti elevati e poca diversità di genere come i software di intelligenza artificiale. Questo settore è in forte espansione, registra enormi investimenti ma quasi tutto il capitale investito viene assegnato ad aziende fondate solo da uomini», ha dichiarato la dottoressa Erin Young, autrice del rapporto e ricercatrice presso l’Alan Turing Institute.

«La mancanza di diversità di genere nella tecnologia, e in particolare nell’intelligenza artificiale, limita l’ampia varietà di prospettive necessarie per incoraggiare l’innovazione», ha aggiunto la professoressa Helen Margetts, direttrice del programma di politiche pubbliche dell’Istituto.

Il rapporto rappresenta un approfondimento sui dati di un lavoro precedente intrapreso dal team di ricerca, che aveva evidenziato come in tutti i settori dell’intelligenza artificiale, il capitale medio raccolto per operazione da una società di intelligenza artificiale fondata da donne fosse 6 volte inferiore (1,3 milioni di sterline) rispetto al capitale medio raccolto da società fondate da team maschili (8,6 milioni di sterline).

Per provare a risanare il divario di genere creato nel campo dei finanziamenti alle startup di AI del Regno Unito, ora i ricercatori dell’Alan Turing Institute raccomandano agli investitori di iniziare a riservare il capitale di investimento per le donne e gli imprenditori sottorappresentati che lavorano nel settore dell’intelligenza artificiale e auspicano l’obbligo per gli investitori stessi di raccogliere e segnalare i propri dati sulla diversity, soprattutto quando investono in nuove tecnologie; inoltre, consigliano l’applicazione di politiche come l’Investing in Women Code (un codice nato per sostenere l’imprenditorialità femminile nel Regno Unito, migliorando l’accesso delle imprenditrici a strumenti, risorse e finanziamenti dal settore dei servizi finanziari).

Intanto, sottolinea l’Istituto, affinché si possano aumentare le opportunità di networking, è necessario che «il Governo e altri enti finanziatori promuovano una cultura di coinvestimento e creino comunità di tutoraggio e sindacati per le donne nel settore tecnologico», mentre tante aziende potrebbero valutare la possibilità di incorporare pratiche inclusive nei loro obiettivi di performance ambientale, sociale e di governance (Esg) come misura non finanziaria per il successo.

Come ha ricordato la professoressa Margetts, questa importante ricerca è servita a dimostrare che, nel campo degli investimenti per l’imprenditorialità femminile c’è ancora molto lavoro da fare e dare priorità alla diversità di genere è una questione fondamentale per garantire un’economia completa e versatile.

di La Svolta   
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