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Ma il tuffo è sempre più blu. Test europeo per la balneazione, in Italia voto “eccellente”

di Italia Libera   
Ma il tuffo è sempre più blu. Test europeo per la balneazione, in Italia voto “eccellente”

Il test è del 2022, secondo parametri diversi dalle “bandiere blu” che definiscono i luoghi dove le acque sono pulite. Ma è un test formato europeo che rassicura i bagnanti su gran parte delle acque (di mare, di lago e di fiume) dove ci si può immergere e fare una nuotata nei 27 Stati dell’Unione. Negli anni c’è stato un progressivo miglioramento per la balneazione, e di riflesso una contemporanea diminuzione dei rischi sanitari. Ecco la “pagella” del bagno in Europa

L’analisi di GIORGIO DE ROSSI

SECONDO L’ULTIMA RELAZIONE annuale sulla “Qualità delle acque di balneazione europee nel 2022”, pubblicata il 9 giugno u.s., la maggior parte dei siti di balneazione in Europa è risultata all’altezza dei più severi standard di qualità dell’UE, meritandosi la classificazione di “eccellente”. Il Rapporto, elaborato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (Aea), in collaborazione con la Commissione, segnala ai bagnanti i luoghi dove possono trovare le acque di balneazione più pulite in Europa questa estate. La qualità delle acque di balneazione nell’Ue resta dunque elevata. Scendendo infatti nel dettaglio, nel 2022, sul totale dei 21.658 siti di balneazione monitorati nei 27 Paesi dell’Unione, ben 18.571, pari all’85,7%, sono stati valutati “eccellenti” e gli standard minimi di qualità dell’acqua sono stati rispettati nel 95,9% dei siti. Dei predetti 21.658 siti di balneazione considerati, 14.519 hanno riguardato le acque di balneazione costiere (le spiagge per intenderci), di cui 12.912 (pari all’88,9%) classificate “eccellenti”; dei restanti 7.139 siti che hanno interessato le acque di balneazione interne (laghi e fiumi), 5.659 (pari al 79,3%) hanno ricevuto la qualifica più elevata. La qualità delle acque di balneazione costiere è generalmente migliore di quella delle acque interne dei laghi e dei fiumi, perché nelle prime vi è un rinnovo più frequente ed una maggiore capacità di autodepurazione.

Inoltre, molte acque di balneazione interne dell’Europa centrale si trovano in laghi e stagni relativamente piccoli e in fiumi con bassa portata. Soprattutto in estate, rispetto alle zone marine, queste acque interne sono più esposte all’inquinamento causato da forti piogge estive o siccità. Dalla Relazione 2022 dell’Aea emerge che il rischio complessivo per la salute derivante dalla balneazione in tutte le acque dell’Ue (spiagge, laghi e fiumi) è molto limitato: i siti delle acque di balneazione di scadente qualità costituiscono l’1,5% di tutte le acque di balneazione dell’Unione. Ciò dimostra come i rischi sanitari connessi con la balneazione in Europa vadano lentamente riducendosi. Nell’ultimo decennio la percentuale delle acque di balneazione di qualità “scarsa” è diminuita drasticamente ed è stabile dal 2015. Per quanto concerne il numero dei siti di balneazione designati nell’Ue esso è aumentato dello 0,5% (+ 107 siti) tra le stagioni 2021 e 2022, portando il totale a 21.658 nel 2022. Rispetto al 2021, la Polonia (+36), la Francia (+15) ed il Portogallo (+14) hanno registrato gli aumenti più elevati. Tra i Paesi extra Ue, l’Albania segnala 119 siti di acque di balneazione e una percentuale significativa (95%) di questi si trova lungo la costa del Mare Adriatico. La Svizzera, che non ha coste, dispone di 196 siti di balneazione, tutti nei fiumi e nei laghi. Prima di poterli considerare di qualità “eccellente”, “buona”, “sufficiente” o “scarsa”, i siti devono essere monitorati per quattro stagioni balneari consecutive.

Ma veniamo alla qualità delle acque di balneazione, sia costiere, che interne, riscontrata in ciascun Paese considerato. Nel grafico predisposto dall’Agenzia Europea per l’Ambiente è stata riportata la classifica, calcolata su base percentuale, di tutti i 27 Stati membri dell’Ue, inclusi Albania e Svizzera, ad iniziare da quelli più virtuosi con le acque più pulite. Nel 2022 sul podio dei primi tre Paesi che hanno riportato il giudizio massimo di “eccellente” per la qualità delle loro acque, troviamo, sul gradino più alto, al 1° posto, con il 99,2%, Cipro, il lembo più orientale dell’Unione europea nel Mare Mediterraneo; seguìto dall’Austria (con il 96,9 %) e dalla Grecia (con il 96,6%). Al 9° posto troviamo la Germania (con il 90,2%) tallonata dall’Italia al 10° posto con l’89,6%, entrambe con il giudizio di “eccellente”. Fanalino di coda è risultata la Polonia con il 55,9%.

Va aggiunto che, nello stesso anno, tutte le acque di balneazione sottoposte ad una valutazione a Malta, in Bulgaria, in Romania, in Slovenia e nel Lussemburgo hanno soddisfatto almeno lo standard minimo di qualità “sufficiente”.

Il raggiungimento di acque di balneazione pulite e sicure è strettamente legato agli obiettivi del Green Deal europeo che mira a spostare le economie dell’Unione verso emissioni nette di carbonio pari a zero entro il 2050 e garantire un uso sostenibile delle risorse. Circa la metà dei cittadini europei che vivono in città ha accesso alle acque di balneazione urbane che risultano sempre più fruibili e popolari. Queste acque sono designate e monitorate ai sensi della Direttiva sulle acque di balneazione (Bwd) (Ue, 2006), che tutela la salute pubblica e protegge l’ambiente acquatico. Il “Centro tematico europeo sulle acque interne, costiere e marine” ha pubblicato un Rapporto sui “Benefici delle acque di balneazione nelle città europee”, che evidenzia i numerosi vantaggi scaturenti da acque costiere urbane pulite e sicure. Di tutti i siti di balneazione europei, più di 1.800 (8%) si trovano in quasi 200 città con più di 100.000 abitanti ciascuna e sono quindi un prezioso apporto agli spazi pubblici urbani. I principali benefici socioeconomici e ambientali che derivano da acque di balneazione urbane pulite e sicure in Europa includono i maggiori servizi in favore degli ecosistemi, un importante valore ricreativo ed una migliore qualità della vita e della salute pubblica.

Circa il 70% dei siti di balneazione nelle grandi città europee (con più di 100.000 abitanti) sono costieri (1.274), e si trovano localizzati in 47 città mediterranee di soli quattro Paesi: Francia (280 siti di balneazione in nove città), Grecia (37 siti di balneazione in sette città), Italia (343 siti di balneazione in tredici città) e Spagna (192 siti di balneazione in diciotto città). Alcune città costiere europee hanno anche siti di balneazione fluviali e lacustri. Ad esempio, Helsinki ha tutte e tre le categorie di siti di balneazione, mentre Stoccolma ha 27 siti di balneazione lacustri e due siti di balneazione costieri. Un quarto delle acque di balneazione urbane europee si trova nei laghi, distribuiti in più di 100 città, mentre solo 39 acque di balneazione urbane si trovano nei fiumi. Le capitali europee, tra cui Budapest, Helsinki, Parigi, Riga, Vienna e Vilnius, hanno tutte siti di balneazione fluviale. Nel 2020, Parigi ha avviato un piano di investimenti di 4 miliardi di euro per rendere balneabile la Senna per le Olimpiadi del 2024, visto che sarà utilizzata per la tappa di nuoto della gara di triathlon. Successivamente, nel 2025, i parigini avranno accesso a circa 20 zone di balneazione lungo la Senna e sulle rive di un affluente a monte, la Marna.

L’Europa ha una grande varietà di bellissime spiagge e zone balneari e ogni anno milioni di europei trascorrono i fine settimana sulla spiaggia locale o le vacanze rinfrescandosi in acqua. Specialmente con l’arrivo della stagione estiva molti cittadini nutrono un vivo interesse per la qualità delle acque di balneazione. Anche noi, mentre ci dirigiamo verso la nostra spiaggia preferita ci domandiamo sempre più spesso se l’acqua di balneazione sia realmente pulita. Dobbiamo precisare che la qualità delle acque di balneazione è classificata secondo due parametri microbiologici definiti nella Direttiva sulle acque di balneazione: Escherichia coli e enterococchi intestinali. Orbene, i dati che emergono dalla Relazione dell’Agenzia Europea per l’Ambiente relativi alla stagione 2022 sono più che confortanti per il nostro Bel Paese. Il grafico ci mostra, per il quadriennio 2019/2022, la qualità delle acque di balneazione in Italia misurata sulla base di un campionamento che ha mediamente coperto oltre 5.500 siti. Lo scorso anno, su un totale segnalato di 5.529 siti di balneazione, ben 4.952, pari all’89,6%, sono stati considerati “eccellenti”, 331 siti (6%) hanno ottenuto il riconoscimento “buono”, 123 siti (2,2%) “sufficiente”, 82 siti (1,5%) “insufficiente” e 41 siti (0,7%) “non classificato”.

Per concludere possiamo affermare come la qualità delle acque di balneazione in Europa sia notevolmente migliorata negli ultimi decenni. Il monitoraggio e la gestione sistematica introdotte dalla Direttiva sulle acque di balneazione (Bwd) (Ue, 2006), nonché i grandi investimenti negli impianti di trattamento delle acque reflue urbane, hanno portato ad una drastica riduzione degli inquinanti organici e degli agenti patogeni. Grazie a questi continui sforzi, è possibile fare il bagno in estrema sicurezza lungo tutte le coste e le località europee marine, lacustri e fluviali, ma, soprattutto, nelle acque urbane un tempo fortemente inquinate. Ciò dimostra come politiche solide e ben attuate possano fare la differenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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