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La frontiera del mondo che sarà. A Torino il Festival internazionale dell’agricoltura

di Italia Libera   
La frontiera del mondo che sarà. A Torino il Festival internazionale dell’agricoltura

Un appuntamento per parlare delle sfide che riguardano il mondo dell’agricoltura. A Torino, dove si respira arte e cultura, questo Festival internazionale, al suo debutto, è una scommessa che parla di futuro. Con questo festival si cercherà di raccontare l’agricoltura, non quella ideale, immaginata, bucolica ma quella reale, quella cioè che si articola in un nuovo campo da gioco con 8 miliardi di persone, che saranno dieci forse 11, nel 2100. Per rispondere a questa sfida, è necessario diminuire i costi e aumentare la produzione trovando soluzioni innovative

L’articolo di MARIA LODOVICA GULLINO

NONOSTANTE GLI ULTIMI MESI abbiano visto una maggiore sensibilità verso l’agricoltura e un’accresciuta  consapevolezza dell’importanza di questo settore produttivo, resta, purtroppo, diffuso il pensare che di agricoltura si debba parlare in provincia e tra addetti. Se proprio vogliamo esagerare, portiamo i banchetti in città, dando a tutti l’opportunità (e illusione) di consumare prodotti a km 0. Del resto non può che essere così, visto che si trova ogni ben di Dio proprio sotto casa. Pur nella malcelata sensazione che questi banchetti deturpino la bellezza delle nostre piazze auliche.

Anche per cercare di ribaltare questo pensiero, un po’ vecchio e superato, ma ancora presente, con ColtivaTo, il Festival Internazionale dell’Agricoltura, che avrà luogo a Torino dal 31 marzo al 2 aprile, l’agricoltura, quella vera, che nutre il pianeta, va in città. E ci va con la piena consapevolezza di rappresentare un settore produttivo importante, che merita tutta l’attenzione che viene normalmente riservata ad altri settori, considerati più “fighi”.  L’atmosfera magica che si viveva nel maggio 2022 a Torino, durante Eurovision, dopo mesi difficili, spinse me e Antonio Pascale, che ci incontravamo dopo i mesi di confinamento, a inventarci qualcosa di nuovo in questa città, così bella, elegante, che sa trasmettere emozioni. Facciamo un Festival, il Festival dell’Agricoltura, ci siamo detti. Per raccontare al pubblico l’agricoltura  che  sfama il mondo, con tutta l’innovazione che la caratterizza. E dopo mesi intensi, di ricerca del consenso e del supporto delle Istituzioni e del sostegno di aziende ed enti, eccoci qua. Nelle sale auliche di alcuni dei luoghi più belli di Torino, dove si respira arte e cultura, per tre giorni, con dibattiti, talk, confronti, interviste, si parla di agricoltura.

E’una vera e propria scommessa, ne siamo ben consapevoli, raccontare bene l’agricoltura nelle sale che normalmente ospitano dotte disquisizioni di economia, democrazia, spiritualità. E proprio contando, da un lato sul radicamento in città di altri eventi ben consolidati (ad esempio Biennale Democrazia, Torino Spiritualità, Biennale tecnologie) che sono seguiti da un pubblico attento e preparato e, dall’altro, sull’importanza dell’agricoltura in Piemonte, abbiamo deciso di avviare questa avventura. Lo abbiamo fatto consapevoli, nelle nostre reciproche professioni, della maggiore attenzione del pubblico verso un settore produttivo importantissimo per il nostro paese, troppo spesso sottovalutato o, addirittura, trattato con una certa sufficienza.

Con questo festival cercheremo di raccontare l’agricoltura, non quella ideale, immaginata, bucolica ma quella reale, quella cioè che si articola in un nuovo campo da gioco con 8 miliardi di persone, che saranno dieci forse 11, nel 2100.  Per rispondere a questa sfida, è necessario diminuire i costi e aumentare la produzione, trovare soluzioni innovative, adatte allo scopo, anche per coniugare al meglio qualità e quantità. Dunque, affinché ci sia cibo per tutti, è importante ci sia terra e innovazione per tutti. Durante le tre giornate del festival, grazie alla partecipazione di relatori di diversa estrazione, racconteremo i diversi modi di coltivare, di produrre e di risparmiare. Forniremo numeri, esamineremo con spirito critico ma aperto varie forme di innovazione, e non disdegneremo storie emotive sul cibo, con la speranza che buone emozioni producano altrettanto buoni ragionamenti.

Torino e il Piemonte saranno i protagonisti attivi del Festival, che sarà un grande evento scientifico-divulgativo di respiro internazionale, proponendosi di svolgersi con una cadenza biennale.  Il pay-off del Festival, con i piedi per terra, del resto, bene riflette l’approccio concreto e realistico che, anche in base alla nostra storia professionale, condividiamo. Ci auguriamo veramente di catturare l’attenzione di un pubblico pronto a recepire l’innovazione che sta dietro ai prodotti che consumiamo, aiutandolo a fare scelte più consapevoli. Ci auguriamo anche di fare meglio conoscere la salubrità e qualità delle produzioni del nostro paese e della nostra Regione, facendo di ColtivaTo un vero e proprio pride dell’agricoltura! © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Italia Libera   

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