Manifestazione a Roma il 25 settembre: «Non c’è più tempo», dicono le donne. Ascoltiamole

Manifestazione a Roma il 25 settembre: «Non c’è più tempo», dicono le donne. Ascoltiamole

Non è un caso che siano le donne a scendere di nuovo in piazza, le prime a pagare pesantemente la crisi economica, a perdere i diritti come in Afghanistan, a subire violenze terribili sui loro corpi come in Libia, nei Balcani, negli accampamenti. L’epidemia Covid ha aggravato la realtà di milioni di persone e questo ha stimolato una fitta rete di relazioni e documenti nel mondo delle donne per proporre soluzioni di genere attente ai diritti e alle libertà, come «un’occasione per cambiare radicalmente noi, uomini e donne, e il mondo in cui viviamo». L’appuntamento in Piazza del Popolo l’ultimo sabato di settembre

L’articolo di STEFANELLA CAMPANA
UN APPELLO FORTE per chiamare le donne da tutt’Italia a manifestare a Roma, in piazza del Popolo, sabato 25 settembre. Una manifestazione nazionale come non succede da tempo non per protestare ma per far sentire la propria voce che parla dell’urgenza di curare un mondo malato dominato da guerre, ingiustizie, sfruttamento degli esseri umani e della nostra terra. «Non un euro per scelte di dominio e sfruttamento, non un euro per le armi». È indetta dall’Assemblea della Magnolia, nata a metà del 2020 alla Casa internazionale delle donne di Roma sull’onda di una pandemia lacerante, con il sostegno di tantissime associazioni e gruppi. La manifestazione vuole mandare anche un segnale al governo che sta per ricevere con il Recovery Fund (Pnrr) 191,5 miliardi di fondi europei e realizzare decine di importanti riforme. «Tutte le risorse, tutte le nuove leggi, dal fisco al lavoro, dall’ambiente al welfare devono curare il mondo, sanare le ingiustizie, restituire a chi ha perduto e sofferto». 

Non è un caso che siano le donne a scendere di nuovo in piazza, le prime a pagare pesantemente la crisi economica, a perdere i diritti come in Afghanistan, a subire violenze terribili sui loro corpi come in Libia, nei Balcani, negli accampamenti. La pandemia Covid ha aggravato la realtà di milioni di persone e questo ha stimolato una fitta rete di relazioni e documenti nel mondo delle donne per proporre soluzioni di genere attente ai diritti e alle libertà, come «un’occasione per cambiare radicalmente noi, uomini e donne, e il mondo in cui viviamo». Dall’Assemblea della Magnolia ne è nato un documento politico, uno strumento di intervento pubblico, recapitato sulla scrivania di Mario Draghi «perché prenda atto che nessun passo ulteriore verso la ricerca di una soluzione può essere compiuto senza il punto di vista delle donne», e anche a deputate, senatrici italiane e parlamentari europee, donne delle istituzioni, rappresentanti politiche, operatrici della salute, della scuola e dei servizi.   

In preparazione dell’appuntamento romano si svolgono in varie città dei flash mob, come quello di mercoledì a Torino, in piazza Carignano. Vestite di nero con un libro scritto da un’autrice si dispongono in due cerchi concentrici. Un primo, interno, per rappresentare le ingiustizie, le disuguaglianze, il patriarcato; un secondo, esterno, la cultura, la pace, la sorellanza trai popoli. Ad accompagnare il flash mob la lettura di “landai”, una forma di poesia breve, popolare e antica che le donne pashtun utilizzano in segreto per denunciare le violenze e i soprusi. Un modo anche per sottolineare la sorellanza con le donne e la popolazione afghana.

Sabato Roma sarà attraversata da pensieri positivi, dalla voglia di cambiare partendo dai bisogni, dai diritti, dalle idee, dalla necessità di prendersi cura delle persone e della terra in cui viviamo. Credo che ne sentiamo tutti il bisogno, stanchi e stufi di violenze, di egoismi e ingiustizie, di un pianeta malato. «Non c’è più tempo», dicono le donne. È ora di ascoltarle. © RIPRODUZIONE RISERVATA