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Lady Constance Lloyd. L’importanza di chiamarsi Wilde

di Italia Libera   
Lady Constance Lloyd. L’importanza di chiamarsi Wilde

Un libro che parla della vita di Constance Mary Lloyd compagna e sposa di Oscar Wilde. Una coppia affiatata, entrambi famosi, al centro dell’attenzione mondana e culturale della scena londinese di fine Ottocento. Lui scrittore, poeta, drammaturgo, lei scrittrice, giornalista, socialista, attivista impegnata per i diritti delle fasce più deboli a partire dalle donne, ma oscurata nel tempo dalla fama e dalle vicende del marito. L’autrice, nel suo libro, ricostruisce attraverso lettere, documenti e ricerche, la vita appassionante di Lady Constance, facendo conoscere una donna forte, libera, in anticipo sui tempi, madre attenta e affettuosa. Constance viaggerà per l’Europa e amerà soprattutto l’Italia dove si trasferì sulla Riviera Ligure di Levante. A soli 40 anni, morirà a Genova e verrà sepolta all’ombra di una croce celtica con inciso solo il suo nome da nubile. Poi, nel 1963, i discendenti aggiungeranno la frase “Wife of Oscar Wilde” 

La recensione di Stefanella Campana

CONSTANCE MARY LLOYD aveva ventidue anni quando incontra Oscar Wilde. E’ bella ed ambiziosa, anche lei di origine irlandese. Di famiglia agiata, cresce a Londra ed entra in contatto con gli ambienti più esclusivi, affascinata dai principi dei Preraffaelliti . Una Londra capitale dell’Impero su cui regna la regina Vittoria e dove le donne cominciano a conquistare spazi di libertà. Il dandy più famoso d’Inghilterra, la vede recitare in italiano alcuni versi della Divina Commedia, la storia dolorosa di Francesca, e ne rimane rapito. Nascerà un grande amore. “La passione cresce ogni giorno di più. Mi sento incompleto senza di te. Ti amo smisuratamente. Il sempre più tuo Oscar”, le scrive in una lettera durante il suo primo viaggio di lavoro, smentendo che il loro sia stato un matrimonio di facciata, un ripiego. Saranno una coppia affiatata, entrambi famosi, al centro dell’attenzione mondana e culturale della scena londinese di fine Ottocento, lui scrittore, poeta, drammaturgo, lei scrittrice, giornalista, socialista, attivista impegnata per i diritti delle fasce più deboli a partire dalle donne, ma oscurata  nel tempo dalla fama e dalle vicende del marito. Mancava la biografia di una donna speciale ma sconosciuta ai più, che merita di essere riscoperta, un vuoto colmato dal libro “Lady Constance Lloyd. L’importanza di chiamarsi Wilde” (Morellini Editore), un romanzo scritto in modo avvincente da Laura Guglielmi, brava giornalista genovese, esperta di giornalismo culturale e di media digitali, collaboratrice di quotidiani, riviste e Radio Rai.

Abile nel ricostruire attraverso lettere, documenti e ricerche, la vita appassionante di Lady Constance, l’autrice fa conoscere una donna forte, libera, instancabile viaggiatrice, in anticipo sui tempi, madre attenta e affettuosa dei due figli nati dal matrimonio con Oscar Wilde, Cyril e Vyvyan.  Pur avendo vissuto un altro importante amore, sarà sempre vicina al marito, anche nei momenti più bui quando viene processato per sodomia e condannato a due anni di lavori forzati. È un momento drammatico della sua vita, ma Constance spiega in una lettera all’amico Robert Ross il suo stato d’animo: «Non mi sento affatto una vittima. Ho sposato Oscar Wilde sapendo chi era, com’era fatto….Certo, mai mi sarei aspettata che avrebbe avuto un uomo per amante….Non sono una donna che cerca le strade più facili. Sono sicura anche che ha creato delle opere che verranno ricordate per sempre, e credo in questo di averlo un po’ aiutato». Sembra di capire che Constance abbia scritto alcune opere insieme a Wilde, in particolare i racconti per ragazzi che ebbero molto successo, favole da lei inventate e scritte, ma firmate da Wilde perché sarebbero state pagate molto di più. Non era ancora il momento di riconoscere la creatività delle donne.

Cambierà il cognome ai figli, con dispiacere, in Holland, per difenderli da un padre in carcere e inguaribile scialacquatore. Viaggerà per l’Europa, ma amerà soprattutto l’Italia e approderà sulla Riviera Ligure di Levante dove vivrà anni sereni. Laura Guglielmi, profonda conoscitrice della sua amata Liguria, ha ripercorso la magia dei luoghi affascinanti dove ha vissuto Constance che morirà a Genova a soli quarant’anni nella clinica di San Fruttuoso, ora tornata abitazione. È sepolta al cimitero di Staglieno. Nel marzo del 1899 Oscar Wilde va a vedere la tomba della moglie. Lo racconta all’amico Ross: «È molto graziosa, una croce  di marmo con  foglie di edera scura intrecciate in un bel motivo (…) è stato molto tragico vedere il suo nome e cognome scolpito su di una tomba. Il mio nome non viene citato». Saranno i loro discendenti ad aggiungere nel 1963, alla base della croce celtica “Wife of Oscar Wilde”. Ma Constance non è stata solo la “moglie di”. È stata molto di più come ci fa scoprire Laura Guglielmi. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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