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Lavoro: la Gen Z non teme il part time (a differenza dei Millennials)

A differenza dei Millennials quando erano adolescenti, negli Stati Uniti sono sempre di più i giovani della Generazione Z che decidono di lavorare per essere indipendenti. Ci sono rischi, come l'abbassamento del rendimento scolastico, ma anche evidenti benefici per l'economia — di Matteo Ocone

di La Svolta   
Lavoro: la Gen Z non teme il part time (a differenza dei Millennials)

Un numero sempre maggiore di giovani della Generazione Z, quella dei nati tra il 1997 e il 2010, ha iniziato a lavorare dopo la scuola, durante i fine settimana o durante l’estate, a differenza dei Millennials quando erano adolescenti.

Secondo il Bureau of Labor Statistics, un'agenzia di indagine del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, nel 2023 il 37% dei giovani tra i 16 e i 19 anni aveva un lavoro o ne stava cercando uno, portando il tasso di occupazione annuale a un valore che non si registrava dal 2009.

Sono almeno 250.000 in più gli adolescenti che lavorano rispetto a prima della pandemia. Come dichiara Nilo Gonzalez, proprietario di una pizzeria nel cuore del New Mexico, «Gli adolescenti che sono qui ora, vogliono davvero essere qui. Sono energici e pronti a lavorare, cosa che non succedeva con la precedente generazione di Millennials».

I posti di lavoro sono prevalentemente legati alla vendita al dettaglio e le motivazioni che spingono i giovani a lavorare sono diverse, tra cui la volontà di avere un'indipendenza economica e di non gravare sul bilancio familiare, ma anche l’opportunità di fare una nuova esperienza.

Ovviamente, l’inflazione ha inciso pesantemente su questo nuovo trend: i ragazzi usano i propri guadagni anche per pagarsi la benzina dell’auto, le uscite con gli amici o per far fronte all’aumento delle spese indotto da Tik Tok.

Elizabeth Ananat, docente di economia al Barnard College, ha dichiarato che «quando il mercato del lavoro è rigido, gli adolescenti lavorano di più. Quando gli adolescenti sentono che ci sono dei posti di lavoro disponibili, accettano il lavoro».

A spingerli ad accettare le offerte di lavoro c'è anche il fattore degli stipendi più consistenti, che arrivano sino a 20 dollari l’ora.

Secondo un’analisi della Federal Reserve Bank di Atlanta, l’anno scorso i giovani tra i 16 e i 24 anni hanno registrato l’aumento di stipendio più consistente, pari al 9,8 %: quasi il doppio rispetto a tutti i lavoratori.

Nel tempo la quota degli adolescenti nel mercato del lavoro è sempre diminuita costantemente dalla fine degli anni '70, quando quasi il 60% degli adolescenti lavorava: da allora, gli sforzi nazionali per ridurre i tassi di abbandono scolastico e la volontà di lavori più qualificanti hanno abbassato questa percentuale.

Inoltre, secondo una ricerca del Pew Research Center la scuola è diventata più impegnativa e gli adolescenti passano il doppio del tempo a fare i compiti rispetto alla metà degli anni '90. Anche l'accesso all'Università è diventato più competitivo, portando molti liceali a dare la priorità a una serie di altre attività rispetto al lavoro part time.

Il post pandemia ha cambiato però il mondo del lavoro, con una necessità di assumere rapidamente per far fronte alla crescente volontà degli americani di cenare fuori, fare shopping e viaggiare. I dipendenti inizialmente erano difficili da trovare: milioni di lavoratori dei servizi avevano abbandonato il settore per opportunità meglio retribuite, costringendo i datori di lavoro ad attingere a una nuova fonte di lavoro, gli adolescenti.

Secondo alcuni economisti, lavorare durante gli anni della scuola superiore può comportare dei rischi legati all'abbassamento del rendimento scolastico e alla diminuzione della probabilità di diplomarsi, predisponendo i giovani a una vita di guadagni più bassi e peggiori opportunità di lavoro.

In questo contesto sembra che la politica non si stia muovendo nella giusta direzione. In Iowa e in West Virginia sono state recentemente modificate le leggi per consentire agli adolescenti di 16 anni di servire alcolici, in Arkansas i giovani non hanno più bisogno dell’autorizzazione dei genitori per ottenere un lavoro, in New Jersey i minori possono lavorare fino a 6 ore senza pause.

Tuttavia, esistono prove schiaccianti sul fatto che i lavori retribuiti, compresi quelli estivi, possono giovare sia ai liceali che alle comunità. Molti amministratori locali investono per potenziare l’occupazione giovanile nella speranza di ridurre i tassi di criminalità e di affrontare i numerosi problemi di salute mentale.

di La Svolta   

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