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Quanto costa il cambiamento climatico?

Secondo uno studio della University of Delawere, solo nel 2022 il mondo ha perso 1,5 trilioni di dollari a causa del climate change — di Ilaria Marciano

di La Svolta   
Quanto costa il cambiamento climatico?

Quanto costa il cambiamento climatico? In termini ambientali, molto; ma anche in termini economici. Secondo uno studio condotto dalla University of Delawere, infatti, solo nel 2022 i cambiamenti climatici hanno causato una perdita su scala globale del 6,3% del Pil, ponderato in base alla popolazione, equivalente a circa 1,5 trilioni di dollari.

Una cifra che è il risultato di impatti diretti sul settore agricolo, energetico e sulla produttività nazionale, oltre che alle ramificazioni internazionali e alle perdite in termini di investimenti potenziali.

L’analisi, nello specifico, mette in evidenza un divario significativo nella distribuzione degli impatti, concentrati principalmente nei Paesi a basso reddito e nelle regioni tropicali, spesso densamente popolate e caratterizzate da un Pil meno consistente: gli Stati meno sviluppati hanno sperimentato una perdita media dell’8,3% del loro Pil, con percentuali ancora più drammatiche nel Sud-Est asiatico e nell’Africa meridionale, rispettivamente del 14,1% e dell’11,2%.

In generale, considerando il Pil e le perdite di capitale, l’analisi rivela che i Paesi a basso e medio reddito hanno subito una perdita complessiva di 21.000 miliardi di dollari dall’adozione della Convenzione di Rio nel 1992; ma queste cifre, come avverte il rapporto stesso, potrebbero essere peggiori, perché non tengono conto degli impatti e delle perdite di mercati meno significativi.

James Rising, autore dello studio e docente della University of Delawere, ha spiegato: «Spero che queste informazioni aiutino a chiarire le sfide che molti Paesi già affrontano oggi e il sostegno di cui hanno urgentemente bisogno per rimettersi in carreggiata».

Al contrario, alcune Nazioni sviluppate, soprattutto nell’Europa settentrionale, hanno assistito a un aumento del loro Pil; tuttavia, il rapporto evidenzia che questa situazione potrebbe presto invertirsi: un monito che arriva proprio in occasione dei primi giorni della Cop28.

«La differenza tra questi due dati – spiegano gli autori del rapporto – riflette la distribuzione ineguale degli impatti, che si concentrano nei Paesi a basso reddito e nelle regioni tropicali, generalmente più popolate e meno dotate di Pil».

In risposta a questa crescente crisi economica causata dal cambiamento climatico, l’Onu ha stimato che i Paesi in via di sviluppo avranno bisogno di più di 300 miliardi di dollari all’anno entro il 2030 per affrontare gli effetti sempre più gravi della crisi ambientale.

di La Svolta   

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