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La lotta all’obesità è un business da 100 miliardi di dollari

Le case farmaceutiche hanno un doppio interesse nel settore dei medicinali per la perdita di peso. L’azienda canadese Novo Nordisk ha quasi raddoppiato il suo valore in borsa, mentre le azioni dell’americana Eli Lilly sono cresciute del 25% — di Ilaria Marciano

di La Svolta   
La lotta all’obesità è un business da 100 miliardi di dollari

C’è un settore del mercato farmaceutico che sta prendendo piede, e nel giro di pochissimi anni potrebbe arrivale a valere la bellezza di 100 miliardi di dollari: quello dei farmaci per la perdita di peso.

Un tema, questo, che ha catturato l’attenzione delle grandi aziende farmaceutiche, con la canadese Novo Nordisk e l’americana Eli Lilly che hanno preso il comando in questa gara per conquistare un mercato multimiliardario.

Recentemente, Eli Lilly ha fatto un passo importante lanciando in Gran Bretagna il suo Mounjaro, rendendo il Regno Unito il quarto Paese europeo a introdurre questo attesissimo farmaco per l’obesità: Superdrug, una catena britannica di farmacie, ha annunciato di accettare le richieste di prescrizione tramite il suo servizio online, e subito si è trovata 80.000 pazienti in lista d’attesa.

Dall’altra parte dell’Atlantico, Novo Nordisk ha visto una crescente adozione del suo trattamento Wegovy da parte di bambini e adolescenti statunitensi affetti da obesità: nello specifico, i dati delle assicurazioni americane indicano che nel 2023 circa 1300 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 17 anni hanno iniziato la cura con questo farmaco, facendo salire vertiginosamente il dato dell’anno precedente, in cui avevano fatto richiesta solamente 25 bambini.

Ma, nonostante i successi di vendita, alcuni esperti esprimono cautela sull’impiego di questi farmaci tra i più giovani, sottolineando la necessità di approcci complessivi che includano anche una consulenza intensiva, una terapia comportamentale e soprattutto un’educazione nutrizionale.

Un mercato competitivo

La competizione nel settore, però, è feroce, e molte altre aziende cercano di guadagnare terreno attraverso acquisizioni e sperimentazioni. a esempio, AstraZeneca ha investito significativamente in una pillola sperimentale della cinese Eccogene, mentre anche Johnson & Johnson sta valutando un possibile ingresso nel mercato dei farmaci per l’obesità.

Altre società, come Merck, stanno sperimentando trattamenti innovativi come l’efinopegdutide per la steatoepatite non alcolica (Nash), che ha dimostrato benefici nella perdita di peso. Ancora, Roche ha acquisito la Carmont Therapeutics per 2,7 miliardi di dollari, mirando a sviluppare CT-388, un farmaco simile a Mounjaro di Lilly.

Nel frattempo, Pfizer ha incontrato qualche difficoltà con il suo farmaco danuglipron, ma sta continuando a lavorare per sviluppare una versione orale; Regeneron Pharmaceuticals, invece, sta lavorando su un trattamento combinato per l’obesità che è entrato in sperimentazione clinica.

Salute sì, ma anche profitto

Il successo nel mercato dei farmaci per la perdita di peso ha un impatto sulla salute delle persone che soffrono di obesità, ma sta anche ha portando a risultati significativi sul fronte finanziario.

In quest’ottica, Novo Nordisk e Eli Lilly sono tra le 20 aziende che hanno il maggior valore finanziario al mondo, capitalizzando rispettivamente 714 e 598,90 miliardi di dollari, un successo che si riflette anche nel mercato azionario, con l’azienda canadese che ha quasi raddoppiato la sua capitalizzazione in borsa e quella americana che ha visto crescere le sue azioni del 25%.

di La Svolta   
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