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Gli americani dicono no ai capelli grigi

Molti cittadini statunitensi assumono farmaci o si affidano a pratiche sperimentali per affrontare questo cambio fisiologico. Ma i medici ricordano che attualmente non esiste una terapia comprovata scientificamente per rallentare il fenomeno — di Elisabetta Beretta

di La Svolta   
Gli americani dicono no ai capelli grigi

L’americano medio è tirato per la giacchetta, come si suol dire. Da un lato dai valori promossi dalla poliedrica cantante Rosamaria La Posta (alias December Rose), il suo amore per la vita e (non deve mancare mai) l’amore verso sé stessi, l’importanza di piacersi per far uscire il meglio di sé; dall’altro lato dai consigli di Devin Feher, paladino del “forever young”, su come contrastare l'invecchiamento.

Negli Stati Uniti, l’importanza di avere un aspetto giovane è un messaggio costante, quotidiano, bombardante. Soprattutto tra gli under 30 c’è preoccupazione per quando scopriranno una mattina davanti allo specchio che, ahimè, è spuntato il primo filo d’argento.

Come dichiarato da molti degli intervistati in un articolo del Wall Street Journal, i capelli grigi sono interpretati come la fine di un ciclo, della giovinezza, dell’era delle mille opportunità davanti a sé.

Ciò che dà molto fastidio è anche la schiavitù che questa condizione genera: tempo e denaro, almeno una volta al mese, che se ne andranno in sedute dalla parrucchiera per nascondere questo indesiderato segno del tempo.

Anche per questa ragione, molte persone (prevalentemente donne, ma anche molti uomini sono altrettanto vanitosi) stanno cercando una soluzione alternativa alla tinta nel salone del parrucchiere.

Si va a caccia di rimedi nuovi, controcorrente, ma preferibilmente naturali, per cercare di coprire gli odiati grigi oppure (sarebbe fantastico) per interromperne la crescita.

Alcune persone hanno provato fo-ti, un integratore a base di erbe, che viene impiegato nella medicina tradizionale cinese per la salute dei capelli. Altre l'integratore alimentare spermidina, che ha ritardato le malattie legate all'età nei topi.

Naturalmente l’invecchiamento, soprattutto se precoce, e quindi anche i capelli brizzolati, puntano il dito contro lo stress. Tirato in ballo come chiave di volta in molte situazioni, per ritardare il cambio di nuance della nostra chioma, si sostiene che effettivamente ridurre i livelli di stress possa aiutare. Certamente diminuire stress e stati d'ansia non è benefico soltanto per la nostra capigliatura, ma più in generale per la nostra salute.

Di conseguenza, negli Stati Uniti ma non solo, è un momento molto florido per tutte le attività che mirano a farci rilassare, come la meditazione.

Per i/le più caparbi/e, c’è persino in commercio il casco per la cromoterapia con luce rossa, rivestito internamente da una serie di diodi LED che emettono una luce rossa a bassa frequenza in grado di ravvivare l'attività cellulare e la circolazione sanguigna della cute e, quindi, di stimolare i follicoli.

Ad ogni modo, un terzo degli adulti statunitensi ha dichiarato che sarebbe disposto a assumere un farmaco per prevenire o stoppare l'ingrigimento, se tale medicamento fosse approvato dalle autorità e quindi sicuro per la salute.

Sui social media si trovano consigli di ogni genere: mangiare semi di sesamo nero e melassa nera, assumere la clorofilla liquida, cospargere sui capelli il succo di cipolla. Nei forum di Facebook e Reddit, sono tantissimi i post che trattano il "problema" dei capelli grigi.

Rosamaria La Posta, 31 anni, ha dichiarato di assumere integratori a base di rame che ritiene che stiano tenendo a bada i suoi capelli grigi. Ha affermato: "Sono troppo giovane per essere vecchia".

Marina Natasha Johnson, 50enne, veterana della Marina, ha recentemente affermato che i capelli grigi la farebbero sembrare più vecchia e più vicina alla deadline. Sicuramente stanno bene su molte donne ma, ha ribadito, non fanno per lei.

Devin Feher, 37 anni, quindi giovane, ma da diversi anni ossessionato da ricette allunga-vita, ha ammesso che quando sono apparsi i primi capelli grigi è stato un trauma.

Tra i rimedi che sta seguendo ora c’è la rapamicina. Si tratta di un farmaco che agisce come inibitore di mTOR, una proteina che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo cellulare, della crescita e della sopravvivenza. Feher ritiene che l’assunzione di rapamicina stia contribuendo anche a rallentare l'ingrigimento.

Il Dottor Ralf Paus, dermatologo dell'Università di Miami, sta testando se la rapamicina e/o altri composti potrebbero fermare la crescita dei capelli grigi. Gli esperimenti svolti finora in laboratorio hanno dato risultati che fanno ben sperare per l’applicazione sul cuoio capelluto umano.

Di contro, ci sono molte altre persone che hanno deciso di lasciar libero sfogo alla loro chioma argentata. Questo è avvenuto soprattutto durante i vari lockdown a cui siamo stati sottoposti nel corso della pandemia Covid-19. Anche star dello spettacolo e del cinema, restando negli USA, come Tan France e Jamie Lee Curtis, hanno abbandonato il ‘colore’ e hanno guadagnato ancor più fascino con il nuovo look total grey.

Nel frattempo, i medici hanno lanciato un warning. Innanzitutto, non esiste attualmente una terapia comprovata scientificamente in grado di fermare la crescita dei capelli grigi.

Secondariamente, ma non per importanza, i dermatologi consigliano vivamente di prestare molta attenzione alle sostanze che si assumono, soprattutto se in quantità elevate, in quanto si può incorrere in problemi di salute collaterali.

Ad esempio, il fo-ti potrebbe causare danni al fegato se si esagera con le dosi. La rapamicina, invece, può provocare effetti collaterali e i medici sconsigliano la sua assunzione finché, previa ricerca scientifica, verrà confermata la sua sicurezza ed efficacia nell’interruzione dell’ingrigimento.

Ma la ricerca va avanti.

Melissa Harris, biologa delle cellule staminali e della pigmentazione presso l'Università dell'Alabama a Birmingham, sta testando una soluzione che sembra essere in grado di interrompere l'ingrigimento dei peli nei topi.

Insieme al suo team sta anche studiando il comportamento delle cellule staminali dormienti che potrebbero essere sfruttate per riavviare la "fabbricazione" di capelli pigmentati (non di grigio).

Occorre la sinergia di cellule melanocitiche, che producono il pigmento melanina, e cellule staminali per ricostituire i melanociti. Infatti, è l’interruzione di questo ingranaggio a far sì che i capelli perdano il loro colore originario. Ma è normale, con il passare degli anni, che il meccanismo non sia perfetto come un tempo. Bisogna considerare che anche fattori esterni, come lo stile di vita, possono influire. Da uno studio del 2021 è emerso che il fumo può contribuire ad accelerare l'ingrigimento.

Comunque la si pensi, va sottolineato che l’avversione degli esseri umani nei confronti dei capelli grigi non è una storia nuova: risale agli antichi Egizi, che si cospargevano il capo con olio cotto con il sangue di vitello.

di La Svolta   
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