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Il telescopio James Webb ha scoperto una nuova galassia nana

La galassia nana chiamata Pearlsdg è stata individuata dal telescopio James Webb. Si tratta di una galassia che non sta formando nuove stelle e che sfida la teoria degli scienziati sull’evoluzione e sul funzionamento delle stesse — di Ilaria Marciano

di La Svolta   
Il telescopio James Webb ha scoperto una nuova galassia nana

“Nascosta in bella vista” nella vastità dell’spazio, a 98 milioni di anni luce di distanza, esiste una galassia nana che è stata individuata dal James Webb Space Telescope (Jwsp) e che si chiama Pearlsdg. La sua particolarità? Non dovrebbe esistere. O almeno, non secondo quanto previsto dagli astronomi.

Ma procediamo con ordine. La nuova sensazionale scoperta è stata pubblicata sull’Astrophysical Journal Letters ed è avvenuta mentre un gruppo di studiosi stava esplorando altre galassie. Pearlsdg, però, facendosi trovare lì, ha sorpreso tutti: secondo quanto affermato dagli scienziati, infatti, la galassia non sta formando nuove stelle e nessuno si aspettava che fosse lì, in quell’area dello spazio.

Gli stessi ricercatori spiegano il perché: «Abbiamo scoperto casualmente una galassia che ha sfidato le nostre aspettative nelle immagini del Jwst. Essa sfida la nostra teoria dell’evoluzione delle galassie perché non solo è separata da qualsiasi altra compagna vicina, ma non sta nemmeno formando nuove stelle», racconta Tim Carleton, ricercatore presso l’Arizona State University.

Dunque, che cos’ha di speciale Pearlsdg? In genere, le galassie nane contengono tra 1000 miliardi e 100 miliardi di stelle, contro le “sorelle maggiori” (come per esempio la Via Lattea) che ne contengono invece tra i 200 e i 400 miliardi. Inoltre, spesso queste “piccole” galassie orbitano intorno alle loro vicine più grandi.

La nuova galassia individuata dal James Webb Space Telescope, però, non risponde a nessuno di questi requisiti: non interagisce con nessuna galassia vicina e, come detto, non forma nemmeno nuove stelle. Di che cosa si tratta, quindi? Gli esperti sostengono che possa essere un raro caso di galassia quiescente isolata, ossia quelle galassie che hanno smesso di produrre nuove stelle.

«Sappiamo che le stelle si formano da nubi di gas freddo e polvere, quindi le spiegazioni per fermare la formazione stellare generalmente implicano la rimozione del gas dalla galassia – continua a spiegare Carleton – Per le galassie come la Via Lattea, i processi interni e i processi esterni, le interazioni con le altre galassie, sono fenomeni che spiegano come il gas può essere stato rimosso dalla galassia».

E aggiunge: «Tuttavia, per le galassie nane come Pearlsdg si ritiene che i processi interni non siano abbastanza forti da rimuovere il gas, quindi pensiamo che le interazioni con le altre galassie o gruppi di galassie sia l’unico modo in cui il gas viene rimosso».

L’assenza di nuove stelle, dunque, ha sorpreso tutti: fino a questo momento, infatti, gli scienziati pensavano che le galassie, seppur isolate, avrebbero continuato a produrre nuove stelle: «Pearlsdg non è vicino a nessun’altra galassia massiccia con cui potrebbe aver avuto un’interazione recente e ha una massa sufficientemente bassa, quindi è improbabile che i processi interni abbiano potuto da soli rimuovere il gas».

Ancora: «La stragrande maggioranza delle galassie come questa che sono state precedentemente osservate stanno attualmente formando delle stelle, quindi Pearlsdg rappresenta un’eccezione alla regola. Non capiamo perché».

E, di nuovo, l’universo ci impartisce un’altra grande lezione: su di esso, abbiamo ancora molto da scoprire.

di La Svolta   

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