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Giovani italiani: pessimisti sul futuro, ottimisti sul clima

Secondo il sondaggio Next Generations Study - The Movers of Tomorrow?, il 58% degli under 40 è convinto che il climate change possa essere vinto; tuttavia, molti vivono in uno stato d’incertezza a causa delle crisi internazionali — di Francesco Carrubba

di La Svolta   
Giovani italiani: pessimisti sul futuro, ottimisti sul clima

I giovani italiani sono meno ottimisti verso il futuro ma più fiduciosi sul fatto che la sfida per il clima possa essere vinta: è ciò che emerge dallo studio europeo Next Generations Study - The Movers of Tomorrow? e realizzato dalla Fondazione Allianz in collaborazione con l'Istituto Sinus.

Giovani e insicuri

Al centro della ricerca ci sono le opinioni di 10.000 under 40 che vivono tra Italia, Germania, Gran Bretagna, Grecia e Polonia e che sono stati intervistati con 312 domande, raccogliendo 2,6 milioni di risposte.

La fascia d'età dai 18 ai 39 anni, che include i Millennial e la Generazione Z, vive nell'incertezza e nell'ansia perché da tempo è accompagnata da un susseguirsi di crisi internazionali d'ogni tipo, dall'emergenza climatica alle guerre. Da sensazioni come queste non può che nascere un certo pessimismo nei confronti del futuro: oltre a prospettare una società sempre più ingiusta, insicura e spaccata, 8 giovani su 10 si chiedono apertamente se la loro generazione potrà avere figli.

Una sfiducia radicata

Gli under 40 dello Stivale, in particolare, sono meno ottimisti della media europea sotto ogni punto di vista: sul domani in generale, sul futuro della propria Nazione e su quello del Vecchio Continente. Non solo: 2 su 3 percepiscono il Belpaese come spaccato al suo interno, con una percentuale più alta rispetto agli altri Stati.

Soltanto il 33% ha fiducia nel Governo nazionale riguardo questioni sociali e ambientali, mentre l'Unione europea raccoglie qualche punto in più (41%). L'incertezza permea quindi i temi economici e politici.

I giovani italiani e greci sono i più pessimisti per quanto concerne la crescita economica, le opportunità professionali e l'equilibrio tra lavoro e vita privata, con aspettative che tendono a peggiorare.

I giovani e il clima

In compenso, i giovani italiani sono i più convinti che la battaglia sul clima possa essere vinta (58% contro il misero 8% della Germania).

I ragazzi del Belpaese attribuiscono poi grande importanza sia alle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici (70% rispetto alla media del 57%) che a quelle che determinano la crescita economica (60% rispetto alla media del 47%). Inoltre nella Penisola il 63% dei giovani vede il climate change e i suoi effetti come una delle sfide più urgenti, più che in altri Paesi.

Ma non è finita qui. I giovani italiani sono i più proattivi nel rispondere al cambiamento climatico e alle sue conseguenze ambientali e sociali.

L'impegno concreto sul campo

Finora, i giovani sono intervenuti soprattutto con azioni individuali, per esempio discutendo del problema con la famiglia o con gli amici e regolando il proprio consumo energetico; oppure, ancora, chiedendo una maggiore diffusione delle fonti rinnovabili.

Tuttavia, le abitudini di acquisto cambiano più lentamente: a oggi, in Italia, solamente il 39% dei giovani ha già boicottato prodotti con un cattivo impatto ambientale, rispetto al 45% degli altri 4 Paesi.

Oltre alla crisi climatica, i temi che spingono gli under 40 italiani a impegnarsi includono il contrasto alle discriminazioni. Le iniziative dei cittadini hanno un fascino particolare in Italia, con il 35% che vi ha già preso parte (rispetto al 27% in altri Paesi) e un ulteriore 30% disposto a farlo in futuro (rispetto al 26% negli altri Stati).

Il clima e le generazioni

Il 70% dei giovani intervistati nel sondaggio, afferma che la società dovrebbe essere aperta ad accogliere le persone che fuggono dai Paesi gravemente colpiti dai cambiamenti climatici. Si tratta di un'opinione condivisa anche dal 60% degli intervistati politicamente conservatori. Contrariamente a quanto si pensa, i giovani non incolpano la generazione dei baby boomer per la crisi climatica.

Solo il 9% pensa che le generazioni precedenti dovrebbero fare di più per combattere il cambiamento climatico. Infine oltre l'80% ritiene che le industrie ad alta intensità energetica dovrebbero sostenere una quota maggiore dei costi.

di La Svolta   

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