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Quanto ci costano i cyber attacchi?

A ottobre la British Library ha subito una violazione dei suoi sistemi da parte di un gruppo di hacker e ne sta ancora pagando il prezzo — di Elena Esposto

di La Svolta   
Quanto ci costano i cyber attacchi?

Alla fine dell’ottobre scorso la British Library ha subito una violazione informatica che ne ha reso inutilizzabili i sistemi e che ha messo a repentaglio l’intero archivio e catalogo digitale.

L’attacco, poi rivendicato da Rhyside, una cyber gang che ha preso di mira diverse altre istituzioni governative non solo in Europa, è stato di quelli che in gergo tecnico vengono chiamati "ransomware a doppia estorsione".

Innanzitutto gli hacker violano i sistemi e sottraggono i dati di loro interesse (nel caso della BL centinaia di migliaia di file d'archivio, oltre che una mole consistente di dati personali degli utenti e dei dipendenti, tra cui scansioni di documenti d’identità e copie dei contratti di lavoro) e poi chiedono un "riscatto" sotto la minaccia della divulgazione del materiale rubato.

In questo caso Rhyside ha chiesto 600.000 sterline per restituire i documenti, una somma che la biblioteca si è rifiutata di pagare e così tutto il materiale è stato pubblicato sul dark web.

La British Library è una delle biblioteche più grandi al mondo e il suo catalogo ammonta circa a 170 milioni di documenti, tra archivi digitali, collezioni di testi e immagini messe a disposizione gratuitamente per la consultazione degli utenti.

Il cyber attacco ha corrotto i sistemi informatici dell’istituzione, mettendoli fuori uso e rendendone indisponibili i servizi di consultazione anche presso le sale di lettura (può sembrare una sciocchezza, ma perdere il catalogo digitalizzato significa anche non essere più in grado di localizzare i volumi chiesti dagli utenti). a oggi l’archivio è stato ripristinato ed è tornato online, ma alcuni problemi persistono (per esempio i bibliotecari non riescono ad aggiornarlo aggiungendo nuovi elementi).

Secondo il Guardian quello subito dalla British Library è stato uno dei peggiori attacchi mai verificatisi nella storia britannica e per riparare il danno l’istituzione ha dovuto affrontare una spesa che il Financial Times ha stimato aggirarsi tra i 6 e i 7 milioni di sterline (circa il 40% delle riserve di budget della biblioteca, che non riceve fondi governativi per gestire eventuali emergenze).

I cyber attacchi a istituzioni di basso profilo, come sono quelle culturali, sono aumentati negli ultimi anni. Nel 2021 era successo alla Boston Public Library, mentre la Toronto Public Library è stata attaccata poche settimane dopo la British Library.

Al di là della raccolta dei dati personali di utenti e dipendenti e l’eventuale riscatto, prendere di mira questo genere di realtà non sembra una scelta molto vincente per i gruppi criminali.

È infatti improbabile che i dati personali trafugati, non trattandosi di informazioni di alto profilo, o di tipo militare o di sicurezza nazionale, possano essere venduti a caro prezzo sul dark web.

Inoltre, i file trafugati dall’archivio digitale della biblioteca erano già gratuitamente a disposizione degli utenti e Rhyside non ha rivendicato l’attacco nel nome di una più ampia diffusione della conoscenza (che invece è l’obiettivo dichiarato di una realtà, per quanto controversa, come Sci-hub, a esempio).

Fonti del Guardian ritengono che la motivazione potrebbe essere puramente dimostrativa. Gruppi come Rhyside lavorano infatti spesso per clienti terzi, e violare con successo i sistemi di un'istituzione così importante (e in teoria ben protetta) rappresenta un ottimo biglietto da visita per un gruppo di hacker a caccia di affari.

La British Library, nel frattempo, ne paga il prezzo e non è la sola.

Secondo quanto riportato dal Financial Times l’interruzione dei servizi della biblioteca ha pesato molto anche sulle attività del mondo accademico, anche fuori dal Regno Unito.

Molti ricercatori sono stati costretti a interrompere il loro lavoro e qualcuno ha persino perso la borsa di studio per non essere riuscito a terminare la proposta data l’impossibilità di consultare le fonti; studenti e accademici stranieri hanno sospeso i viaggi verso Londra o addirittura hanno dovuto cambiare argomento di ricerca.

Naturalmente la perdita del catalogo e degli archivi o il dover rimandare la consegna della tesi di dottorato o di un paper accademico a qualcuno potranno sembrare inezie di fronte, per esempio, alla distruzione fisica e irreversibile di interi patrimoni librari a causa delle guerre in corso, e di quelle passate.

Tuttavia, non è il caso di minimizzare la gravità di quello che è successo alla British Library, e alle altre biblioteche che hanno subito cyber attacchi. Come ha scritto Sir Roly Keating, a della British Library, la violazione compiuta da Rhyside "va contro tutto ciò che la biblioteca rappresenta: apertura, emancipazione e accesso alla cultura".

Non è dunque un attacco solo all' istituzione in quanto tale ma "all'essenza stessa della società civile".

di La Svolta   
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