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L’Antartide ha perso un pezzo. Grande 9 nove volte l’Italia. E non è soltanto “un evento eccezionale”

di Italia Libera   
L’Antartide ha perso un pezzo. Grande 9 nove volte l’Italia. E non è soltanto “un evento eccezionale”

Lo scioglimento dei ghiacci nell’Antartide è una notizia prevista, è un fenomeno progressivo, si potrebbe dire che non sorprende. Ma sorprendono le dimensioni di quanto sta avvenendo, la rapidità, lo scenario inquietante che rappresenta. C’è chi fa una statistica e avverte che non si ha conoscenza – dai moderni rilevamenti – di un fenomeno del genere da chissà quanto tempo. Ma c’è anche uno scienziato statunitense che avverte: “Il gioco è cambiato”. E dobbiamo ragionare su un cambiamento che non è un fenomeno eccezionale, ma un fenomeno che dobbiamo affrontare

(Red) — GRANDE COME L’ARGENTINA, dicono gli studiosi statunitensi del clima, nella notizia – l’ultimo ennesimo allarme sul cambiamento climatico – diffusa dall’emittente tv Cnn. Sono le dimensioni (2,9 milioni di chilometri quadrati) della distesa di ghiaccio che l’Antartide ha perso a metà luglio rispetto alla media registrata in un arco di trent’anni, e che non possa recuperare più. Per dare un’idea più precisa a chi vive in Europa, l’Argentina è grande nove volte l’Italia.

Mentre stiamo facendo i conti con il luglio più caldo di sempre (come temperatura media, nel mondo); mentre nel Sud dell’Europa (Italia, Spagna) si fanno i conti con emergenze continue e con i morti collassati per il caldo; mentre nel Salento una donna di 59 anni colpita da un colpo di colore, e prontamente soccorsa dal 118, muore perché in ospedale per salvarla sarebbe servito del ghiaccio. Ma di ghiaccio non ce ne era più, perché era stato già tutto consumato per il soccorso di cittadini colpiti dal caldo, e non c’era stato tempo per produrne di nuovo. Mentre succede tutto questo nella nostra torrida Europa, nell’estremo Sud, il pianeta assiste a un fenomeno di proporzioni drammatiche nella sua estremità che si chiama Antartide.

Anche nel Polo Sud è luglio, ma il luglio nel Polo Sud è il mese più freddo dell’anno (temperature che sfiorano i meno sessanta gradi). Ma il ghiaccio marino è sceso a un minimo senza precedenti per queste settimane dell’anno.

L’enorme distesa di ghiaccio dell’Antartide raggiunge i suoi minimi nell’anno a febbraio, cioè nel pieno della “sua” estate. Poi però recupera spazio. Questa volta non è andata così. La distesa di ghiaccio del Polo Sud è – secondo i dati del National Snow and Ice Data Center (Nsidc) – inferiore di 1,6 milioni di chilometri quadrati rispetto al minimo precedente, che è quello dell’anno scorso. Il fenomeno è stato descritto come eccezionale e fuori dagli schemi. Insomma un evento di straordinaria rarità, che potrebbe succedere solo una volta ogni milione di anni. Altri scienziati sono prudenti, chiedono sia necessario capirci di più. Ma è definitiva l’opinione di uno dei più grandi esperti mondiali di ghiaccio, Ted Scambos, che insegna all’Università del Colorado Boulder, e che sostiene – in un’intervista alla Cnn – che parlare in questi termini potrebbe non essere utile. «Il gioco è cambiato» taglia corto: «Non ha senso parlare delle probabilità secondo la quale può accadere» perché quanto sta avvenendo «ci sta chiaramente dicendo che il sistema è cambiato».

Petteri Taalas, segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale, conferma con una nota, riferita all’emergenza di queste ultime settimane vissute in parti dell’Europa, degli Stati Uniti, dell’Asia: «Il clima estremo che ha colpito molti milioni di persone a luglio è purtroppo la dura realtà del cambiamento climatico e un assaggio del futuro».

È semplicemente – e drammaticamente – quello che sta succedendo in tutto il Pianeta. Naturalmente questo non deve impedire di valutare anche il contesto in cui sta avvenendo tutto questo. «Il sistema antartico è sempre stato molto variabile – ammette Scambos nell’intervista concessa alla Cnn -. Questo [attuale]livello di variazione, tuttavia, è così estremo che qualcosa di radicale è cambiato negli ultimi due anni, ma soprattutto quest’anno». Sono diversi e variabili i fattori che contribuiscono alla perdita di ghiaccio marino, ricorda Scambos, inclusa la forza dei venti occidentali intorno all’Antartide, che si ritiene siano causati dall’aumento dell’inquinamento che sta riscaldando il pianeta. Poi ci sono le correnti dell’oceano che si incontrano, e ne arrivano di calde. Ma il mondo è cambiato, è l’avviso, e dobbiamo farne i conti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Italia Libera   

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