Tiscali.it
SEGUICI

E se il Tyrannosaurus Rex cambiasse nome?

A 200 anni dalla prima descrizione scientifica di un dinosauro, un team di paleontologi ha chiesto di rivedere le linee guida per la scelta dei nomi per renderli meno sessisti, più rigorosi e inclusivi — di Alexandra Suraj

di La Svolta   
E se il Tyrannosaurus Rex cambiasse nome?

Nel 1824 il paleontologo William Buckland scoprì, in un campo a Stonesfield, nel Regno Unito, lo scheletro del più grande predatore del Giurassico Medio che abbia mai calpestato il globo terrestre e decise di chiamarlo Megalosaurus per le enormi dimensioni della sua ossatura.

Oggi, a 200 anni dalla prima descrizione scientifica di un dinosauro e centinaia di specie già scoperte e catalogate, tutto potrebbe cambiare.

Secondo quando riportato dalla rivista Nature, infatti, per esplorare come è cambiata la denominazione dei dinosauri negli ultimi 200 anni, un team internazionale di paleontologi, guidati dalla paleobiologa Emma Dunne dell’University Friedrich-Alexander of Erlangen-Norimberga, ha esaminato tutti i 1.500 nomi che sono stati assegnati ai dinosauri dell’era mesozoica, ovvero quel periodo storico che va da 251,9 milioni a 66 milioni di anni fa, e avrebbe proposto di rivedere le linee guida per la scelta dei nomi, in modo da renderli più inclusivi, meno sessisti, scientificamente più rigorosi e rappresentativi del luogo e del contesto in cui vengono scoperti i fossili.

Stando ai risultati della ricerca, circa il 3% dei circa 1.500 nomi di dinosauri esaminati è risultato problematico causa di associazioni con personaggi controversi o di riflessi di una cultura sessista, razzista o neocoloniale: il dato che dimostra che ben l’87% degli eponimi utilizzati per nominare le specie conosciute fanno riferimento a personaggi maschili, generando (secondo i ricercatori) disparità di genere.

«Il problema in termini numerici è davvero insignificante, ma è significativo in termini di importanza. Non diciamo che da domani bisogna cambiare tutto ma dobbiamo rivedere criticamente ciò che abbiamo fatto, capire cosa abbiamo fatto bene e cosa non abbiamo fatto bene e cercare di correggerlo in futuro», afferma il paleontologo Evangelos Vlachos, del Museo Egidio Feruglio a Trelew, in Argentina.

Per la nomenclatura delle specie, le linee guida della zoologia lasciano abbastanza libertà d’azione: tra i requisiti imprescindibili viene chiesto che il nome sia univoco, che sia annunciato in una pubblicazione e che, per i dinosauri, sia legato a un unico esemplare. In tutti gli altri casi, chi scopre una specie può chiamarla come vuole.

Così, molti nomi di dinosauri sono un omaggio a chi ha finanziato gli scavi o li ha effettuati (per lo più uomini), altri richiamano il nome dell’area geografica ai tempi della scoperta, utilizzando quindi i nomi coloniali e non le denominazioni indigene (ad esempio, molti dei dinosauri scoperti durante le spedizioni tra il 1908 e il 1920 da esploratori tedeschi a Tendaguru in Tanzania - all’epoca parte dell’Africa orientale tedesca - presero il nome dalla “componente” tedesca piuttosto che da membri della spedizione locale).

Adesso i ricercatori accendono la polemica e chiedono di cambiare le regole avanzando, tra le proposte, quella di scegliere nomi basati sulle caratteristiche fisiche dell’animale, contribuendo così a una comunicazione più accessibile al pubblico.

«Una regolamentazione è certamente auspicabile, se pensiamo che in anni recenti sono stati coniati nomi improponibili come quelli dedicati a società multinazionali», commenta Cristiano Dal Sasso, paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano. «Sarebbe più opportuno legare i nomi in primis alle località del rinvenimento dei fossili e alle caratteristiche anatomiche distintive delle specie, magari facendo riferimento anche alla lingua e alla cultura delle popolazioni locali, troppo spesso dimenticate».

Al momento l’International Commission on Zoological Nomenclature, (Iczn) è contraria all'idea di modificare in modo retroattivo i nomi delle specie attribuisce grande importanza alla preservazione della "stabilità" dei nomi, cosa che potrebbe essere minacciata se questi venissero modificati in modo retrospettivo.

Non vi sono neanche le intenzioni di vietare i nomi dedicati a personaggi storici, ma è stata presa in considerazione la possibilità di introdurre sistemi di denominazione diversi per il futuro.

Il Tyrannosaurus Rex è al sicuro, almeno fino al prossimo dibattito del politicamente corretto.

di La Svolta   
I più recenti
Cosa c’è tra i rifiuti? Te lo dice un robot
Cosa c’è tra i rifiuti? Te lo dice un robot
Le donne vivono di più rispetto agli uomini, ma peggio
Le donne vivono di più rispetto agli uomini, ma peggio
È possibile prevedere la depressione post partum con un esame del sangue?
È possibile prevedere la depressione post partum con un esame del sangue?
Quando bisogna considerarsi vecchi?
Quando bisogna considerarsi vecchi?
Teleborsa
Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...