Tiscali.it
SEGUICI

Sinner-Djokovic, tra “sinnermania” e realtà. Vince il migliore, per concentrazione e tenacia 

di Italia Libera   
Sinner-Djokovic, tra “sinnermania” e realtà. Vince il migliore, per concentrazione e tenacia 

Con caratteristiche tecniche e qualità di gioco molto simili, il nostro giovane campione s’è dovuto piegare al ben più concentrato ed esperto fuoriclasse serbo. Attraverso il loro gioco misuriamo la distanza tra il gioco più veloce di oggi e i colpi lunghissimi a fondo campo sulla gloriosa “terra rossa”. Che accende gli “amarcord” con l’arte degli “arrotini” e le palle cariche di così tanto effetto che potevano essere fermate solo dalle poderose elevazioni di campioni come l’australiano Rod Laver

◆ Il commento di MASSIMO SCALIA

► La “Sinnermania” ha ricevuto un duro colpo, ma, pur avendo esultato martedì scorso quando ha vinto Jannik, non sono rimasto deluso. Sinner e Djokovic hanno colpi e gioco molto simili e quindi vince chi sbaglia di meno e vince più servizi. A un certo punto del secondo, e ultimo, set, è comparsa una statistica che dava per gli “unforced errors”: 27 Sinner e 10 Djokovic, mentre quest’ultimo prevaleva per 13 a 8 sugli ace. La concentrazione e la tenacia, impareggiabili nel Serbo, hanno fatto difetto invece nel nostro giovanotto che ha sbagliato anche un paio di clamorosi “rigori” sotto rete. Ha ventidue anni e avrà ancora tempo per eccellere, ma si diventa Djokovic, che con questa ha vinto la sua settima coppa Atp, solo col rigore, a tratti quasi maniacale, con cui lui si applica. 

Restano alcune considerazioni a latere, da condividere o meno. Oggi il gioco è molto più veloce, soprattutto rispetto a quello sulla gloriosa “terra rossa”, ma i colpi sono molto “più cauti”, palleggi con palle a poco più di metà campo, tranne i colpi risolutivi. Durante l’era degli “arrotini” – con quei colpi veloci, ma con rotazioni cariche di effetto che costringevano a cercare di dominare un rimbalzo alto, e dei quali l’esponente di maggior spicco era senz’altro André Agassi, felicemente sposato con una campionessa come Stefi Graff – si affermò decisamente su di lui, peraltro indiscusso campione, Pete Sampras 20 volte su 34. Sampras apparteneva a quella tradizione tennistica che predilige i colpi lunghissimi a fondo campo, sia di dritto che di rovescio, iniziata negli anni Sessanta da australiani come Ken Rosewall, famoso per il suo rovescio, e che non riuscivano a colpire se non sulle righe laterali e di fondo suscitando la mia giovanile ammirazione. 

Ken, un mingherlino mancino, un mito 89enne per gli Australiani, detiene ancora oggi un numero impressionante di primati, tra i quali quello di essere il più anziano vincitore di slam. Un primato che non sembra più alla portata del 37enne Rafa Nadal, che non ha potuto partecipare all’Us Open di giugno 2023, e che Djokovic potrà superare se vincerà gli Us Open del 2024.

E, in tema di “amarcord”, come non pensare a Borg, Lendl e molti altri. Andando ancor più indietro nel tempo, un altro australiano, Rod Laver, che, sebbene non fosse alto, riusciva a fare degli smash “ammazza pallonetti” sopperendo con un’elevazione e una sospensione tali che durante il tragitto si valutava potesse avere il tempo per accendersi una sigaretta. Certo laudator temporis acti, resta però la quasi certezza che anche il tennis, come peraltro il futuro, non è più quello di una volta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Italia Libera   

I più recenti

Diventa presidente della Finlandia e lascia l’insegnamento a Firenze. I “migliori anni” di Stubb
Diventa presidente della Finlandia e lascia l’insegnamento a Firenze. I “migliori anni” di Stubb
Da Gaza al Mar Rosso, dove ci porta la guerra. I miliziani Houthi ammirati perché odiano Israele
Da Gaza al Mar Rosso, dove ci porta la guerra. I miliziani Houthi ammirati perché odiano Israele
1/ Rassegna ambientale. Slalom tra orsi abbattuti, ritorno del gatto selvatico e “Luna Parco”
1/ Rassegna ambientale. Slalom tra orsi abbattuti, ritorno del gatto selvatico e “Luna Parco”
Morti sul lavoro: dallo stillicidio quotidiano alle stragi periodiche. Il “che fare” è già scritto nelle leggi
Morti sul lavoro: dallo stillicidio quotidiano alle stragi periodiche. Il “che fare” è già scritto nelle leggi

Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Carlo Di Cicco

Giornalista e scrittore, è stato vice direttore dell'Osservatore Romano sino al...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...