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La “trappola della povertà” e il circolo vizioso della fame nel mondo in Asia, Africa e America Latina

di Italia Libera   
La “trappola della povertà” e il circolo vizioso della fame nel mondo in Asia, Africa e America Latina

Secondo i dati Fao riportati da “DeliveryRank” ancora oggi ottocento ventotto milioni di persone soffrono la fame nel mondo, la maggior parte concentrati tra Asia e Africa, con alcune crisi anche in America Latina. Quasi un terzo di tutte le persone che soffrono la fame si trovano in Repubblica Democratica del Congo, Etiopia e Afghanistan, ma anche in altri paesi come lo Yemen ed Haiti i numeri sono terribili. Nel 2023 in Afghanistan ben 19 milioni di persone nel paese, circa il 46% della popolazione, si trovano in fortissima crisi alimentare. Non solo i minori non hanno cibo a sufficienza, ma neanche le donne in gravidanza o in allattamento soffrono di malnutrizione acuta: nel 2023 si sono registrate ancora un milione e duecentomila donne malnutrite. Questo dato non colpisce solo il presente per la sua grandezza, ma crea un problema enorme anche per il futuro: un neonato che non ha sufficiente cibo significa un bambino che crescerà con seri problemi e potrebbe non superare l’infanzia

◆ L’analisi di COSIMO GRAZIANI

► I dati sulla fame nel mondo nel 2024 evidenziano che la tendenza negativa degli ultimi anni si è rafforzata e che la strada da percorrere per la sua eliminazione è ancora lunga. Il sito specializzato DeliveryRank ha pubblicato un rapporto riassuntivo sulla situazione del fenomeno a livello mondiale, illustrando una situazione con alti e bassi per vari motivi: dalle diverse forme di “fame” alla distribuzione geografica del fenomeno, fino ai fattori che lo influenzano. Nonostante il mondo sia capace di produrre cibo a sufficienza per tutti i suoi abitanti, secondo i dati Fao riportati dal sito internet ancora oggi ottocento ventotto milioni di persone soffrono la fame nel mondo, la maggior parte concentrati tra Asia e Africa, con alcune crisi anche in America Latina. Quasi un terzo di tutte le persone che soffrono la fame si trovano concentrate in Repubblica Democratica del Congo, Etiopia e Afghanistan, ma anche in altri paesi come lo Yemen ed Haiti i numeri sono terribili.

In Afghanistan la situazione già molto delicata è crollata del tutto dopo la presa dei talebani nel 2021. Nel 2023 ben 19 milioni di persone nel paese, circa il 46% della popolazione, si trovano in fortissima crisi alimentare. La particolarità del caso afghano è nel ruolo giocato non solo dalla situazione economica, il governo del califfato ha pochissimi fondi e le relazioni economiche sono limitate ai paesi confinanti, sebbene ci siano continue tensioni anche con loro, ma anche dal fatto che agiscono fattori come quello ambientale, per cui eventi come alluvioni e frane non fanno che peggiorare la situazione. Le regioni più colpite sono, paradossalmente, quelle settentrionali, limitrofe ai grandi fiumi dell’Asia Centrale ma allo stesso tempo impervie zone montuose

In Yemen invece, la guerra che va avanti dal 2016 ha portato alla fame milioni di persone e la preoccupazione più grande riguarda i minori. Più di due milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta con il rischio di morte per un quarto di loro per la mancanza di trattamenti adeguati – l’assenza di sostegno internazionale per fronteggiare la crisi umanitaria è un’altra delle caratteristiche della crisi che affligge il paese. Ma il problema è a monte: non solo i minori non hanno cibo a sufficienza, ma neanche le donne in gravidanza o in allattamento, tanto che nel 2023 si registravano ancora un milione e duecentomila donne che soffrivano di malnutrizione acuta. Questo dato non colpisce il presente per la sua grandezza, ma crea un problema enorme anche per il futuro: un neonato che non ha sufficiente cibo significa un bambino che crescerà con seri problemi e che potrebbe non superare l’infanzia.

Gli effetti sui minori a livello globale sono approfonditi dal rapporto di DeliveryRank, che si sofferma dettagliatamente sulle cause. Gli effetti della fame sui minori possono essere di due tipi: uno debilitante che consiste nello stato di sottopeso da parte del bambino; l’altro di blocco della crescita, il cui risultato più evidente è la bassa statura dei bambini, che arrivano a dimostrare meno anni di quelli che realmente hanno. I dati riportati dal rapporto contano ben cento quarantanove milioni di minori nel mondo si trovavano in questa situazione e il 75% di loro viveva in regioni afflitte dalla guerra. Da punto di vista geografico, il sito internet non da dati precisi, specifica solo che la maggior parte dei minori affetti da malnutrizione sono concentrati in quindici paesi, di cui dodici africani.

Tra le cause elencate, DeliveryRank elenca la povertà, la guerra, i disastri naturali e ambientali, le disuguaglianze sociali – di ceto sociale ma anche etniche –, il commercio globale ineguale – che picchia duro soprattutto sui produttori agricoli nei paesi del terzo mondo –, la “trappola della fame” e gli effetti degli shock economici – come la crisi del pane e delle materie prime seguita all’invasione dell’Ucraina nel 2022. Sulla “trappola della povertà” ci si sofferma troppo poco, pur essendo un fenomeno diffuso e di lungo periodo. In poche parole: soffrire la fame da bambini ha effetti sul corpo e sullo sviluppo mentale, questi bimbi da adulti saranno a loro volta più propensi a soffrire la fame perché meno produttivi lavorativamente parlando, il che si rifletterà sui figli di queste persone. Un terribile circolo vizioso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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