Salvo il Pratone di Parella a Torino: una piccola vittoria per il verde pubblico in un mare di sconfitte

Salvo il Pratone di Parella a Torino: una piccola vittoria per il verde pubblico in un mare di sconfitte

Il Comitato Salviamo i Prati si mobilita a difesa di 11mila metri quadrati di terreno vergine che il Piano regolatore generale destina a “servizi” e altro cemento. I cittadini raccolgono firme, organizzano sit-in e feste, piantano alberi e ottengono l’impegno del Comune a rendere inedificabile l’area verde. Nel rapporto Ispra 2020 sul consumo del suolo Torino è ai primi posti della classifica dei comuni italiani per superficie cementificata: il 67% del territorio comunale, un dato elevatissimo se si considera che una buona parte della superficie non impermeabilizzata è costituita dalle pendenze della parte collinare. Anche in comuni come Pianezza, Settimo Torinese, Nichelino, procedono indisturbati a cementificare ed asfaltare il proprio territorio, quasi che si potesse continuare a vivere senza la terra, senza il suolo vergine

L’articolo di FABIO BALOCCO, da Torino
TALVOLTA IN CAMPO ambientale si registrano delle vittorie: è raro, ma qualche volta accade. Torino: la città — a causa del debito accumulato con le Olimpiadi del 2006 — concede permessi a costruire a gogò sia per l’abitativo (anche se gli alloggi vuoti si stimano in circa 50mila) sia per il terziario, specie Grande distribuzione organizzata. Sia con le giunte targate Pd, sia con quella targata Cinquestelle. E talvolta i permessi riguardano anche aree verdi. Nel quartiere Parella, sito ad ovest della città, il fenomeno si ripete. E rischia di compromettere anche un’area di proprietà comunale di 11mila mq, il cosiddetto “Pratone di Parella”,  che il Piano regolatore generale destina a “servizi”: il che significa che si può spaziare dal verde ai parcheggi ma anche a impianti sportivi e case popolari. E per un terzo di quel prato il Comune ha previsto la cementificazione: prima per realizzare un palavolley, poi uno studentato per le Universiadi 2025. 

Sta di fatto che il Pratone di Parella è una delle residue aree verdi del quartiere e la popolazione che vi risiede vuole che rimanga tale, magari anche arricchendolo di essenze arboree. Insomma, vuole che rimanga un polmone verde. Ai residenti si uniscono nella ideale lotta anche altri cittadini ed associazioni ambientaliste: si forma il Comitato Salviamo i Prati, che raccoglie firme, organizza sit-in e feste, si gemella con San Donato Milanese, che soffre di un problema analogo. La mobilitazione riesce ad ottenere dalla Giunta Appendino lo stralcio dal piano delle alienazioni. Ma questa operazione non è sufficiente per garantire in futuro la salvezza del Pratone. E il Comitato raccoglie 2100 firme per una proposta di delibera consiliare che determini l’inedificabilità assoluta dell’area, mediante una variante al Piano regolatore. 

La proposta del Comitato Salviamo i Prati evidenzia in particolare: «La cementificazione in programma annienterebbe il futuro dell’area, rendendola poco vivibile, con effetti di lungo periodo sulla comunità che la abita, costituita peraltro anche dai numerosi studenti delle scuole di secondo grado e dagli utenti degli impianti sportivi adiacenti. Gli effetti sarebbero non solo sociali ma anche ambientali. Torino infatti ormai è una città quasi senza suolo naturale. Le trasformazioni urbanistiche degli ultimi decenni hanno divorato quasi tutti i terreni vergini e le aree verdi in piena terra. La nostra città si colloca nei primi posti della classifica dei comuni italiani per superficie cementificata (67% – Ispra 2020 -, un dato elevatissimo se si considera che una buona parte della superficie non impermeabilizzata è costituita dalle pendenze della parte collinare). Conservare i terreni vergini rimasti dovrebbe essere una priorità per l’Amministrazione». 

Nella seduta del 5 settembre, il Consiglio comunale ha fatto propria la proposta e si impegna, in tal modo, a rendere inedificabile l’area. È un piccolo passo, considerando il sacrificio di verde che non solo in Torino, ma anche nella cintura metropolitana continua a verificarsi. Comuni come Pianezza, Settimo Torinese, Nichelino, procedono indisturbati a cementificare ed asfaltare il proprio territorio, quasi che si potesse continuare a vivere senza la terra, senza il suolo vergine. Credo che inconsciamente chi li governa pensi: “intanto, chissenefrega, i ripiani dei supermercati continuano ad offrire frutta e verdura”. Dovrebbero trovarci mattoni e cemento sui ripiani, quei politici! “Disperazione”, ti prende la disperazione, come giustamente ha affermato Luca Mercalli in occasione della presentazione del rapporto Ispra 2022 sul consumo di suolo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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