Tiscali.it
SEGUICI

Il cancro può essere scoperto anni prima dei sintomi

Lo rivelano alcune sperimentazioni innovative eseguite dal nuovissimo centro di ricerca britannico Early Cancer Institute — di Antonio Pellegrino

di La Svolta   
Il cancro può essere scoperto anni prima dei sintomi

Individuare i segni del cancro anni prima della sua comparsa si può, e potrebbe aiutare a salvare milioni di vite in futuro, consentendo di sviluppare cure e terapie mirate. È questa la nuova prospettiva di ricerca sulla cura dei tumori inaugurata dall’istituto oncologico Early Cancer Institute, dell’University of Cambridge.

Gli scienziati e le scienziate dell’Istituto  hanno sviluppato alcune tecniche e approcci innovativi per individuare i cambiamenti nelle cellule anni prima che si trasformino in tumori. I ricercatori riescono a notare i cambiamenti nel corpo e i segnali di allarme, per progettare così soluzioni e terapie per abbattere il cancro già prima dei sintomi.

La prima tecnica sperimentata dall’Istituto, che nello specifico permette di rilevare in anticipo i tumori dell’esofago, è quella relativa all’utilizzo della Cytosponge. Questa piccolissima spugna, (non invasiva) legata a un filo anallergico, viene prima inghiottita dal paziente, come se dovesse prendere una pillola, e in seguito si scioglie espandendosi nello stomaco. In questo modo la micro-spugna è in grado di raccogliere svariati campioni di cellule dell’esofago durante tutto il suo percorso.

Se le cellule raccolte contengono la proteina TFF3, presente solo nelle cellule precancerose, scatta il campanello d’allarme: c’è un forte rischio che l’individuo sviluppi un cancro. Ecco come da una semplice pillola si scopre il potenziale tumore, e si interviene tempestivamente sul paziente attraverso un monitoraggio attivo nel corso del tempo per le eventuali cure.

Questa tecnica è una vera e propria rivoluzione nella diagnosi dei tumori, soprattutto se si considera che molti tumori vengono individuati in ritardo, con gravi conseguenze per i pazienti, spesso costretti a ricorrere a costose cure temporanee per cercare di rimediare.

«I medici -  afferma a The Guardian Rebecca Fitzgerald, professoressa e direttrice dell’Istituto britannico - si trovano a dover lottare per curare un tumore che si è già diffuso nel corpo del paziente, bisogna quindi mettere in atto un approccio in grado di individuare precocemente una persona a rischio di cancro».

La maggior parte dei tumori, infatti, cresce gradualmente fino a invadere organi e creare danni nel nostro corpo. Se le cellule precancerose vengono individuate con largo anticipo potrebbe essere possibile intervenire in tempo per bloccare la crescita del tumore. Ecco perché è importante, come sottolinea la professoressa, che in questa fase i medici agiscano al più presto.

Un’innovativa ricerca messa a punto dagli scienziati di Cambridge è quella della raccolta di alcuni campioni di sangue forniti dalle donne attraverso screening medici per il cancro alle ovaie effettuati in periodi precedenti.

In particolare i ricercatori, che hanno analizzato circa 200.000 campioni e che erano a conoscenza delle donne che hanno poi sviluppato tumori, sono riusciti a capire quali sono stati i cambiamenti che hanno determinato la loro comparsa. Cambiamenti che, in alcuni casi, si ipotizza si siano manifestati già 10 o addirittura 20 anni prima della comparsa dei sintomi.

Per il futuro, la strategia che l’Istituto di ricerca intende mettere in atto è quella di individuare il numero maggiore possibile di individui a rischio di sviluppare tumori in futuro, così da intervenire in modo imminente. L’istituto britannico si concentrerà soprattutto sull’analizzare tutte quelle persone provenienti da famiglie con una predisposizione genetica ai tumori, in modo tale da prevenire l’insorgenza degli stessi o comunque ridurla.

Come sottolineato da The Guardian recentemente l’University of Cambridge ha ricevuto una grossa donazione indirizzata alla ricerca sul cancro. La donazione, circa 1 milione di sterline, servirà anche a coprire i costi che l’Istituto dovrà sostenere per le sue sperimentazioni. Secondo il quotidiano britannico a donare la grossa somma è stata una donna molto longeva, che ha spinto la direttrice Fitzgerald a indagare come arrivare alla longevità e prevenire le diagnosi di tumore effettuate in età precoce.

di La Svolta   
I più recenti
Cosa c’è tra i rifiuti? Te lo dice un robot
Cosa c’è tra i rifiuti? Te lo dice un robot
Le donne vivono di più rispetto agli uomini, ma peggio
Le donne vivono di più rispetto agli uomini, ma peggio
È possibile prevedere la depressione post partum con un esame del sangue?
È possibile prevedere la depressione post partum con un esame del sangue?
Quando bisogna considerarsi vecchi?
Quando bisogna considerarsi vecchi?
Teleborsa
Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...